Category - Curiosità

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Ieri sono stato al concerto dei Ricchi e Poveri (LOL)
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Succedeva 4 anni fa: Momenti di panico a Questa Domenica
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#WIDG – Una domenica senza Auditel. E una intervista (esclusiva) con un analista che confessa: “Ho barato”
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Martina Portolano: nuova star del web?
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Birba, Patty e La Bersagliera: chi scegliere?
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Celebrity Twitter 2009 (ovvero: come eravamo 2 anni e mezzo fa)
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Oops…

Ieri sono stato al concerto dei Ricchi e Poveri (LOL)

ricchi e poveri deadmau5

 

Capisco che passare dal live di Deadmau5 a quello dei Ricchi e Poveri nel giro di un paio di mesi scarsi può risultare uno spiazzante emblema della caducità del tempo, ma l’immortale trio ligure – orgoglio nazionale da milioni di copie vendute in tutto il mondo – ha il suo bel perché. Angela, Angelo e Franco segnano 201 anni in tre e alla loro veneranda età sono degli inaspettati fenomeni live, tanto nel 1982 quanto nel 2012. Se avessi un blog dove scrivere una recensione del loro concerto, sarebbe sicuramente una recensione positiva, a metà strada tra la tenerezza trash e il gaio amarcord.

 

Angela (65 anni), nonostante la tinta per capelli che le cola, ha ancora una voce da 20enne, una grinta da far invidia a tante sbarbate, e in certi momenti tira fuori dei falsetti che farebbero impallidire ogni Miley Cyrus. Angelo (66 anni) ha messo su una discreta panza ma ancora tiene botta se si riesce a superare l’impatto iniziale della sua inquietante somiglianza con Jerry Calà. Franco (70 anni) sembrava invero un po’ provato nel fisico ma non nel baffo, e introduceva ogni canzone accompagnandola con aneddoti vintage in stile nonno-del-west, tipo: “era il 1974 ed eravamo in tournèè in Belgio con Nicola di Bari…” oppure con siparietti da cabaret anni 80 a cui una sudatissima Brunetta rispondeva sempre lucida e divertita (esempio -> Franco: “Questa canzone la scrivemmo per il Sanremo del 1971 […] e grazie a lei molti si sono innamorati, molti si sono sposati… e tu Angela cosa hai fatto con questa canzone?” Angela: “Io? …Mi sono SE-PA-RA-TA!!!” [risate] ).

 

PS: Voglio rassicurare chi teme che io abbia abbandonato le mie gggiovanilistiche ambizioni da clubber: ho già prenotato un viaggio per il ponte del 2 novembre a Parigi, dove casualmente in quei giorni il dj tedesco Boys Noize terrà il suo concerto di presentazione al pubblico francese del nuovo album XTC in uscita a metà ottobre.

PS2: Questo blog sembra essere già in ferie da svariati mesi, comunque sappiate che ho in mente grandi progetti di rinnovamento (vabbè, si dice sempre così) più o meno paragonabili a quelli del Popolo Della Libertà. Buone vacanze a tutti: ci si sente e/o vede su Facebook o Twitter, o anche a casa di vostra sorella, nel frattempo.

 

Succedeva 4 anni fa: Momenti di panico a Questa Domenica

dice il saggio: fesso il blogger che c’ha un archivio di oltre 2000 post e non se li ricicla al momento opportuno

 

Quando vedi un’intervistatrice dall’encefalogramma piatto come Paola Perego, ringrazi il cielo che in tv esistano delle snob curiose tipo Daria Bignardi o addirittura dei leccapiedi senza spina dorsale tipo Fabio Fazio. A Questa Domenica, Nostra Signora delle Talpe chiede un’opinione all’ospite Giulio Andreotti su Obama e McCain (domanda dribblata con il savoir faire che solo un democristiano di vecchia data sa tirar fuori all’occorrenza) con la stessa profondità con cui cinque minuti prima chiedeva lumi a Carina Cascella sui suoi comportamenti psicotici in capanna zulù. Paola confonde Veltroni con d’Alema così come poc’anzi scambiava Pasquale Laricchia con Filippo Bisciglia; parla di solidarietà della politica con la stessa enfasi con cui lancia il televoto tramite il quale chiede al pubblico se Pamela Camassa deve rimanere o no all’interno de La Talpa. Momenti troppo forti anche per il senatore a vita che, al rientro da un RVM, di fronte alla domanda “Come vede il futuro per i nostri bambini?” rimane bloccato, imbambolato, inerme sulla sua poltrona e non dà più cenni di vita, come fosse appena stato colpito da un’ischemia fulminante o da un topless di Melita Toniolo.

