#WIDG – La tv che vorremmo
Scritto da Chissenefrega il 26 febbraio 2012 – 11:20 -

E’ partito, in grande stile e con notevole fermento in rete, il progetto WIDG, acronimo di “Web indice di gradimento”. Lanciato da Tvblog, Cinetivu, Televisionando e altri blog del settore, prevede una settimana di dissertazioni “diffuse” che si svilupperanno sul web, andando a coinvolgere i blog, i forum e i social network (e le loro cerchie di lettori, amici e aficionados) sullo spinoso argomento della qualità televisiva.
Un coraggioso, originale e costruttivo esperimento di discussione partecipativa che parte dal basso per dimostrare che i parametri comunemente utilizzati per valutare una tv che pare incriticabile, che si autotutela e che finisce soltanto per “essere d’accordo con se stessa” (cit.), forse non sono completamente condivisi dal pubblico, o da una buona fetta di esso.
Dal 27 febbraio al 4 marzo, dunque, anche questo blog insieme agli altri che sono stati coinvolti nell’iniziativa, si aggregherà alla conversazione online e ne terrà monitorato l’andamento. Dato che la televisione è parte del nostro quotidiano, amica e amante, ma anche fonte di indignazione e risentimento, vi giro le due domande esistenziali che tutto il web si porrà durante la settimana ventura (non Simona) e alle quali mi piacerebbe che rispondeste (qui sul blog o in qualsiasi altro social-luogo: Facebook, Twitter, la Bacheca Ammiraglia) in maniera che anche Chissenefrega possa avere un suo punto di partenza dal quale sviluppare poi la discussione:
1) Cos’è per te la qualità in televisione?
2) Qual è la tv che vorresti?
Tags: #WIDG
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febbraio 26th, 2012 at 12:15
Domanda 1: Programmi sensati, che possano dare valore aggiunto.
Smettiamola con la fiera del banale e della ricerca al gossip ad ogni costo.
Domanda 2: la TV che voglio deve essere totalmente on demand, con infiniti argomenti da cui pescare e quindi ce l’ho già: Internet.
febbraio 26th, 2012 at 13:47
1) una tv non urlata, non razzista/omofoba/machista, una tv con personaggi meritevoli (attori, presentatori, giornalisti CAPACI) e non raccomandati/bellocci inutili
2) una televisione senza maria de filippi e i suoi orridi prodotti, programmi originali di intrattenimento come i varietà degli anni 90, abolizione di format copia-incolla, più musica che non sia solo per pre-adolescenti
febbraio 26th, 2012 at 17:06
Partiamo dalla premessa che la televisione è uno strumento potentissimo, veicolo di idee, di comportamenti, di modelli capaci di influenzare intere generazioni. La storia della televisione in Italia, racconta che è stata capace di unificare il Paese diffondendone innanzitutto la lingua, ma anche il gusto ed il gradimento. Certo, non è possibile fare un paragone tra presente e passato: oggi l’offerta è talmente varia che davvero uno può crearsi il suo palinsesto ideale di ora in ora, con più opzioni nello stesso momento.
Quindi l’analisi deve necessariamente essere ricondotta alla cosiddetta “tv generalista”.
1)Cos’è per te la qualità in televisione?
Qualità: concetto molto molto individuale. Innanzitutto, una televisione che avesse un linguaggio pressoché civile e non volgare, per quelli che sono gli standard consueti, sarebbe già una televisione di qualità. Una televisione in cui uno scambio di opinioni non diventasse una bagarre di gente che fa a gara chi riesce ad urlare di più sull’altro interlocutore, sarebbe di qualità. Se con solo due piccolissimi accorgimenti che rientrano nel comune livello di normale educazione potremmo definire la televisione di maggior qualità, vuol dire che in Italia siamo messi molto male. E’ inutile negare che una deriva pessima alla televisione l’ha data l’entrata di prepotenza a gamba tesa della politica: un mix micidiale che è stato capace di creare dei veri e propri mostri catodici, intrufolatisi a forza in qualsiasi trasmissione. Per non parlare poi dell’invasione dei cosiddetti “senza talento”, spuntati da reality e format televisivi e che hanno creato la figura dell’ “opinionista”: ti pago per intervenire in una trasmissione e dare un tuo parere su qualsiasi cosa. Perché uno pseudo personaggio televisivo si e l’uomo della strada (che magari tante delle tematiche in argomento le vive sulla propria pelle) no? E poi, per tornare all’ambito politico, non apriamo nemmeno il capitolo di trasmissioni e conduttori “trombati” ed eliminati da televisioni e palinsesti, solo perché poco graditi ai governi di turno.
2)Qual è la tv che vorresti?
La Rai: tendiamo a prendercela di più quando le deriva trash la troviamo in casa Rai, perché canone o non canone, ognuno di poi sente la televisione di stato un po’ come la sua, fatta da noi. Purtroppo, questo concetto oggi va altamente ridimensionato, perché ormai da decenni (ma forse da sempre) la Rai è solo e soltanto ostaggio e proprietà della politica. Stante la situazione, credo che i tempi siano maturi per la privatizzazione dell’azienda, visto anche l’attingere alla raccolta pubblicitaria, che non la rende diversa in niente rispetto a mediaset.
La televisione è tutto: è informazione, è approfondimento, è musica, è cinema, è fiction, è cultura, è varietà, è sport, è satira, è per i giovani, per i bambini, per gli adulti, per la terza età, è moda, è ogni cosa che noi vogliamo.
