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X-Factor 3 – settima puntata – Chissenecronaca live – Eliminata Ornella (no Tiziana, anzi Cristiana), entra Giuliano
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Li voglio al posto delle Yavanna
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Repliche Estive / 1
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La nuova frontiera del porno è un’invenzione delle sorelle (sti)Kaulitz

X-Factor 3 – settima puntata – Chissenecronaca live – Eliminata Ornella (no Tiziana, anzi Cristiana), entra Giuliano

Ci tengo ad avvisare chi passa di qua (più o meno frequentemente) che la lontananza del sottoscritto (ovvero il novello Robert Pattinson, un giorno vi spiegherò il perché, ma anche no) dalla sua creatura (questo blog) si protrarrà per qualche altro giorno. Abbiate fede. L’appuntamento con il nostro ex talent show di riferimento, però, non lo posso mancare anche perché io rispetto gli impegni presi nel mio contratto con gli (e)lettori. Ho come il vago sospetto che la puntata di stasera si rivelerà particolarmente noiosa, ma comunque in linea col trend calante di quest’ultima edizione. X-Factor 3 ha l’allarmante primato di essere il programma tv di prima serata più discusso in rete, ma meno visto della stagione: la scorsa settimana ha fatto peggio di Retequattro, dal punto di vista degli ascolti (e “sotto la soglia di Rete 4, il coma rischia di divenire irreversibile”, affermano su Format).

Le responsabilità del flop sono molteplici: casting frettolosi, vicinanza eccessiva con la edizione appena conclusa, svilimento dei contenuti musicali a favore di quelli prettamente estetici, giudici in avanzato stato di decomposizione (o troppo impegnati nell’interpretazione dei propri personaggi) ed eccessivamente coinvolti in offensivi conflitti da primedonne (ma che agli occhi del pubblico sono pura fuffa da backstage). Infine c’è l’inganno di fondo per il popolo sovrano, a cui era stato promesso di essere partecipe ed artefice della genesi di una popstar degna di questo nome: una Leona Lewis all’amatriciana, però, finora non l’abbiamo vista nemmeno col telescopio. E l’unica che “gigioneggia” allegramente nella delusione generale è Simona Ventura che – da navigata donna di televisione – aveva subodorato il fiasco abbandonando preventivamente il Titanic evitando così lo schianto sull’iceberg dell’Auditel.

Ospite di stasera (oltre a Cesare Cremonini) è Whitney Houston, star “craccata” come un software a pagamento, reduce da un recente tour in altri X-Factor europei. L’album “I look to you”, che l’ha riportata alla ribalta dopo gli anni bui delle droghe e dei maltrattamenti da parte del marito (o forse era lei che maltrattava lui? Boh, può essere…), non rimarrà nella storia del panorama musicale mondiale: lei non possiede più né la voce, né la forza melodica di un tempo; se l’avesse registrato una Rihanna qualsiasi, il disco sarebbe passato completamente inosservato. Fatta la tara delle autocitazioni e superando una certa povertà musicale, non si può non rilevare – comunque – che sia un lavoro realizzato con un certo decoro ed una probabile onestà nelle intenzioni, seppur non dia nulla di più e nulla di meno di un qualsiasi altro album pop’n’b uscito in questo periodo.

Ci sarà anche un nuovo ingresso, stasera: Claudia Mori ha selezionato il Mario Biondi dei poveri che pare pure bravo e che per la Molleggiated Housewife è già il nuovo sex-symbol pronto a destituire Damiano; Morgan ha raccattato una tipa riccioluta che non mi dice niente (forse è una strategia: ha scelto una debole per dare l’illusione agli altri giudici che anche loro possono far entrare qualche nuovo concorrente nelle loro squadre) e Mara Maionchi segue il manuale della discogggrafica gggiovane e mmmoderna (sic!) giocandosi la carta Tokio Hotel dell’oltretevere. Per la serie non bastavano il “dark” Mario degli under 24 (già eliminato) e Davide Flauto di Amici di Maria (con una condanna capitale pendente per detenzione abusiva di felpe coi teschi) per rappresentare indegnamente lo stato di questa nostra disgraziata discografia.

Non ho capito come sia venuto fuori il discorso, ma Facchinetti propone a Cremonini di baciare Mara o Claudia; lui però esprime la volontà di slinguarsi Morgan. Segue un bel siparietto con la sempre simpatica Ambrasophie che regala un autoritratto al giudice della categoria 16-24.

Silver: Drive My Car – Beatles
Parte la gara, Peter Ghiaccio è stato un po’ più convincente del solito (la Mori afferma il contrario quindi so di essere nel giusto). Ma ha ancora molte pecche da correggere, non sopravviverà a questo talent show. E comunque “Drive My Car” non è che sia così difficile da cantare. Ah, per la cronaca, le assegnazioni dei pezzi fatte da Morgan stasera sono in tributo ai Beatles. Voto 5/6

La moglie di Celentano attacca subito (alle 21.27) il polemicozzo col pubblico che la fischia sonoramente. “Devono rispettare le opinioni altrui. Spieghiamo al pubblico che programma è questo” dice la Mori. Peccato che debba ancora capirlo anche lei stessa.