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#WIDG – Una domenica senza Auditel. E una intervista (esclusiva) con un analista che confessa: “Ho barato”

UPDATE! La redazione di Cinetivu risponde all’analista anonimo qui intervistato, con un sibillino comunicato in dieci punti in cui difende l’iniziativa:

Spettabile redazione di Chissenefrega,
in merito alle dichiarazioni dell’analista pentito tengo a precisare che:

1 I numeri sono tali che qualche persona che bara non inficia i risultati.
2 Abbiamo volutamente arruolato due giurie differenti per incrociare i risultati.
3 I file excel non sono mai stati spediti due giorni prima, per un blackout/guasto tecnico, tanto che pensavamo di ricorrere a dei foglietti.
4 Il suo intervistato non è mai uscito di casa e se l’avesse fatto avrebbe dovuto seguire il programma mentre camminava senza guardare la strada.
5 Se il suo intervistato si fosse addormentato davanti al programma da valutare, sarebbe stata colpa del programma e non della scheda.
6 I membri del panel non potevano avere contatti con l’esterno, ma solo con gli autori dell’iniziativa, interpellandoci in confessionale … ehm … via mail.
7 Gli analisti non hanno ricevuto/non riceveranno la colomba premio per Pasqua, perché non abbiamo voluto drogare l’indice edonico dell’esperienza.
8 Qualora venisse replicata l’esperienza Analisi Qualità Tv eviteremo di far fare maratone televisive ai nostri analisti: a quelle ci pensano già da soli alcuni programmi della prima serata.
9 Riguardo all’attendibilità: WIDG è stato tarato totalmente sul web e conseguentemente le due anime del panel erano lettori di blog e blogger. I risultati vanno letti partendo da questo presupposto. Qualora dovessimo proporre WIDG in un supermercato, interpelleremo cassieri e clienti.
10 Le intimidazioni di Chissenefrega non influiscono sull’indice edonico dei programmi valutati.

Cordialmente
Diego Odello

 

Volge al termine la settimana del web-dibattito sulla qualità televisiva, e si conclude con una giornata di protesta simbolica denominata “Una domenica senza Auditel” (clicca qui per scaricare il manifesto ufficiale in PDF).

widgLascerò ad altri l’onere di tirare le somme sulla riuscita del progetto, per quanto riguarda il sottoscritto è stata un’iniziativa ben sviluppata, in grado di coinvolgere una importante fetta del web e di iniziare una discussione, finalmente, costruttiva. Ovviamente ha pagato lo scotto della giovinezza, ma il progetto #WIDG ha tutte le carte in regola per sfondare in futuro – se verrà, come mi auguro, riproposto – e per non rimanere confinato dentro i recinti di internet. Di certo è stato qualcosa di più interessante dei Teleratti.

Qui, concludiamo con uno SCOOP in esclusiva mondiale, perché l’intelligence di Chissenefrega ha rintracciato in una località segreta uno degli analisti (rigorosamente anonimo) che hanno partecipato all’esperimento di valutazione qualitativa dei programmi tv (analisi pubblicata da CineTivu e Tvblog). E ce ne svela i retroscena. Premettendo che MI DISSOCIO DA TUTTO a prescindere, credo che ricevere una eventuale “critica dall’interno” possa essere un utile stimolo per aggiustare qualcosa e migliorarsi in futuro.

Egregio analista, da dove nasce la sua voglia di entrare a far parte del panel WIDG? E’ un appassionato di televisione o lavora nel settore?

Sono un frequente lettore di alcuni blog che parlano di televisione ed un giorno in uno di questi mi ha incuriosito leggere l’iniziativa di una specie di rilevazione televisiva. Non era specificato nell’articolo cosa c’era da fare di particolare, però mi faceva sentire figo il fatto di essere uno dei valutatori di alcuni programmi televisivi.

