#WIDG – Migliorare la tv o migliorare lo spettatore?

Mentre su Tvblog Pippo Baudo, Renzo Arbore (e altri mostri sacri nei giorni a venire) si interrogano sulla (poca) utilità dell’Auditel, Cinetivu ha cominciato a proporre un metodo widgsperimentale e alternativo di rilevazione dei dati di ascolto, in collaborazione con il Centro Studi Assaggiatori, basato su un panel di 150 volontari tra blogger e non, chiamati a seguire alcuni programmi e a valutarli secondo nuovi criteri e parametri. Le prime analisi risultano approfondite e ben realizzate, forse addirittura troppo specifiche per chi non ne mastica. Pur non regalando finora particolari sorprese, e tenendo presente che si tratta di un esperimento, merita di essere seguito fino in fondo perché è qualcosa di davvero unico nel suo genere.

La settimana corrente si concluderà con lo “sciopero dell’Auditel” domenica prossima, giorno in cui i blog televisivi rinunceranno a pubblicare i dati di ascolto (che sono notoriamente tra i post più cliccati e che generano faziosità e squadrismo che nemmeno nei forum bimbominkiosi di Justin Bieber) con lo scopo di dimostrare che si può:

uscire dalla schiavitù degli ascolti, dalle diatribe, dalle lotte che rendono l’Auditel l’unico parametro per valutare la tv italiana. […] l’Auditel [..] decreta, senza motivo, anche i successi qualitativi.

 

Per quanto riguarda noi, il sasso l’abbiamo lanciato. Le domande sono state poste e le risposte sono arrivate (e ne stanno ancora arrivando: vi ringrazio davvero per l’adesione. La discussione oltre che qui si espande anche su Facebook e quando dico che siete una community superfichissima lo dico a ragione). A breve farò un sunto di alcune delle opinioni che mi avete lasciato, per il momento direi che emerge fondamentalmente il pensiero che una tv improvvisata e in mano a professionisti scadenti non è una buona tv (eggraziealcavolo, dirà qualcuno). Si nota una certa nostalgia per le grandi trasmissioni del passato e la voglia molto moderna (ma forse proprio per questo non adatta a tutti) di crearsi dei palinsesti personalizzati grazie ai contenuti che si trovano su internet e che provengono perlopiù dall’estero (e anche perlopiù illegalmente, ma qui si potrebbe aprire un nuovo ed infinito dibattito).

Due vostri spunti mi hanno colpito particolarmente: Alessia chiede dei bandi di concorso per autori  aperti “a gente comune, dentro la quale si trovano dei talenti straordinari (e basta farsi un giretto per il web, tra blog e forum per vedere di quanta bella intelligenza, ironia e capacità di scrittura è pieno questo nostro Paese)”. Paradossalmente, si potrebbe pensare di mettere in piedi un talent show per autori tv, anche se temo che finirebbe tutto in un enorme cortocircuito.

Warp9, invece, riflette spostando il punto di osservazione

sono giunto alla conclusione che, in fondo, la televisione offre in base alla domanda. Quindi non bisognerebbe chiedersi cosa fare per migliorare la TV, ma cosa fare per migliorare lo spettatore

Non si dimentichi mai che la tv, agli albori, insegnò alla gente a leggere e a scrivere. Oggi propone dei modelli che esaltano l’analfabetismo. Se gli spettatori più critici, vigili e colti sono in fuga e si rivolgono altrove per trovare ciò che cercano, l’offerta televisiva del futuro sarà obbligatoriamente targhettizzata su un pubblico sempre più passivo e acritico, su una fascia di persone che non dispone dei mezzi (o della scaltrezza necessaria) per cambiare “fornitore” o per ribellarsi al degrado.

Le domande del giorno (scusate, ormai ci ho preso gusto) a cui mi piacerebbe che rispondessero (anche) gli addetti ai lavori sono: come si può migliorare il gusto medio dello spettatore? In che modo si può  “educare” (o semplicemente “incuriosire”) un pubblico da tv spazzatura, a qualcosa di diverso?

A voi la parola (ho sempre sognato di scriverlo!)

 

About the author

Chissenefrega

© 2006-2014 - Chissenefrega 2.0 #whocares #zeroodio #tantoammore - Created by Meks. Powered by WordPress.