Category - Autoreferenze

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E’ Natale solo quando
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C’ero e ci sono ancora
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Ritornare a bloggare? Dichiarazione d’intenti 2011/2012
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Socialvacanze: la storia della tipa vandalizzata su Airbnb
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Ieri era un altro giorno
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Google getta fango sul sottoscritto! Una campagna mediatica indegna di un Paese civile volta esclusivamente a screditare il buon nome del Chissenefrega blog!
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Post-promemoria

E’ Natale solo quando

Beh, è Natale solo quando su questo blog si attiva il meraviglioserrimo script dell’effetto neve.

PS: Ieri ho scritto e inviato (senza rileggere, naturalmente) una importante mail di lavoro che avrebbe dovuto chiudersi con “Ci sentiamo dopo le feste per fare il tutto”. Peccato che mi sia inconsapevolmente scivolata una R al posto di una T e quindi ho scritto un improbabile “Ci sentiamo dopo le feste per fare il rutto”. Che, indipendentemente dalla figura da poraccio fatta con il mio interlocutore, mi pare comunque un bell’augurio da fare anche a tutti voi: dopo la convivialità natalizia, la gioia di digerire in compagnia (come, d’altronde, il cinepanettone insegna).

Buone feste a tutti.

C’ero e ci sono ancora

Ringrazio (come impone la creanza blogosferica di una volta, quando la moneta di scambio su internet era “io ti linko, tu mi linki”… ah, bei tempi) Malaparte di Tvblog per l’odierna citazione a cappello dell’intervista vintage a Daveblog, in cui nomina Chissenefrega insieme ad altri blogger televisionari più o meno sul viale del tramonto.

Fa strano leggere qualcuno che parla di te al passato, che si ricorda dei tuoi momenti di gloria quando sgambettavi a piedi nudi su un prato verde appena rasato umido di rugiada, mentre il mondo si specchiava nei tuoi occhi blu e i tuoi angelici riccioli biondi si confondevano con il colore del sole del mattino. Oggi tra le rughe profonde, la concorrenza spietata, la calvizie incipiente e i chili di troppo, il tuo destino sembra segnato: per la prima volta capisco veramente come si sente Britney Spears.

Confermo che Chissenefrega c’era e c’è ancora. E ci sarà, azzarderei, a meno che non mi pigli un coccolone e schiatti domani. Per il resto, come la penso, l’ho già scritto nella mia dichiarazione d’intenti settembrina. Anzi, ne approfitto per ringraziare tutti per la partecipazione e per avermi dimostrato che non sono l’unico che “c’era e c’è ancora”.

Ritornare a bloggare? Dichiarazione d’intenti 2011/2012

chissenefrega 2011/2012

Ci sono vari motivi per cui si torna a bloggare. Il primo è decisamente celhopiulunghistico. Dopo mesi di aggiornamenti sporadici, vedi le tue pagine sprofondare nelle SERP di Google e, se Google è il metro di misura della salute di un sito, sparire dalle ricerche – o non essere più visibili come prima – è uno smacco per l’orgoglio oltre che una specie di eutanasia autoinflitta.

Poi ci sono ragioni più emozionali e affettive. Il blog è una casa, un rifugio, una tana, un nido. Questo in certi momenti è diventato enorme e affollato come un campo rom, aperto come la casa senza soffitto e senza cucina di Sergio Endrigo, o come le magioni delle pubblicità infestate dagli scarafaggi (i fan di Lady Gaga non si sentano offesi) spruzzate di Baygon dove è necessario aerare prima di soggiornarvi. Ebbene, qui abbiamo aerato, eccome se abbiamo aerato. Meglio che col Trio Carbone.

Il blog è anche inevitabilmente un pezzo fisico del blogger, un prolungamento del suo corpo (ehi porci, a cosa state pensando): io c’avevo provato a chiuderlo, ma poi mi sono reso conto che non ce la potevo fare. Era come tirar su la zip dei pantaloni con… ehm, volevo dire, era come tentare di abbassare la tapparella tenendo il cuore in mezzo alla finestra.

