L’Isola dei Famosi 9 – Il risveglio

Vuoi vedere che le debolezze dell’Isola dei Famosi stanno inaspettatamente diventando i suoi punti di forza? Scrivevo in occasione della prima puntata:

certi film alla seconda visione sorprendono; chissà che questo cast che già conosce in anticipo tutte le dinamiche del gioco, non riesca a farsi ricordare con qualcosa di memorabile

 

Magari “memorabile” è una parola grossa, ma i meccanismi che si sono instaurati grazie all’iniezione continua di nuovi elementi nel gruppo, hanno portato una ventata di freschezza, genuinità (e demenza) in un reality che stava cominciando a prendersi troppo sul serio.

Finalmente, alla settima settimana, la svolta comedy più volte promessa (e finora mai concretizzata) si è finalmente compiuta, con una puntata per molti aspetti divertente. Si parte dall’epico scontro tra una mesta Antonella Elia (ha la stessa espressione colpevole e abbacchiata del cane che ha fatto la cacca in salotto) e il clown Max Bertolani, smentito e smascherato sulla questione delle presunte sberle ricevute dalla showgirl. Ridicolizzato con un “moviolone” che rivela l’inconsistenza delle sue accuse, il “gladiator” prima attacca la produzione rea secondo lui di aver occultato le scene di violenza (eh, una censura degna di Arancia Meccanica direi…) e poi, non trovando appigli, decide di perdonare la Elia dopo che questa gli offre un morso della sua fetta di torta.

Esilarante il momento in cui Luxuria mette in vendita cibarie di varia natura, dimostrando di essere una esperta battitrice (d’asta), e il nervoso Divino Otelma compra una scatola che si rivela tristemente vuota. La despota Valeria Marini, dopo aver irretito Jivago e irritato tutti gli altri, è eliminata dal televoto: esce dal gioco lamentando un abbassamento del livello generale e abbandona le scene con un lapidario “ciao, da casa non vi guarderò”.

A Cayo Solitario, Carmen Russo incontra – a sorpresa – il marito autoesclusosi dal gioco. Enzo Paolo inventa una panzana (dice di aver subito delle violenze dalla Elia, forse si era solo eccessivamente immedesimato in Bertolani, cosa che non auguro a nessuno, infatti al rientro in Italia lo ricovereranno in psichiatria) per intenerire la moglie che era pronta a prenderlo a cocchi sul cranio a causa dell’ennesima dimostrazione di debolezza. Adesso sarà lei che dovrà portare a casa la pagnotta, tentando di resistere fino alla fine del gioco. Ad ogni modo, Carmen, colpita dalle dichiarazioni delle vessazioni subite dal marito, decide di consolarlo portandoselo in una baracca in cui limonare duro sopra uno stuoino che conserva ancora il DNA delle notti in cui Cecchi Paone rimembrava i momenti aerobici con il suo personal trainer.

E’ chiaro che questa è un’Isola in cui “vale tutto”, per stessa ammissione dello “sventurato” conduttore. Dal pongoregolamento (cit.) alle allusioni trash di Talpiana memoria, dai ritiri improvvisi alle sostituzioni infinte, dai ricoveri in bungalow ai rientri dei pentiti (Rossano Rubicondi ritorna in gioco da domani, senza un ragionevole motivo). In un’annata carente di idee, tutto fa brodo. l’Isola è sì una minestra riscaldata al microonde, ma intrattiene e finalmente ingrana. Da Milano (purtroppo) la conduzione di Nicola Savino è perennemente in stato catatonico, e il presentatore sembra ogni sera voler dare la mazzata finale al programma stroncando sul nascere interessanti momenti di spettacolo e affidandosi a opinioniste intorpidite. Questo va  a tutto vantaggio (per fortuna) di Vladimir Luxuria dall’Honduras che con caustica ironia ed un manierismo tutto suo riesce a dare un senso al reality. Che anche grazie ad uno dei daytime meglio confezionati di sempre, ritrova quel senso di verità che dovrebbe essere la norma e che invece, nel genere “reality”, ultimamente, spesso manca.

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