Gli autori tentano di screditare Morgan in maniera un po’ subdola e vigliacca, prendendo come pretesto una imperfezione vocale di Chiara della settimana scorsa. Morgan – con tutti i suoi pregi e difetti – non si scompone, sa di essere ormai scomodo; il programma lo fa lui da solo,  ha decisamente trasformato X-Factor in M-Factor.

Damiano: Non è per Sempre – Afterhours
Damiano ha sempre quell’aria depressa che lo rende a me insopportabile, ma che tanto piace alle aspiranti crocerossine che vorrebbero fargli una bella respirazione bocca a bocca per vedere se c’è possibilità di rivitalizzazione. Musicalmente non si comporta male ma non mi convince in toto. Anche Mara è perplessa dalla svolta cantautorale verso l’indierock. Voto 6-

Marco: Helter Skelter – Beatles
In un daytime ha detto di Morgan “Da quando si è tinto i capelli è più gajjardo”. Quasi quanto lui da quando si veste da operatore dell’Anas. Con una performance energetica e senza sbavature, Marco dimostra ancora una volta di essere la vera (unica) star di questa edizione. Voto 8

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Li voglio al posto delle Yavanna

Ciò che mi dà da pensare è che il comparto femminile dei giudici di X-Factor UK è composto da Cheryl Cole e Dannii Minogue che fanno 63 anni in due. Qui da noi, la somma delle età della Mori e della Maionchi è pari a 133 anni. Le due megere nostrane non avrebbero mai calcolato nemmeno di striscio un gruppo vocale come quello formato da “John & Edward“, gemelli omozigoti (più “omo” che “zigoti”, a quanto sembra) che ha letteralmente diviso il pubblico televisivo inglese nell’ultima puntata del talent show canoro. Nonostante “vocally it’s not right but it’s ok“, il duo di ammiccanti fratelli tenta di ridefinire – con una memorabile performance sulle note di “Oops… I did it again” – i cànoni del twincest, la perversione sessuale più in voga dai tempi dei Tokio Hotel.

Repliche Estive / 1

Chissenefrega è ufficialmente in vacanza, ma per evitare di lasciare queste pagine completamente all’abbandono, ecco alcune repliche agostane e qualche simpatico riempitivo al solo scopo di non far ammuffire il palinsesto (e tenere aggiornata la sitemap per lo spider di Google). Buona visione.

L’anno scorso, in questo periodo, teneva banco il fenomeno (anzi più “meno” che “feno“) Tokio Hotel. La (boy?)band più emo-punk-rock-crock-slurp del momento. Soprattutto slurp.

Abbiamo detto di loro:

Tokio Hotel VS bidone della spazzatura, e sappiamo bene chi ha vinto.

Un look copiato dalle nostre popstar anni 80: Bertè Bertè, più bbono propio nun ce stà.

L’orrore del twincest. E come faceva notare qualcuno: perchè nessuno ha mai pensato a qualcosa di altrettanto disturbante e scabroso anche per le Gemelle Olsen (oppure per le gemelle Kessler)?

Il plagio ai danni dei Rasmus: ma secondo le Carampane, sono stati questi ultimi a copiare i Tokio Hotel, anche se dovevano ancora nascere. Insomma “vogliono farci credere che BILL e TOM scrivevano canzoni fin da quando erano spermatozoi (anzi 1 unico spermatozoo)” .

La vera intervista di Bill Kaulitz a Vanity Fair. Oramai un cult (per cortesia, niente battute a doppio senso sulla parola “cult”)

La nuova frontiera del porno è un’invenzione delle sorelle (sti)Kaulitz

Giorgia mi segnala l’ottimo post sul blog “le malvestite“, che oltre a ribadire ciò che sappiamo già:

C’è il cantante (Bill Kaulitz si chiama) dai capelli elettrostatici, che è l’anima tormentata del gruppo, un costume di halloween ambulante;

La musica è quel che è, una schifezza. […] Niente altro che banali collage dei più sputtanati luoghi comuni rock (nu metal soprattutto): schitarrate con la distorsione stupida (quella che manco ci vogliono i pedalini, la fa pure l’amplificatore del mulino bianco), batteria pestata su ritmi più che elementari, basso lineare a note ribattute, giri di accordi scopiazzati qua e là;

analizza anche con cura quasi scientifica gli aspetti più depravati del carampanesimo tokiohoteliano.

Le malvestitine però non si accontentano di starsene lì a discutere del pur conturbante saràgay/nonsaràgay, niente affatto, la loro fantasia si spinge oltre e arriva a concepire una delle più straordinarie derive nella storia mondiale della fanfiction: quello che è stato ufficialmente ribattezzato Twincest, l’incesto omosessuale tra gemellini.

Io, sinceramente, faccio fatica ad immaginarmeli: il massimo che la mia mente potrebbe concepire è una coreografia pseudosaffica di Raffaella e Loredana Lecciso, mentre escono da una cozza gigante, su una base cantata da Paola e Chiara.

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