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Socialvacanze: la storia della tipa vandalizzata su Airbnb

airbnb ransackedEbbene, quale periodo migliore per parlare di vacanze se non questo freddo, piovoso, umidiccio agosto? Trend topic internazionale dell’ultima settimana è la storia della cliente di Airbnb che si è trovata la casa devastata da un “guest” internettiano. Ma partiamo dall’inizio (se non vi interessa la storia dopo il salto, potete terminare qui la lettura a patto che rispondiate a queste semplici domande – nei commenti o anche via FB oppure tramite piccione viaggiatore – in quanto mi servono come sondaggio personale: come organizzate le vostre vacanze? Quanto incide internet nella vostra pianificazione dei viaggi? Quali sono le mete che preferite [città/mare/Italia/estero ecc.]? Avete mai provato servizi quali Airbnb o il couchsurfing? Opinioni sincere?).

Per caso voi lo sapevate (io no!) che esiste un sito che incentiva la gente a lasciare casa propria in mano a gente sconosciuta proveniente da qualsiasi parte del mondo, con la motivazione “l’umanità è fondamentalmente onesta, buona e affidabile; le nuvole sono fatte di zucchero filato e gli gnomi della Loacker distribuiscono amore alla collettività sotto forma di cialde croccanti”?

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Google getta fango sul sottoscritto! Una campagna mediatica indegna di un Paese civile volta esclusivamente a screditare il buon nome del Chissenefrega blog!

E’ dal 1994 che ne ho il sospetto, e finalmente i fatti confermano: Google cospira contro il sottoscritto mediante una campagna mediatica veramente indegna di un Paese civile, una vera e propria macchina del fango che non ha precedenti nella storia della Repubblica. Secchiate di menzogne e tonnellate di falsità architettate ad arte per screditare chi blogga onestamente e vuole solo fare il bene della blogosfera! E adesso non tirate fuori il discorso che nel 1994 Google neanche esisteva e i suoi inventori erano ancora all’asilo: è ciò di cui loro stessi vi hanno convinto plagiando le vostre menti sfruttando un monopolio dei media che non ha eguali in nessun’altra democrazia occidentale.

Ma veniamo ai fatti. Mi scrivono un paio d’ore fa gli amici di Google Adsense, fornitore della pubblicità di questo blog (con il quale attualmente si incassa la mirabolante cifra di circa un centesimo di euro alla settimana):

Durante una recente revisione del suo account abbiamo riscontrato che sta pubblicando gli annunci Google in un modo che non è conforme alle norme del programma

VIOLAZIONI TROVATE:

ADULTI/PORNOGRAFIA: Come stabilito dal regolamento del programma, ai publisher AdSense non è consentito pubblicare annunci Google su pagine che trattano contenuti pornografici, tra cui foto o video che contengono immagini di nudo o atti sessuali.

E mi linkano la seguente pagina dove l’orrenda e pornografica violazione del regolamento, dei diritti umani, della dignità della donna (Striscia la Notizia docet e, in questo caso, Google mi pare più retrogrado, viscido e bigotto di Antonio Ricci), del codice civile, penale, della strada e delle regole del Monopoli (Chissene in prigione direttamente e senza passare dal via!) avrebbe avuto luogo. Ovvero un post di due anni fa dove si parla del topless di Lady Gaga e si intravede ADDIRITTURA un Germanotto capezzolo.

