Archive for the ‘Curiosità’ Category
Carmela tiratela meno (ma soprattutto chiudi quelle stramaledette vocali)
Scritto da Chissenefrega il 19 Marzo 2010 – 19:18 -Ok: il Grande Fratello fa male, ma non posso pensare che ne faccia così tanto. Penso, invece, che certa gente abbia una naturale inclinazione per l’idiozia (cosa che si nota anche dai fidanzati che si sceglie) ed un innato talento nel coprirsi di ridicolo. E che gli autori dei reality dispongano di un fiuto da cani da tartufo nello scovarla, questa gente.
Grazie a PoisonCall per la segnalazione
Tags: Carmela Gualtieri, Grande Fratello 10, Le Iene
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The Mauro Marin Show must go on
Scritto da Chissenefrega il 15 Marzo 2010 – 19:45 -Mauro Marin è stato ricoverato per “stress” dopo aver tentato di rilasciare una intervista in evidente stato confusionale ad una intervistatrice che, anziché chiedersi cosa stesse succedendo, lo derideva. Forse stavolta non si trattava di uno dei soliti scherzoni del vincitore del GF. O forse la conduttrice era parente di Veronica.
PS: Certo è che se questo è uno degli effetti del karma, io comincio ad avere paura (…e si precipitò a comprare un cd di Lady Gaga…).
Tags: Mauro Marin malore
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Lavori usuranti
Scritto da Chissenefrega il 11 Marzo 2010 – 01:18 -
Ieri sera abbiamo scoperto che L’Isola dei Famosi è sottotitolata alla pagina 777 di televideo. Ma vi pensate quel povero disgraziato che per lavoro deve trascrivere in diretta per filo e per segno (beh, più o meno) tre ore di dialoghi triti e ritriti di Simona Ventura comprensivi di “cioè” e “praticamente” e congiuntivi un po’ alla ca**o? Mi auguro che questa figura professionale venga profumatamente retribuita.

Tags: 777 di televideo, Isola dei Famosi 7
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Dalla nostra inviata al Mi-Sex
Scritto da Chissenefrega il 9 Marzo 2010 – 21:55 -Anche se in ritardo sulla festività rosa, cedo la linea al (LUNGHISSSSSSSSIMO!) racconto dell’otto marzo seccsi di Elena “la fan di Mercutio” che, dopo la laurea in Sexy Bar ed il master in Peperine, è andata a fare uno stage in quel luogo di perdizione che è il Mi Sex, la manifestazione fieristica meneghina dedicata al mondo dell’ard ( = arte + hard ). E nel prossimo reportage, il racconto esclusivo della limonata con Maurizia Paradiso.

Finalmente, dopo un anno dal suo acquisto, la mia 500 sport ha fatto la sua prima gita fuori della provincia e, con un paio di amiche, siamo andate a festeggiare la Festa della Donna al MI Sex. Da un po’ rimuginavo l’idea di andare a vedere una di queste fiere dell’erotismo… Un po’ come andare alla fiera del fumetto ma anziché trovare un tipo combinato da Batman o Naruto, ti ritrovi davanti un’infermiera Sadomaso o una donna di mezz’età che porta al guinzaglio il marito [chissà se esistono i cosplayer di Rocco Siffredi - ndCsnf].
L’idea di partenza era di farsi un giro vivendolo come una specie di carnevale alternativo, calandosi nella fossa con scollature, mascherine e tacchi scomodi. Consce fin dalla partenza di esser tra le poche comuni mortali in mezzo a una calca di maschi medi accorsi a rimirare un po’ di inarrivabile figume del mondo del porno, una volta arrivate ci si infila alla fiera e si paga (amara scoperta che lo sconto da presentare alla cassa, stampabile dal sito, magicamente non è valido, senza spiegazione). Noi, visto il prezzo del biglietto, siamo andate lì decise a passarci piu’ tempo possibile vista la chiusura alle 2.00 di notte. L’apice delle presenze si è riversato al Mi Sex verso le 21.30, quando sono esplosi gli spettacoli a pagamento aggiuntivo, mossa astuta per incrementare gli introiti. Il connubio sesso e denaro è stato largamente rispettato come da aspettative attingendo dalle tasche di una massa di allupati di ogni età.
