Hanno ucciso l’Uomo Ragno 2012 (volte in 20 anni)

La nostra inviata Elena è andata alla Fnac per tentare di farsi denunciare per molestie incontrare Max Pezzali dal vivo (o forse per accertarsi che sia vivo e non sia in realtà un cartonato dell’omino Michelin)

max pezzali hanno ucciso l'uomo ragno 2012Premessa: dopo 20 anni avrei preferito l’ennesimo raccoltone di successi riempitivo ma Max Pezzali è andato a inventarsi la genialata di riproporre “Hanno ucciso l’Uomo Ragno” in chiave 2012. Il primo brano è un inedito cantato con J-Ax dal titolo “Sempre Noi”, un brano che ti butta nostalgia a grappoli rievocando rullini Kodak da 36, stivali da cowboy, i primi cellulari con la batteria che durava 2 ore e poi moriva, il Nintendo, l’Alba di Internet e il modem 56K, il Walkman ed il trucco di riavvolgerlo con la Bic per risparmiare batteria, il Game Boy, il Tamagotchi… Tutti accessori di una volta che le nuove generazioni forse studiano nei libri di storia… Eppure sono passati “solo” 20 anni, volati via in un attimo (e che tristezza realizzarlo!).

Ma se la prima canzone è orecchiabile e ascoltabile, il resto del cd a me ha lasciato veramente perplessa: all’inizio di ogni brano c’è il suono di una segreteria e poi qualche rapper che lascia un messaggio. Ogni canzone è introdotta da un’esplosione di “Bella Zio” e battute piuttosto squallide, dove la peggiore è “Oh! L’ho ucciso io l’Uomo Ragno, mi aveva rotto i coglioni… ahahahah!”… Boh! Fa ridere? Riascoltiamo così brani come “S’Inkazza”, ”Non me la menare”, ”6 1 Sfigato”, “Con un Deca”, “Jolly Blue”… La delusione maggiore è che Pezzali non si è manco sbattuto a ricantarle le canzoni, perché sono esattamente un copia e incolla dell’epoca con appiccicati biascicamenti vari di sti tizi a braghe larghe per me in maggioranza sconosciuti. Nel complesso quindi il cd mi ha delusa parecchio, non credo lo consumerò a forza di ascolti. Se devo rievocare i primi successi me li vado a riascoltare in originale senza parlottamenti nel mezzo.

(ma nel video c’è pure il comeback di Mauro Repetto? Ma fate sul serio??? ndCsnf)

L’INCONTRO CON MAX PEZZALI: IO, LUI E ALTRi 500 INTRUSI.

Sbarco alla FNAC del centro Commerciale Le Gru di Grugliasco (To) alle ore 16.30 in ritardo sulla tabella di marcia. Una mia amica mi aveva già annunciato: “Qua c’è un bordello!”.

Arrivo e c’è coda fin da fuori il negozio. Mi infilo e vado a cercare le persone che erano con me e le trovo poco dopo l’accesso infilate in una fiumana-umana da lasciare basiti. Manco io che sono fan da tutto il ventennio Pezzaliano non mi aspettavo una roba così! In originale l’idea era: se compri il cd da Fnac tieni lo scontrino così passerai per andare da Pezzali. Ma lì in coda c’era di tutto: gente con semplici foglietti per strappare un autografo, gente con copertine di vecchi cd, gente che sicuramente il cd non lo ha comprato lì… Tutto sto controllo e sta agevolazione per chi acquistava lì, onestamente non c’è stato. La coda si snodava a blocchi dentro il negozio passando dal reparto dvd e dai cestoni delle offerte a 4,99 € fino agli scaffali dei libri suddivisi per argomento. E’ stato così che nell’attesa di solo 2 ore e mezza mi sono letta l’inizio di almeno 2 romanzi Fantasy, mezzo libro per adolescenti con problemi di eiaculazione precoce e manie ossessivo-compulsive, svolto test di cultura generale per entrare all’Università e imparato ricette di primi e secondi piatti freddi adatti all’estate. Blocco dopo blocco, sotto l’acqua rinfrescante di un tubo del condizionatore rotto, sono arrivata bagnata alla meta.

Tra le capocce in fila spuntava lì davanti un cappellino bianco con sopra Topolino ed eccolo, era proprio lui! La mia impressione da lontano è stata da principio un senso di sollievo nel vederlo vestito in maniera decente malgrado quel copricapo disneyano: ancora ricordo (con lo stesso orrore di Enzo e Carla dinanzi a una bionda sfatta in infradito e canotta) l’abbigliamento Pezzaliano a Sanremo l’anno scorso: quell’aria da cantante della sagra di paese in tour alla festa della porchetta con le pezze sui gomiti di una giacchetta color marrone improponibile. L’estate gli fa bene. Ho atteso il mio turno svicolando in solitaria tra teenager curiosi che avevano tutta l’aria di non essere manco nati nel 1992, ma hanno chiuso le scuole e questi qua devono pur buttare le ossa da qualche parte, no? Le migliori comunque erano le over 40 infoiate abbbestia: “ Hey! Sicurezza! Va che da qua non si passa, come mai??? Fate passare solo quelli al centro?? E noi laterali??”; “ Signorina, mi lasci passare che devo poi andare a fare la spesa e devo ancora cucinare!”. Questa categoria di donna si lancia su Pezzali con esuberanza mentre l’adolescente ulula a distanza. Poi ci sono quelle come me che semplicemente entrano in venerazione discreta con l’occhio lucido come dopo una canna e la commozione di chi è riuscito a prendere un 6 di filosofia senza usare i bigliettini.

Ed è proprio così che è andata quando è toccato a me. Sono andata incontro a Max, l’ammetto, ero emozionata come una bimba davanti al Babbo Natale falsone del Supermercato, non sapevo che dire… credo di aver biascicato qualcosa come: ”Ti ascolto da quando avevo nove anni, scusa ma mi tremano le mani”. Lui si è mostrato gentilissimo e disponibilissimo, aveva un sorriso per tutti, abbiamo fatto la foto, mi ha autografato il cd e non mi lavero’ piu’ le guance dopo essere riuscita anche a salutarlo! Mentre andavo via ho visto che la coda era ancora tantissima e ancora andava oltre le porte del negozio. Che dire dunque? Per me è un mito dell’infanzia che ancora perdura, sarà che il mio cervello è rimasto fermo ai 16 anni ai tempi di Grazie Mille e La dura legge del gol.

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