Deadmau5 vince i premi “Best sudata ever”, “Best allungamento del brodo”, “Best tipa inaspettata”, “Facciamo che ci credo award” e “Best tormentone estivo” ai CSNFMA2012

deadmaus csnf music awards 2012
Commento: l’Academy, nella persona dell’Academy (entità astratta dotata di grande puzza sotto il naso – ma anche sotto le ascelle – e modesta propensione all’alcol), partiva con alcuni preconcetti relativi alla già eccessiva visibilità del deejay canadese. D’altronde Deadmau5 non è uno che fatica a concedersi: anzi, ormai è talmente pop (nel senso più ampio del termine) che si esibisce anche a battesimi, cresime e feste per l’insediamento dei nuovi chierichetti. Ma visto che i CSNF Music Awards sono per l’appunto premi popolari ed ecumenici, non poteva essere che lui a farne incetta. Anche perché era uno dei nomi di maggior richiamo del Sonar di Barcellona e visto che Skrillex gli ha soffiato il Grammy (che io avrei dato ai Cut Copy, ma io non sono l’Academy), il CSNFMA2012 ha per lui anche un ampio valore consolatorio. Di seguito, gli awards assegnati:

“Best sudata ever”
L’Academy afferma che aver visto tutto il live dalla terza fila (posizione inaspettatamente favorevole) è stato impegnativo e sfiancante, in particolar modo se dietro ci sono diecimila e più esseri umani (e anche piuttosto disumani) strafatti di qualsiasi sostanza che attentano con ogni mezzo alla tua incolumità per avanzare di un millimetro. Mai pogare è così complicato quando il tuo corpo è tenuto in verticale dalla pressione violenta di corpi altrui (l’Academy era praticamente una cotoletta impanata col sudore di sconosciuti biondi mezzinudi e palestrati, violentemente sbattuta qui e là tra addomi scolpiti e tatuaggi ripassati di fresco. L’Academy dedica espressamente questa immagine alla propria fanbase gaia, bisex e metrosexual). La “Best sudata”, comunque, se l’è fatta anche lo stesso Deadmau5 che per due ore e un quarto ha tenuto la testa dentro a quel catafalco luminoso con le orecchie.

“Best allungamento del brodo”
L’Academy conviene che l’artista Deadmau5 sappia come far crescere la tensione. La ricetta è: cinque minuti di synth e suoni elettrici spaccasubwoofer senza sezione ritmica che si aprono progressivamente per creare attesa nel pubblico il quale poi prontamente esplode nei tre minuti successivi di cassa e basso sparati ABBBBBBOMBA. Ripetuta per due ore e un quarto di djset la formuletta vincente del topo morto potrebbe risultare stancante, ma Deadmau5 ha dalla sua il fatto che le canzoni del suo repertorio live sono tutte pressoché note e accattivanti, e l’attesa del nuovo pezzo che arriverà ha la meglio su ogni calo di interesse.

“Best tipa inaspettata”
L’Academy conferma che Deadmau5 non è mica l’ultimo mammalucco arrivato: quando pure lo stesso deejay si rende conto che la ripetitività comincia a farsi notare, si materializza inaspettatamente sul palco una tipa sconosciuta vestita con dei drappi piuttosto discutibili a cantare live un paio di pezzoni tra cui “Sofi Needs a Ladder” (l’Academy non è stata in grado di attribuire identità certa alla inaspettata vocalist, forse la stessa Sofi, forse un’imbucata non ufficialmente accreditata). Molto brava costei ad affrontare la platea, l’Academy giudica questo il momento più vero di tutto lo show.

“Facciamo che ci redo award”
A proposito di momenti veri, l’Academy nutre serie perplessità sul fatto che qualcuno possa realmente suonare live per più di due ore con il cranio dentro ad una sfera pesante svariati chili tutta tempestata di led luminosi che trasmettono immagini psichedeliche e dalla quale con buona probabilità non si vede una mazza dell’esterno, né della consolle, né come stia rispondendo il pubblico. Fatto sta che, anche grazie ai fantasmagorici effetti scenici fighissimi creati ad hoc, con citazioni iconiche (Mario Bros, il Nintendo, Indiana Jones, Matrix…) e sincronizzati al millesimo di secondo, nessuno si accorgerebbe se Deadmau5 in verità non facesse altro che mettere in “play” una cassettina da 120 premixata a casa sua (insomma, l’Academy si è fatta – forse – fregare volentieri, e sostiene peraltro che senza la sua mitica installazione di cubi di led, Deadmau5 sarebbe come Sara Tommasi senza Alfonso Luigi Marra).

“Best tormentone estivo”
Se Kylie Minogue fosse tra le nomination di questo award, probabilmente il premio se lo beccherebbe la sua Timebomb. Però l’Academy si deve attenere al ferreo regolamento (perché qui non siamo né a Sanremo né ad Amici di Maria) e può attribuire i premi solo agli artisti che ha avuto l’onere e l’onore di visionare a Barcellona. Quindi, bando alle ciance, l’Academy riconosce che il principe dei topi morti dubsteppari sta svoltando verso il pop californiano contaminato dalla progressive house bimbominkiosa un po’ Aviciiana con spolverate di atmosfere daftpunkiane. A dire dell’Academy, è una svolta controfirmabile con un assegno in bianco. E afferma infine che The Veldt  la sentiremo ovunque per tutta l’estate (ma soprattutto alle famose apericene milanesi).

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