Intorno al salone centrale con il palco principale, parte piu’ viva del Mi Sex, un costante bagliore dato dai cellulari puntati a carpire visioni dal basso di merce ben esposta. Tra un’attricetta hard emergente e una spogliarellista qualunque, saltavan fuori di tanto in tanto artisti del settore che mettevano in scena spettacoli sul serio. Il mio preferito era un uomo pelato che s’aggirava per la Fiera vestito da Nobiluomo di inizio secolo con bastone da passeggio [ma questo "bastone"... è quello che penso io? - ndCsnf]. Lui e la sua partner tatuatissima si sono esibiti in una rivisitazione di Arancia Meccanica: una cosa forse troppo raffinata per esser capita, mi sa. Tutt’intorno piccoli stand di massaggi ai piedi, di filosofia erotica di un non ben specificato mago del porno, di una signora taglia XXL che fa spettacoli Burlesque con abiti di sua creazione (che saluto perché è spettacolare!) e sexy shop piu’ o meno conosciuti. C’era anche un’agenzia di viaggi che organizza porno avventure nel mondo, dalle informazioni acquisite la meta piu’ gettonata è la Giamaica (io pensavo la Thailandia, si smette mai di imparare!). Alle spalle del palco delle poltroncine a piu’ file, tipo cinema, in maggioranza occupate da donne e ragazze in cerca di riposo dal dolore crescente ai piedi dopo ore che giran là dentro. Immancabili i maniaci da ultima fila che ti si piazzano alle spalle mentre sei lì a riposarti e iniziano a puntarti e bisbigliar qualcosa di incomprensibile, innocui ometti over 40 con panzetta e camicia a scacchi che si aggirano soli e sbavanti per la Fiera, portafoglio gonfio e aria da preda ottimale per le cabine dei Peep Show.
Tags: Mi Sex
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Deceduto per asfissia in seguito ad una pratica di autoerotismo
Scritto da Chissenefrega il 3 Marzo 2010 – 00:00 -Notizia: tal Kristian Digby, conduttore inglese della BBC, viene ritrovato morto nel suo appartamento. Fine della notizia. Fatto di indubbia rilevanza in UK (a meno che lui non sia una celebrità mondiale e - sinceramente - non mi risulta), ma qui?
Al di là del doveroso rispetto per i morti (perché prima o poi - tocco ferro ma non Tiziano - capiterà sia a me che scrivo che a te che leggi – pauuuuura! -) e al di là che la cosa potrebbe farmi pena (boh, ma anche no, d’altronde chi lo conosce, sto Digby?), mi chiedo se il fatto che una notizia del genere trovi spazio sulla prima pagina del Corriere della Sera, nemmeno il protagonista – buonanima – avesse la fama di David Letterman, non sia solo un infimo tentativo di cavalcarne l’onda pruriginosa. Specifica infatti il quotidiano, che il decesso è avvenuto in strane circostanze, che fanno supporre un “gioco autoerotico finito in tragedia”. Che tale informazione non fosse necessaria (e magari pure lesiva della privacy di un ex vivente -barra- della memoria di un recente defunto) è evidente, così come è evidente un subdolo richiamo a situazioni piccanti che ridicolizzano meschinamente un fatto di cronaca ed illuminano di grottesco il disgraziato protagonista.
