Category - Fesserie

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Le mutande di Sherlock Holmes
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Oops…
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Cinese in ciabatte sniffa serpenti vivi e li espelle dalla bocca
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The real Poetessa Brasiliana
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Il santo del giorno – Antonella Elia
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L’orroroscopo di Chissenefrega / 4
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Il santo del giorno – Gilda Mignonette

Oops…

Declino ogni responsabilità per lo strafalcione di ieri: a me Helen Hunt l’hanno spacciata per Jodie Foster quelli di ONTD e, a mia discolpa, posso solo dire che le due sono sempre state considerate una la look-a-like di quell’altra (anzi, più la prima della seconda che viceversa). Insomma è stato un po’ come parlare di Peter Gabriel mostrando la foto di Giorgio Faletti, solo che Jodie e Helen hanno meno barba bianca.

Che poi, voglio dire, ormai siamo arrivati a tali livelli di omologazione d’immagine che è facile confondersi. Per esempio: esiste qualcuno che vent’anni fa avrebbe potuto scambiare anche solo per un attimo Mickey Rourke per Val Kilmer?

Eppure, invece, oggi:

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The real Poetessa Brasiliana

L’appuntamento con Paula Gilberto Do Mar è uno dei più attesi della domenica pomeriggio (anzi, direi che forse è il miglior momento di una domenica generalmente bigotta e noiosa [Raiuno], vuota e plasticosa [Canale 5], soporifera e old school [Raitre], fin troppo pacata e annacquata [Raidue]). Ma (BADABEN!) da dove avrà mai preso l’ispiraSSione (ECCOLA!) Virginia Raffaele per il personaggio ormai cult della Poetessa Brasiliana?

Forse da Marcia Teophilo, che secondo me è meglio di ogni eventuale tentativo di imitaSSione (notare il folto pubblico letteralmente estasiato, ma soprattutto il momento alla fine del video in cui suona un cellulare e la Poetessa libra lo sguardo nell’aere come assorta da leggiadra visione di angelica sembianza nella terrena stanza):

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Il santo del giorno – Antonella Elia

Anche se Mymovies la annovera già tra le 49enni, in realtà di anni oggi ne compie 48. Comunque: anno più, anno meno, i cinquanta sono dietro l’angolo e Antonella Elia la mezza età se la porta più dignitosamente di molte sue colleghe. Sarà merito di quell’aria da perenne cretinetta, falsa ingenua, oca giuliva e maliziosa gaffeur? Su Youtube ci sono miliardi di video trasheggianti che la vedono protagonista: dallo “Shampoo” di Non è la Rai, al mitico cazziatone di Mike Bongiorno per via delle pellicce Annabella, alla coconduzione di  “Cuori e Denari” con la sua futura riscopritrice isolana, alla famigerata tirata di capelli con la Yespica, alla sigla (bellissima!) dello show di Retequattro “Questo è Amore”, alle imbarazzanti performance da opinionista X-Factoriana.

La rissa con Rostagno dove la Elia viene ferita nell’intimo, minaccia querele, piange e si scaglia contro la tv spazzatura che ha contribuito negli anni ad alimentare, però, me l’ero persa.

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L’orroroscopo di Chissenefrega / 4

Il mese di ottobre, quest’anno, ha avuto trentaquattro lunedì e ciò ha scombinato la naturale regolarità dell’orroroscopo che ritorna oggi, anche per quei poveri disgraziati che appartengono ai segni d’acqua.

 

Ariete: Hanno provato a farvi andare in rehab ma voi no, no, no? Tranquilli, ci ritornerete presto sotto forma di cenere in un’urna.

Toro: Il postino suona sempre due volte. Ma stavolta era un senegalese che – consapevole del vostro cattivo gusto – tentava di vendervi calzini bianchi di spugna.

Gemelli: Sole giallo, sole nero. L’idea di fingervi daltonici per farvi assumere nelle categorie protette non funzionerà.

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Il santo del giorno – Gilda Mignonette

gilda mignonetteAttenzione: si mormora che la Regina stia tornando! Ormai avevamo perso le speranze da quel lontano 1916 in cui Gilda Mignonette esordì sui mercati con l’album rimasto nella storia della filtered/vocalhouse dal titolo “The Queen Of The Migrants”. Con il suo lavoro d’esordio, Gilda – da allora ribattezzata appunto The Queen, appellativo di cui si approprieranno successivamente in maniera indebita altre immeritevoli esponenti della musica pop – rimase in testa alle classifiche di iGrammofono per ben 94 settimane. Le sonorità innovative di quell’album verranno ricordate per sempre come la mazzata definitiva alla dinastia degli Asburgo che, insieme agli Abba, dominava le charts del Sacro Romano Impero dal 1278.

La hit “Cry Me A Piave River” (di cui Rihanna ha recentemente acquisito i diritti e ne proporrà una cover nel suo prossimo disco sostituendo “Piave” con “Mississippi”) venne proclamata colonna sonora ufficiale dell’armistizio del 1918. Il dopoguerra portò tanta popolarità a Gilda, la quale sbarcò addirittura negli States dove venne assoldata nella giuria del nascente talent dedicato ad emergenti artiste burlesque X-Malafemmena. Tra le giurate anche una giovane Angela Lansbury e Anna Tatangelo prima dei lifting. Purtroppo il programma fu un flop e Gilda ritornò nel Belpaese dove decise di fermarsi a riflettere per qualche tempo nella sua elegante dimora con vista sul Vesuvio. Nel 1921 fu condannata per abuso edilizio nell’ambito della famosa inchiesta Vesuviopoli, tra le cui indagate ricordiamo anche una disperata Fattucchiera Amelia. Nel 1922 uscì il suo nuovo album, “Black (poker, little) Face” che non ebbe il successo sperato: Gilda scaricò sulla magistratura le responsabilità del fiasco. Il brano di lancio, “Toghe Rosse” (tradotto per i mercati esteri nel discutibile “Red Thoughts”), vendette solo qualche decina di copie,  ma fu con il successivo singolo “Soldier in Love – O’surdato ‘nnammurato feat.Pitbull”, contenuto nella re-release del disco, che riuscì a ritrovare una popolarità ormai data per dispersa. Certo, fu un’operazione commerciale degna della peggior Jennifer Lopez: il singolo era studiato a tavolino per diventare un tormentone discotecaro, un brano ben lontano dalle sonorità ricercate di un lustro prima.

Forte del rilancio, Gilda venne chiamata a presenziare come valletta bionda al fianco di Pippo Baudo al Festival di Sanremo 1923. La valletta mora era Eleonora Duse, nel suo ultimo impegno televisivo prima della prematura scomparsa dovuta ad un letale mix di capelli sintetici respirati nel camerino del presentatore. Nonostante la stampa ipotizzasse una rivalità fra le due, la Mignonette rimase alquanto scossa per la scomparsa della collega. Un’altra batosta legale, poi, oscurò nuovamente la fama di Gilda in quel periodo: la Mignonette venne chiamata a comparire in tribunale come testimone informata dei fatti dopo l’invito ad un presunto festino a luci candele rosse in casa del Duce. La stampa cominciò a soprannominarla “Mignottenne” e, consapevole che poco avrebbe potuto contro lo strapotere dei giornali di sinistra e dei magistrati comunisti intenti – per invidia – ad abbattere la sua carriera internazionale, decise di annunciare ufficialmente su Twitter il suo ritiro dalla scene nel gennaio del 1925.

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