Devo dire che sono molto amareggiato. Non tanto dalla suddetta campagna ordita da chi vive nell’invidia e usa la magistratura rossa per fare lotta politica (ehm…), bensì dal fatto che devo pure difendere Lady Gaga che colpe – una volta tanto in vita sua – non ne ha. Lei è solo una ragazza in difficoltà. Pubblicare una sua foto già ampiamente rimbalzata su giornali e siti di ogni centimetro quadrato di terre emerse, soprattutto una foto (ma tu guarda cosa mi tocca scrivere) ARTISTICA dove di pornografia non c’è una mazza e dove si mettono, ironicamente e con lo stile sempre sobrio sobrissimo e soberrimo che contraddistingue questo blog, a confronto due topless di due note popstar, sarebbe ordunque un reato così grave capace di macchiare per sempre l’onorabilità e la candida fedina penale di un blogger che si è sempre distinto per onestà e irreprensibilità e che si è sempre fatto in quattro per aiutare i bisognosi, soprattutto giovani minorenni marocchine indigenti con naturale propensione per il meretricio invitandole nella sua villa di Arc… sto divagando.

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Post-promemoria

promemoriaMentre elaboro il lutto (sono cose lunghe – in realtà ho perso tutti i miei millemila bookmarks coi link a tutti i peggiori spacciatori di trashnotizie, quindi mi sento un po’ perso), abbozzo – senza apparente motivo – degli argomenti di cui DOVREI assolutamente scrivere nel prossimo futuro, ma non so se ce la farò, quindi tanto vale raggrupparli tutti in un bel post one-shot:

1) Insonnia non più insonnia. Ovvero: una volta non dormivo mai ed ero sempre pimpante come il Presidente del Consiglio; oggi alle 10 di sera cado in stato catatonico. O è colpa dell’età – non mi rassegno ad invecchiare, sempre come il Presidente del Consiglio – oppure è colpa dell’alimentazione, visto che ultimamente sono un carboidrato vivente. Ciò ci porta subito al punto successivo…

2) La dieta. Annosa questione che con la bella stagione ritorna: ho sfondato la barriera degli 85 chili, io nel 2006 ne pesavo 67 ed ammetto che ero ampiamente al di sotto del mio peso forma per problemi vari che adesso non mi pare il caso di mettermi qua a descrivervi onde evitare di cadere in depressione, però rimpiango la mia silhouette in certe vecchie foto (che sono una delle poche cose che sono riuscito a salvare dal vecchio hard disk). Nell’ultimo periodo ho notato una crescita esponenziale dei fianchi e, anche se recenti studi giapponesi dicono (spero non fossero gli stessi studiosi di Fukushima) che il grasso accumulato nei fianchi non è “maligno” come quello sull’addome, la cosa non mi va giù. Per dire quanto mi sono cresciuti i fianchi, se mi metto la parrucca bionda e parlo con l’accento sardo sono indistinguibile da Valeria Marini.

3) Credo di avere l’acufene. Sono ormai mesi che un fischio/ronzio all’orecchio sinistro mi perseguita. Prima ho provato coi coni, quelli che ti infili nel padiglione auricolare e poi gli dai fuoco: mancava poco che incendiassi casa. Certo, non è colpa mia, sulla scatola non c’è mica scritto di non mettersi in cucina di fianco ad una portafinestra con delle tende in acrilico. E’ colpa anche di mia madre che compra tende in acrilico, comunque. Poi ho fatto sessioni di aerosol spinto, dal naso mi è uscita qualsiasi materia organica e inorganica, credo di aver espulso pure le tonsille e pezzi di intestino crasso, ma quel brusio è sempre lì, inesorabile. Uno che magari è un po’ ipocondriaco parte subito con le peggiori paranoie e si immagina come il vecchietto rinchiuso nella bolla della pubblicità dell’Amplifon. Io qui dico e sottoscrivo: piuttosto che sordo meglio impotente.

4) A mali estremi estremi rimedi (vedi punto 1 e 3): sono sonnolento, mezzo sordo e non mi rassegno a non essere più un teenager. Quale miglior condizione per andare al Sonar di Barcellona, il festival di musica elettronica più importante d’Europa dove impazzano i raveparty a miliardi di decibel dal tramonto all’alba? Mi sto organizzando, ma credo proprio che ci andrò: poi vi racconto (se torno vivo).

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