Archive for the ‘Chissenefrega’ Category
Indovina chi?
Scritto da Chissenefrega il 28 Giugno 2009 – 08:30 -Tags: Katy Perry, Twitter
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Tre
Scritto da Chissenefrega il 27 Giugno 2009 – 00:01 -Pubblicato in Autoreferenze, Chissenefrega | 19 Commenti »
Blogmagazine / 4 - Talent show e Youtube
Scritto da Chissenefrega il 15 Giugno 2009 – 13:02 -E’ arrivata l’estate e ciò si evince non solo dalle vostre ascelle sudate e dalle repliche della signora Fletcher, ma anche dalla copertina del quarto numero di BlogMagazine, il rotocalco virtuale diretto da Giuliano “Julius” Ambrosio, che piazza in prima pagina una bella gnocca seminuda (che, comunque, ci sta bene sempre, anche d’inverno, eh…).
Si parla di vacanze moderne, di dolori al polso, di nuovi motori di ricerca, di stereotipi cinematografici e di Susan Boyle: è Youtube il più efficace dei talent show? La cenerentola mancata di Britain’s Got Talent sarebbe diventata la star mediatica che è oggi, senza la Rete? Perchè in Italia ci limitiamo a seguire i talent in tv e nessun artista sbanca realmente su Youtube? Ehi ehi ehi, calmi: qui le domande le faccio io. A voi le risposte, dopo aver letto l’articolo scritto dal sottoscritto per il numero di giugno di BlogMagazine!
- Cliccate qui per l’articolo e per sfogliare la virtual-rivista.
- Cliccate qui per il download del magazine in formato PDF.
Tags: BlogMagazine, Britain's Got Talent, Susan Boyle
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Trentadue
Scritto da Chissenefrega il 14 Giugno 2009 – 06:30 -Pubblicato in Autoreferenze, Chissenefrega | 35 Commenti »
La lingua batte dove il Dente canta
Scritto da Chissenefrega il 12 Giugno 2009 – 19:28 -
Giuseppe Peveri in arte Dente fa parte della generazione dei Bugo, dei Pacifico e dei Tricarico: quella dei cantautori misconosciuti e un po’ di nicchia, un po’ da club fumoso, un po’ da centro sociale 2.0, un po’ da orgogliosa scoperta intimista. Cantautori che nel panorama dei soliti noti somigliano a pochi, forse a nessuno, e che magari un giorno si autodistruggeranno a Sanremo oppure collaborando con Gianna Nannini. L’originalità del “pop d’autore” di Dente, più che nelle sonorità che sono spesso minimaliste e (seppur molto gradevolmente) nulla di che, sta nelle liriche creative, ironiche e ricercate che farebbero impazzire qualsiasi pulzella venticinquenne comun(ideal)ista che non guarda la tv, mette collanine di quarzo rosa, legge il blog di Luttazzi ma che comunque non rinuncia alla t-shirt Dolce e Gabbana indossata per comodità, mica per “immagine”. La “qualsiasi venticinquenne comun(ideal)ista” è fuor di dubbio che si farebbe anche mettere più che volentieri le mani addosso dal bel Dente, il quale, volutamente spettinato e con una trasandatezza quasi trendy, quando canta dopo essersi scolato dodici litri di birra assume le sembianze di una specie di Fabio de Luigi mentre imita Filippo Nardi, trasformandosi in cabarettista a 360 gradi: romantico e moderatamente maledetto, intelligente e verbalmente ambiguo, divertente e sulle nuvole quanto basta, se la canta e se la suona risultando talmente abile di mano e di lingua che tra una canzone e l’altra disintegra una chitarra e si abbandona al battutismo naif. Se non sei una “qualsiasi venticinquenne comun(ideal)ista”, però, Dente è ancora più meritevole di essere scoperto, perché è bravo, perché è un poeta, perché se hai poca fantasia ti dà lo spunto per sussurrare qualcosa di strano all’orecchio della prima che passa (tipo: “mettiamo un disco sul giradisco“), e così - se non ti becchi un cartone - puoi rubarle un bacio una sera come tante, senza pretese, al chiaro di luna.
Comunicazione cultural-musicale destinata ai lettori del Nordest
Avevo promesso ad Elisabetta dell’associazione Srazz (ma solo perché è un’amica, lettrice di vecchia data e l’ho obbligata ad offrirmi da bere anche se ancora avanzo perché ieri sera al concerto del succitato Dente l’ho vista alquanto indaffarata e non volevo fare la figura di quello che va a disturbare solo per scroccare) che avrei utilizzato tutto il potere mediatico di cui dispongo (ovvero questo blog e null’altro, però potrei farmi dei tatuaggi oppure attaccare adesivi sulla macchina) per perorare la causa del “Tam Tam – Festival di suoni e culture dal mondo”, storico evento organizzato nella prestigiosa cornice di Villa Valmarana a Mira (VE) in piena Riviera del Brenta, tra Padova e Venezia. Trattasi di una manifestazione di aggregazione per tutte le età che si tiene annualmente per circa un mese all’interno del parco di una delle più famose ville venete della zona, ma che ha subìto per un paio d’anni una battuta d’arresto a causa di problemi organizzativi e legati alla carenza di sponsor. Ritornato quest’anno in grande stile, il festival – seppur stretto dalla morsa della crisi - propone concerti di qualità, spettacoli di cabaret, mercatini etnici e birra a fiumi. Per i residenti in zona è un must, ma molti arrivano anche da fuori provincia. Per tutti i curiosi all’ascolto (logisticamente comodi), qui c’è il programma.
