Gli Esperanza vincono i premi “Rivelazione della porta accanto”, “Best song sconosciuta”, “Best live” e “Ma come ti vesti” ai CSNFMA2012

esperanza sonar 2012

Solo un’Academy seria, professionale e vogliosa di farsi sorprendere decide di assistere ad un live seguendo il criterio “su quattro palchi questo è l’unico dove suonano”, oppure “è l’una del pomeriggio e dobbiamo smaltire la colazione a base di tapas e cerveza facendo quattro salti”. E sorpresa è stata, tanto che un gruppo italiano sconosciuto è riuscito ad affascinare i superdotati (musicalmente e non solo) membri dell’Academy e a portarsi a casa ben quattro awards.

esperanza aliante giallo

“Rivelazione della porta accanto”
Anche se spesso potrebbe non sembrare, l’Academy ha un cuore d’oro e si lascia emozionare più facilmente del previsto. L’academy è pure fondamentalmente ottimista e assai speranzosa che anche in un Paese musicalmente da TSO come il nostro, in cui regnano le Tatangelo e il Tacatà, ci possano essere ancora degli sprazzi di lucidità, dei momenti in cui intravedere la luce in fondo al tunnel. E quella dei nostri Esperanza non è una lampadinetta USB, ma un faro che brilla in mezzo alla tempesta senza aver paura mai. Quattro musicisti/producer italiani uniti insieme in un progetto che passa dalla dubhouse brillante a sonorità più chill ed eteree senza mai perdere di vista il buon gusto e lo stile di noi-popolo-italiano (e infatti l’album è stato registrato in Inghilterra e l’etichetta che li produce è tedesca). Gli Esperanza ti generano contemporaneamente il divertimento di un calippo in riva al mare e la nostalgia delle lasagne al ragù di mammà. Sicuramente il gruppo più interessante che l’Academy ha avuto modo di ascoltare di recente, che ha la grande responsabilità (ma pare non sentirla) di far fare al Belpaese bella figura oltre confine, esportando stile e talento, per far sognare piccole (ma poi neanche tanto) nicchie danzerecce di comunità europea.

“Best song sconosciuta”
L’academy non ha nulla da dire su “Aliante Giallo”, il brano masterpiece del gruppo. Si limita a consigliarne l’ascolto, magari con un bel mojito in mano.

“Best live”
Ci sarebbero stati anche altri gruppi in nomination per il best live (tra cui gli “Stand Up Against Heart Crime” e i “Friendly Fires”), ma l’Academy ammette di aver ceduto al campanilismo. E anche al fatto che all’una del pomeriggio sotto un afoso tendone davanti ad un pubblico ancora piuttosto assonnato, gli Esperanza sono riusciti a coinvolgere veramente chiunque con un concerto tecnicamente ineccepibile fatto di campionamenti, effetti morbidi e atmosfere fighetto-balneari. Bravi.

“Ma come ti vesti”
L’Academy è rimasta fortemente perplessa di fronte al look del quartetto. Non che fossero vestiti meglio o peggio di qualcun altro, ma il punto è che in un mondo dominato dall’immagine, dove siamo abituati a popstar inutili e senza talento che ci gettano solo tanto fumo negli occhi dal punto di vista scenico, constatare che una band così capace si presenti al pubblico con un’immagine tanto deficitaria è spiazzante (e anche alquanto controproducente). I quattro “musicisti/producer italiani” sembravano l’impiegato dell’anagrafe (bassista), un muratore con la betoniera parcheggiata dietro l’angolo (chitarrista), uno studente delle medie anziano e ripetente (cantante/tastierista), e un imbucato a caso (batterista). L’Academy consiglia vivamente, per il bene della band, di trovarsi al più presto un consulente d’immagine che possa correggere le carenze di look, e dare un’impronta di stile al gruppo in maniera che il suo involucro esterno rispecchi maggiormente ciò che il gruppo esprime quando suona, perché visti così, a strumenti spenti, uno non gli farebbe nemmeno la carità. O, insomma, basterebbe anche decidere di comprarsi quattro t-shirt uguali da dieci euro su Spreadshirt.it e mettersi quelle, eh (ps: qualcuno gli dovrebbe creare anche un sito internet, perché in rete le informazioni sugli Esperanza sono pressoché inesistenti, ma soprattutto è necessario che qualche contributor di Wikipedia li aggiunga nella disambigua, perché oggi come oggi, si sa, se non hai almeno una pagina di disambiguazione non sei nessuno).

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