So che in molti ambivano ad entrare nel panel: erano richiesti particolari requisiti per entrarvi? Come mai hanno scelto lei, qual è il suo X-Factor?

No, nessuna richiesta particolare, se non guardare dei programmi televisivi (quelli su cui poi il WIDG ha fatto le 4 comparazioni). Non saprei dire perché mi hanno scelto: forse sono stato tra i primi a candidarmi?

Ci spiega esattamente come funzionava la rilevazione?

La mail preliminare arrivata dagli organizzatori di WIDG ci indicava di fornire alcuni semplici dati personali (nome, età, città di provenienza) incluse alcune domande “televisive”, come quali canali preferisco, in che fasce giornaliere guardo più la tv, cosa è per me l’auditel e quali emittenti sperimentano maggiormente. Niente di così strettamente personale, ma è solo per farsi un’idea del panel.

Poi, 1-2 giorni prima della valutazione dei 2 programmi ci arrivava una mail con un file excel dove compilare i propri giudizi. Erano indicate sempre due regole: seguire assolutamente i programmi (nel migliore dei casi uno in diretta e l’altro in differita) e inviare il file compilato entro le ore 12 del giorno successivo alla trasmissione.

Le è capitato di barare o effettuare una rilevazione non veritiera? Era possibile farlo?

Ammetto: ho barato nel momento in cui non avevo voglia di seguire nessuno dei due programmi da valutare, vuoi per noia, vuoi per distrazioni esterne. Comunque i programmi che dovevo giudicare li avevo già presenti visto che spesso li guardo e quindi alla fine ho dato le valutazioni tenendo conto del giudizio maturato nei mesi di visualizzazione.

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Martina Portolano: nuova star del web?

martina portolano hot

La rete parla di lei da qualche mese, ma la grande popolarità (?) è arrivata di recente. Martina Portolano (e non porta solo quello, direi) è la celebrity 2012 di Youtube. Romana ma cesenate d’adozione, con un fratello iperprotettivo che scandaglia internet alla ricerca di profili fake ed un presunto fidanzato molto geloso, Martina nasce su Netlog, il famoso social network per bimbeminkie di malaffare. Lì pubblica foto di un certo calibro (calibro mign-8) e dei video decisamente pieni di grazia:

Poi trasloca su Youtube ed è la consacrazione: i maschi la riempiono di complimenti per le scene e i costumi, le donne le invidiano le coreografie ed il fisico scultoreo.

A loro, la novella star risponde con un video lucidissimo (dopo il salto) in cui denuncia lo sfruttamento della sua immagine e si scaglia contro chi la critica e si appropria dei suoi contenuti. Martina, oltre a dimostrare grande classe nel danzare, dispone di un ricco e sobrio vocabolario che usa sapientemente declinandolo in poesia. Ad esempio, dal minuto 1:27:

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Birba, Patty e La Bersagliera: chi scegliere?

Sapete che Google vi osserva e sa tutto di voi? A questo indirizzo potete scoprire come siete visti dagli occhi dei pubblicitari del motore di ricerca. Io, per la cronaca sono fotografato così:

Categorie di interesse:
Acquisti – Abbigliamento
Arti e intrattenimento – Musica e audio – Musica pop
Community online – Hosting e condivisione di file
Viaggi

Dati demografici:
Età: 18-24
Sesso: maschile

Beh, tutto azzeccato, no? (il primo che obietta sull’età lo stronco).

Comunque, se è vero che le pubblicità che compaiono sui siti internet sono più utili di quelle tradizionali in quanto “contestuali” (e pertanto cucite su misura sugli interessi dell’utente), non oso pensare che profilo abbia di me l’agenzia pubblicitaria (non è Google, evidentemente) che mi propone piccanti incontri online con codesti sfiziosi bocconcini a metà strada tra la Granny assatanata e il Camposanto:

 

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Celebrity Twitter 2009 (ovvero: come eravamo 2 anni e mezzo fa)

Premessa: questo è un mio post del luglio 2009 (pubblicato sul defunto Blogmagazine). Lo ripropongo oggi in modalità “amarcord”, visto che da qualche settimana Twitter è diventato la moda del momento per le celebrità nostrane. All’epoca, invece, i vip italiani lo snobbavano, preferendo altri social network. Nei prossimi giorni ne scriverò un immancabile aggiornamento alla luce delle evoluzioni che ci sono state in questi due anni e mezzo e per tentare di capire come le nostre star dello showbiz lo stanno utilizzando (cioè male).