Ché poi leggi notizie del genere e una tragedia, anziché scadere nella pietà, diventa un argomento da chiacchiera al bar su cui ciascuno si sente in diritto di dire la propria: chi schifato, chi “pour parler” e chi perché esperto in materia (presenti esclusi) perché diciamocelo, io avrò anche poca fantasia (no, grazie, non vado a farmi un giretto su Pornotube) ma l’unica scena che mi viene in mente se penso ad uno che muore in quel modo è la seguente:
Tags: Kristian Digby
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In tutti i luoghi e in tutti i laghi (col Gran Soleil e il gatto di Riccardo)
Scritto da Chissenefrega il 21 Febbraio 2010 – 16:16 -
Terminato da poche ore, il sessantesimo Festival della canzone italiana aveva esordito con due puntate veramente degne di nota e con un discreto numero di canzoni decenti. La giuria demoscopica aveva avviato un’opera di spurgo incredibilmente condivisibile, utilizzando per la prima volta in vita sua il buon senso. Poi è arrivato il momento delle esequie di Nilla Pizzi e nulla è stato più come prima. Il fantasma di Nilla si è scontrato con l’aniticiclone delle tagliatelle di Nonna Pina, ed insieme, si sono abbattuti sulle isobare dell’Ariston trasformando la semifinale in una tempesta tropicale e trascinando l’ultima serata (di cui ho visto solo un’ora e mezza: sono rientrato a casa e sul palco c’era una specie di Giada De Blank novenne che cantava Anna Oxa) dentro un vero e proprio cataclisma. Le telepromozioni-tormentone Grand Soleil, Philadelphia e Beghelli sono state l’unico stimolo che ci ha permesso di andare avanti, di superare incolumi MERI GI BLAIG che canta “happy birthday” ad un Tiziano Ferro assente, nonché il momento anarchico in cui si è consumata la rivolta del pubblico contro lo show (la galleria si alza in piedi e urla “venduti”), la rivolta dell’orchestra contro i finalisti (gli strumentisti che strappano gli spartiti è una scena che ha valso il prezzo del biglietto), della rivolta di chiunque contro l’ennesima cariatide bofonchiante salita sul palco (Maurizio Costanzo) con la malaugurata idea - nel bel mezzo della più nazionalpopolare delle gare canore - di intavolare un talk show politico sui cassaintegrati Fiat insieme ai fischiatissimi Scajola e Bersani (non Samuele). E come se non fosse bastato, è arrivata la vittoria di Valerio Scanu a suggellare l’attimo in cui abbiamo ammesso finalmente a noi stessi che, ebbenesì, questo Festival di Sanremo è stata l’ennesima gigantesca baracconata, da cui ci siamo fatti (volentieri?) prendere per il naso per la sessantesima volta.
Ma non sarebbe stato lo stesso senza un elemento fondamentale di queste cinque serate: sto parlando di lei, piena e ripiena di attenzioni per noi popolo sovrano; ci ha trattati da re e regine e non si è mai tirata indietro davanti ad ogni nostra richiesta. Sì, proprio lei, dolce, affabile, burrosa, fragrante come dei biscotti al cioccolato.
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Noemi ricicla una canzone di Daniele Babbini
Scritto da Chissenefrega il 19 Febbraio 2010 – 14:22 -“Per tutta la vita” di Noemi era già edita, ma con un testo diverso. Stessi autori delle musiche, liriche diverse ad opera di un certo Daniele Babbini. Povero Daniele, da oggi può cambiare cognome da Babbini in “Babbani” (questa è capibile solo a chi ha visto “Heroes” ed ha seguito in rete la polemica sull’adattamento).
(fonte: segnalazione tra i commenti)
Tags: Daniele Babbini, Noemi "Per tutta la vita", plagio
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Un buon motivo per spegnere (anche) la radio
Scritto da Chissenefrega il 10 Febbraio 2010 – 19:48 -
Da nove anni, l’unica ragione valida per guardare il festival di Sanremo senza cadere nelle grinfie del demone dell’abbiocco a partire dalle 21.05, era la presenza su Radiodue della Gialappa’s Band e dei caustici commenti del trio alla kermesse canora da dietro ai microfoni di “Rai dire Sanremo“. Un programma dalla gestione altamente cazzara (e per questo divertente: sembrava che i Gialappi fossero nel salotto di casa tua a dire cattiverie mentre sgranocchiavano, insieme a te, patatine in sacchetto) che aveva il merito di far sembrare QUASI simpatico pure l’odioso presidente della Sony Music, Rudy Zerbi, ospite fisso inviato sul campo ed emotivamente (ma anche economicamente) coinvolto nella gara. Certo, negli anni il programma aveva perso un po’ di smalto e di idee creative (memorabili i tormentoni “Situéscion” nel 2003 e “Varieganza” nel 2005 con i quali la radio invase “terroristicamente” il palco dell’Ariston mettendo in crisi rispettivamente Baudo e Bonolis), ma mai si sarebbe potuta immaginare la chiusura del programma in occasione di una edizione importante del Festival come la sessantesima.