Tags: Dente
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Il “best of” di tutta la stagione canalecinquesca (ma anche un po’ italiaunesca)
Scritto da Chissenefrega il 4 Giugno 2009 – 01:03 -Ci siamo resi conto insieme e molto presto su Facebook (e chi c’era lo sa, infatti ringrazio tutti per la partecipazione al “live” improvvisato, nonché Grazia per il titolo di questo post, concepito sulla bacheca di FB) che “Non smettere di sognare“, capolavoro di produzione italiana (e prima fiction Mediaset ad essere girata in alta definizione: non c’era modo migliore per esordire) andato in onda stasera su Canale 5 avrebbe ridefinito il significato finora conosciuto della parola “imbarazzo“.
Stella (meglio nota come Eva dei Cesaroni) e Anna (meglio nota come cassettiera a tre ante dell’Ikea) sono due sorelle orfane e - siccome le disgrazie non vengono mai sole - entrambe covano nel profondo del cuore l’irranggiungibile sogno di fare la ballerina. Ma non alla Scala, all’Operà, o al Bolscioi: no, il sogno che hanno promesso alla madre sul letto di morte di realizzare è di diventare delle soubrette da talent show televisivo di matrice defilippiana. Uno show di categoria talmente bassa che la presentatrice è Emanuela Tittocchia, appena passata dal falegname per farsi dare un’accorciatina a quelle protuberanze ossee che le sono spuntate sulla fronte dopo anni di fidanzamento mediatico con Fabio Testi.
Passano gli anni, pieni di delusioni e di porte sbattute in faccia per le due sorelle: Anna si ritrova a fare la cameriera a Milano, mentre Stella squarta anguille al mercato del pesce di Genova. Anna, però, ha nel curriculum la partecipazione al nuovo video di Tormento dei Sottotono che recita, nei panni di se stesso, il ruolo della grande star della musica nazionale. Già questo sarebbe sufficiente per collocare la meravigliosa fiction nel genere “fantascienza”, tra i Visitors e Star Trek Next Generation. Con l’aiuto di Stella che si innamora provvidenzialmente del produttore televisivo Roberto Farnesi (e se ne innamora solo perchè la tenera espressione di lui le ricorda tanto quella delle anguille che squartava al mercato), Anna si guadagna un posto nel talent show, ma viene estromessa prima ancora di iniziare in quanto si presenta in scena ubriaca come la peggiore Amy Winehouse. Stella, che non molla la sorella etilista, assiste per caso ai provini e viene invitata a prendere il posto vacante da un ingrifatissimo Farnesi durante un appuntamento romantico avvenuto sopra un paracarro dove i due passano una indimenticabile serata ad ammirare la tangenziale meneghina respirando smog a pieni polmoni.
Tags: Alessandra Mastronardi, Fiction, Non smettere di sognare
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Morgan dal vivo: un tipo snob, ma ben consapevole di essere pop
Scritto da Chissenefrega il 28 Maggio 2009 – 21:53 -
Ieri sera, con la complicità di Scarlett (che saluto e ringrazio, soprattutto per possedere una macchinetta digitale così tanto lenta che sono riuscito a sfuggire a tutti gli scatti che ha tentato di fare a me), sono andato a vedere uno “showcase” dell’allampanato più che mai Marco Castoldi. Morgan, dal vivo, è proprio come lo vedi in tv: a due dimensioni. Me l’aspettavo un po’ più alto e con un rapporto testa/corpo meno sproporzionato: è talmente pallido ed emaciato che in confronto, Michael Jackson sembra Barry White. E da qualunque parte lo guardi non capisci se sta messo di fronte o di profilo; visto da vicino, sembra di aver davanti una zucca di halloween color marmo-lapide, piantata su un manico di scopa. O forse era solo il ciuffo che faceva eccessivo volume.