[nel frattempo, se volete seguire il sottoscritto pure su Twitter:
http://twitter.com/chissenefrega ]

I fondatori di Twitter sono un tipico duo dall’aria nerdosa che si fa fotografare con l’uccellino blu, simbolo del social network, appoggiato sulla spalla. Un po’ come Del Piero nella pubblicità dell’acqua minerale, ma loro hanno l’espressione convinta di quelli ben consapevoli che la loro invenzione ha tutte le carte in regola per rivoluzionare la comunicazione sul web (tanto da permettersi di rifiutare offerte d’acquisto milionarie), mentre l’acqua minerale fa solo fare tanta plin-plin.

Il segreto di Twitter sta nell’essenzialità: 140 caratteri dove cinguettare al mondo “what are you doing?”. Non ci sono recinti di amicizie, ma tutte le conversazioni sono pubbliche e accessibili ad ogni utente: l’uccellino blu mette a disposizione il minimo indispensabile da cui si può trarre il massimo rendimento a livello comunicativo, a patto di avere il dono della sintesi.

Se in Italia i media si preoccupano di pubblicizzare (e di essere presenti su) Facebook, data la popolarità di quest’ultimo tra il “grande pubblico” di ogni età, cultura e status sociale anche non particolarmente avvezzo alla tecnologia, probabilmente Twitter – da noi – rimane ancora uno strumento adatto solo a chi ha più confidenza con l’informatica o, almeno per il momento, a chi ha qualcosa da dire e non passa le giornate a fare i test facebookiani per scoprire “Quanta percentuale di tronista c’è in te?” oppure ad iscriversi a gruppi tipo “Tutti quelli che vorrebbero fare il tagliando alla Escort Patrizia D’Addario”.

Da più parti si afferma che Twitter cambierà il nostro modo di scambiarci opinioni, di fare informazione (basti pensare ai recenti, tragici, fatti in Iran) o disinformazione: le celebrità estere più modaiole, vogliose di farsi notare e coscienti di avere una scia di seguaci affamati come balene, si adeguano abbandonandosi al piacere trendy della twitterata libera rilasciando frammenti pubblici della loro intimità, come fosse plancton nell’oceano del gossip internettiano.

I cinguettii dell’immancabile Britney Spears (2.120.000 followers) sono tra i più letti del social network. La popstar parla dei frappuccini di cui è ghiotta (e si vede), dà informazioni rapide sui suoi impegni futuri, scatta foto dalle finestre degli hotel in cui è ospite e le condivide coi suoi fan attuando una forma di “comunità partecipativa” dove è lei – una volta tanto – ad avere il controllo della situazione e non i paparazzi. Sempre che non le capiti la sfortuna di veder violato il suo account: qualche giorno dopo la morte di Michael Jackson, sul profilo Twitter della reginetta del pop compariva l’inquietante frase “Britney has passed today. It is a sad day for everyone”, che la povera Britney è stata costretta a smentire dopo aver cambiato la password, ovviamente.

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Oops…

Declino ogni responsabilità per lo strafalcione di ieri: a me Helen Hunt l’hanno spacciata per Jodie Foster quelli di ONTD e, a mia discolpa, posso solo dire che le due sono sempre state considerate una la look-a-like di quell’altra (anzi, più la prima della seconda che viceversa). Insomma è stato un po’ come parlare di Peter Gabriel mostrando la foto di Giorgio Faletti, solo che Jodie e Helen hanno meno barba bianca.

Che poi, voglio dire, ormai siamo arrivati a tali livelli di omologazione d’immagine che è facile confondersi. Per esempio: esiste qualcuno che vent’anni fa avrebbe potuto scambiare anche solo per un attimo Mickey Rourke per Val Kilmer?

Eppure, invece, oggi:

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