Quest’anno, infatti, “Rai dire Sanremo” non ci sarà, per decisione del nuovo direttore di rete che rompe la tradizione affidando i commenti in diretta da Sanremo all’incubo ricorrente dei telespettatori/ascoltatori di Raidue/Radiodue, il supergggiovane dai capelli impomatati e gli occhi a fessura stile bancomat: Carlo Pastore, colui il quale aspira a diventare il nuovo Daniele Bossari, solo che non ha una fidanzata gnocca come la Lagerback (che – a dirla tutta – da quando lavora con Fazio si è parecchio disgnoccata). E dopo Sanremo, ma soprattutto dopo una comparsata nel presepe vivente (voglio dire, se non ci sta il “Pastore” lì…), ecco in esclusiva i futuri impegni di Carletto nostro, perfetto tappabuchi per ogni occasione che batte sul Due.
- Parteciperà alla prossima edizione di X-Factor nel ruolo di bretelle di Francesco Facchinetti
- Farà il separa-tette di Monica Setta a “Il Fatto del Giorno”
- Interpreterà il ruolo del divanetto su cui siedono le signorine buonasera che annunciano i programmi
- Verrà ingaggiato come mosquito azzanna concorrenti all’Isola dei Famosi
- Vestirà i panni di tronco di legno nella scenografia dell’Era Glaciale (ma questa partecipazione è ancora in forse, perché il marito della Bignardi teme che dopo il programma in radio, il giovane Pastore possa fregargli anche la moglie)
- Sostituirà la vitale cartelletta di Lorena Bianchetti all’Italia Sul Due
- Si imbucherà tra i cassaintegrati Fiat durante il prossimo servizio esterno di Annozero
- Parteciperà, già da questa domenica, a “Quelli che il Calcio” nel ruolo delle lenti a contatto di Massimo Caputi
Quali altre grandi, meravigliose, inaspettate avventure professionali attendono lì fuori il più miracolato degli sbarbati?
Tags: Carlo Pastore, Rai dire Sanremo
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Una Ciotola piena di fandonie
Scritto da Chissenefrega il 8 Febbraio 2010 – 01:30 -Adelaide Ciotola è una bambina delle elementari che ha avuto l’onore di essere ricevuta dal Papa, che è cittadina onoraria di diverse città, che viene invitata alle inaugurazioni dei centri commerciali come i concorrenti usciti dalla casa del Grande Fratello. Le sue partecipazioni ai salotti televisivi non si contano: durante i talk show del pomeriggio i suoi genitori hanno raccontato più volte la sua triste storia di bambina affetta da una crudele malattia polmonare che le sta lasciando poche speranze di vita. Lei, però, con la voglia di vivere che solo i bambini buoni possono avere, ha sempre affrontato il male a testa alta, impugnando il microfono e cantando come il suo idolo Laura Pausini nonché esibendosi in balletti ispirati al mito di sempre, Britney Spears. Nelle molteplici interviste, accompagnata da struggenti basi musicali di sottofondo, la madre si appellava alla bontà d’animo dei telespettatori perché aveva un libro da smerciare e l’obiettivo di raccogliere 300.000 euro per portare sua figlia a curarsi in Texas, mentre l’ingenua pargoletta, novella Lorella Cuccarini, sgambettava sullo sfondo tra le margherite. Tempo dopo, nonostante la malattia progredisse in maniera preoccupante, Adelaide non perdeva speranza, fede e vitalità: più prolifica di John Grisham, scriveva un nuovo libro e – come una star consumata – firmava autografi ai propri fan. Ogniqualvolta aveva la possibilità di impossessarsi di un microfono, mostrava una dialettica cento volte superiore a quella di Silvia Toffanin (vabbé che non ci vuole poi tanto), e continuava a ballare e cantare sognando di poter – un giorno – fare la showgirl. La giovane star è stata protagonista di una rapida escalation di apparizioni tv, articoli a lei dedicati, reportage sulla sua Prima Comunione e sagre paesane che la invitavano come guest star. Io ho il cuore col pelo, è cosa nota: rivedendo le immagini dei video qui sopra provo ora lo stesso identico imbarazzo della prima volta. All’epoca pensai che magari in fondo in fondo (ma proprio molto in fondo) mi dispiaceva se quella petulante nanerottola era affetta da una rara malattia. Ma mi risultava talmente fastidiosa e impertinente che piuttosto di darle mezz’euro in beneficenza, avrei preferito farmi seppellire da una colata di sterco.
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