C’è una contraddizione di fondo tra il Morgan “artista eclettico” che cita Oscar Wilde e il Morgan “icona pop” da foto wallpaper per iPhone. Da una parte, il nostro, punta furbescamente sul fatto di essere l’artistoide snob acculturato per attrarre consensi (che, voglio dire, lui lo sarà anche realmente, ma sembrar colti al giorno d’oggi e – soprattutto – sembrarlo agli occhi di una platea lampadata, ingiacchettata, che sembra uscita da una puntata di Lucignolo bevendo cocktail alla frutta al costo di 10 euro l’uno, non è che sia una grande impresa), dall’altra sa benissimo che il 95% dei suoi estimatori, in questo momento di grande popolarità televisiva, è composto da “carampane ormonose” tra i 30 e i 40 anni assuefatte di Grandi Fratelli, che al suo apparire subiscono una istantanea regressione biologica che ha lo stesso effetto di una flebo da centoventi litri di Oil of Olaz. Ciò giustifica il fatto che Morgan sia automaticamente abilitato a fare qualsiasi cosa propria dell’artista maledetto ma fighetto, consapevole che la rifiorita teenager sotto al palco approverà a prescindere: accendersi una sigaretta dopo l’altra mentre suona la tastiera, fumare mentre canta, ruttare, scuotere il ciuffone dando un paio di sonore testate al microfono a cui poco prima aveva simulato una fellatio, ammiccare ai fotografi, insultare i tecnici audio, dire ogni sorta di cretinata sopra una base techno-pop generata al synth dal suo deejay di fiducia (inserendoci qui e là qualche spruzzata di nostalgica “decadenza”), che tanto per il poco senso critico del pubblico che si trova davanti, tutto fa arte.
Ieri sera, Morgan, dopo una session simildanzereccia ipercazzara in cui ha rivisitato in chiave hardstyle-electroindie i suoi più “grandi successi”, poteva anche mettersi a cantare Luigi Tenco oppure infilarsi uno zufolo nel deretano ed emettere delle flatulenze in si bemolle maggiore, che nessuno di quelli che lo stavano guardando avrebbe notato la differenza: un vero peccato per uno che ha fatto della “ricerca” e della “qualità” i suoi cavalli di battaglia. Le ormonose non si sbottonavano le camicette sotto al palco perché accaldate da sonorità emozionalmente coinvolgenti o come dimostrazione di apprezzamento per il Morgan-artista, ma solo per farsi notare dal Morgan-personaggio indipendentemente da ciò che dalle sue labbra (o dal suo zufolo) usciva. Con buona probabilità, costoro, se sentissero per puro caso un cd con le stesse canzoni che Morgan ha intonato ieri sera, senza sapere che è lui che le canta, lo schiferebbero come un rossetto di sottomarca comprato al discount. Morgan-personaggio (piuttosto inutile in un contesto “reale” e non fittizio come quello televisivo) batte Morgan-artista (piuttosto bravo ma decisamente al risparmio) 1000 a zero. Con orgasmico gaudio delle ormonose.
Con questo post il sottoscritto si congeLa (dicono che il freddo, contro le rughe, faccia bene) per qualche giorno dal blog. Ci rivediamo dopo il ponte, o anche sotto, di questi tempi.
Tags: Marco Castoldi, Morgan, X Factor
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L’alfabeto con pelle e mollette
Scritto da Chissenefrega il 21 Maggio 2009 – 22:09 -
Cioè, fa schifo.
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Nel trip del dimagrimento
Scritto da Chissenefrega il 17 Maggio 2009 – 13:54 -Cari salutisti (che saluto) all’ascolto, scusate se autoapprofitto dei miei spazi, ma ormai sono entrato nel trip del dimagrimento. No, perché qui l’affare si ingrossa e sto parlando, naturalmente, del mio addome. Mi ricollego al post dell’altro giorno, dove già fioccano i consigli e dove sono stato anche troppo logorroico nel raccontarvi del vestito in cui non entro più. Ma non ero preoccupato. Ieri, allora-così-tantoper, ho fatto questo test:
http://www.calcolaonline.com/calcolo-peso-forma-ideale.htm
che mi dà l’allarmante risultato: “Sei in sovrappeso“. Ed è scattato il panico! Per un momento ho visto i titoli a nove colonne su Eva 3000: “Chissene come Britney Spears! Il gggiovane blogger gossiparo è la più recente vittima del Frappuccino. Ora dovrà scrivere un post a sua discolpa” corredato dagli scatti rubati di me in spiaggia con le meduse appese alle mie maniglie dell’amore.
Poi scopro che secondo la tabella del mio Body Mass Index (indice di cui ignoravo l’esistenza) sono solo di 0,2 punti sopra il limite del mio peso forma ideale. Quest’ultimo, calcolato sulla mia altezza di 178cm (beh, che c’è? sono più alto di Silvio e Renato impilati uno sopra l’altro e tanto basta), lì dicono che dovrebbe essere 73 Kg. Mentre io, attualmente, supero di poco gli 80. Comunque, anche se mi assestassi tra i 75 e i 76kg, starei più che bene e potrei entrare in ogni pantalone, anche in quelli a squame argentate dei Cugini di Campagna.
Comunque, ho visto che in giro c’è gente che ha fatto veri miracoli, documentando fotograficamente i propri progressi. Tipo questo che è diventato da così a pomì in cinque mesi (e poi ha continuato ed oggi è praticamente un bodybuilder [sito ufficiale e fotostoria completa])

Oppure lui che partendo da qui (280 Kg, sticavoli)

è arrivato qui

passando per di qua (è intervenuta anche una buona dose di chirurgia, però)
Tags: Dimagrire, Perdere peso
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