Quello che vorrei è che ognuno fosse messo al proprio posto di lavoro, via i mestieranti improvvisati, via i raccomandati. C’è gente che è riuscita ad emergere grazie ad una vita di gavetta: un buon vecchio metodo da applicare a tutti gli ambiti della vita, che ha sempre garantito, se non immediata simpatia, perlomeno competenza. Vorrei una televisione che premiasse il vero talento, vorrei una televisione che mi facesse desiderare di restare a casa, preferendola magari ad una serata fuori. Vorrei una televisione che si ispirasse al passato, per la professionalità e per il lungo lavoro che c’era dietro prima di preparare un programma.
Vorrei una televisione dove si potesse di nuovo creare una scuola di autori, profili professionali ormai scomparsi dalla scrittura televisiva e da quella musicale. Ecco, si… vorrei una televisione che bandisse dei concorsi per autori: aperta a gente comune, dentro la quale si trovano dei talenti straordinari (e basta farsi un giretto per il web, tra blog e forum per vedere di quanta bella intelligenza, ironia e capacità di scrittura è pieno questo nostro Paese).
Per concludere, la mia sensazione è però che anche in ambito televisivo il vento stia cambiando: prova ne è il fatto che anche trasmissioni roccaforti di share e di trash si stiano sfaldando (GF, Buona Domenica tanto per citarne alcuni). Insomma, io sono fiduciosa che possa arrivare una nuova primavera: del resto l’offerta a pagamento è talmente variegata e migliore, che necessariamente la tv generalista dovrà dare una sterzata decisa per risollevare le proprie sorti.
E davvero metto un punto dicendo che, a mio personalissimo parere, la trasmissione televisiva migliore di questi ultimi vent’anni, è stata quel gioiellino di “ANIMA MIA” confezionata da Fabio Fazio, Marco Posani, Pietro Galeotti, Massimo Martelli, Tommaso Labranca, AUTORI.
Appunto.
febbraio 26th, 2012 at 18:04
eh sarebbe facile dire “meno d’urso e de filippi, più fazio e gabanelli”, ma il punto è: non sarebbe una tv pallosa? Non si può concepire di fare anche intrattenimento di buon livello oppure dobbimo sorbirci 24ore su 24 giornalismo d’assalto e interviste con marchetta del libro annessa?
per me visto quello che propone la tv italiana potrebbe essere anche abolita, mi basta che mi diano la connessione internet a nbanda più larga che si può che mi scarico quello che mi pare che fanno altre tv estere più avanzate rispetto a quelle moribonde del nostro caro paesello…
febbraio 26th, 2012 at 22:05
-qualità in TV: vedere un lavoro ben fatto, anche semplice, anche stupido, ma ben fatto, con professionalità, con conoscenza del mezzo, con un po’ di coraggio.
-vorrei vedere molto, molto più cinema, quei vecchi bellissimi film di cui sono pieni gli archivi rai e mediaset, e che adesso solitamente vanno in onda alle ore più insulse, anche sul digitale, purtroppo. Vorrei vedere, come Alessia, molti molti più giovani autori, con idee innovative, intelligenti e ironiche, anche scomode.
Un pizzico di cultura in più, fatta con leggerezza, alla Daverio, con competenza, alla Angela, abolendo i programmi pseudo scientifici.
Le notizie dovrebbero uscire dalla visione fissa del nostro piccolo emiciclo e prendere il respiro internazionale che hanno praticamente in tutti i TG del mondo, e dovrebbe essere date con imparzialità, velocità, sincerità (nei limiti del mezzo televisivo che è sempre fuorviante) per uscire dalla 200^posizione o giù di lì in cui tutte le classifiche sull’imparzialità e/o libertà dell’informazione ci piazzano.
febbraio 27th, 2012 at 01:19
Vabbè CSNF, ti rispondo adesso.
1) Cos’è per te la qualità in televisione?
Quell’elemento per cui chi crea i programmi televisivi lo fa con un senso compiuto, quasi per “amore” del mezzo tecnologico. Le cose “tanto per fare” e/o “tanto per avere il 28 la busta paga” e/o “tanto per farmi figo” non sono qualità.
2) Qual è la tv che vorresti?
Per non essere ripetitivo, ecco appunto, vorrei una televisione non qualunquista che non manda messaggi alla pancia della gente. Vorrei una tv che sia variegata ,ma sul serio, perché attualmente buona parte delle emittenti televisive trattano allo stesso momento uno stesso argomento. Vorrei avere un tv che non metta dove non necessario lo zampino della politica e attenzione, non parlo solo di una sponda ma anche dell’altra che accusa l’altra.
febbraio 27th, 2012 at 01:28
Per concludere sono d’accordissimo con Mr L: non sì può solo vivere di giornalismo, è necessario anche qualche momento di varietà, film, ecc… certo che da qualche anno in qua una rete nazionale non fa un giusto mix televisivo di qualità.
febbraio 27th, 2012 at 01:36
1) Cos’è per te la qualità in televisione?
La qualità in televisione sono programmi di qualsiasi genere (varietà, attualità, talk show, talk pomeridiani con gossip e balle varietà, quiz) purchè non fatti all’ultimo momento giusto per portare a casa la puntata. Dettagli curati, ospiti scelti, addetti ai lavori che siano veri professionisti, pubblico non lasciato libero di urlare e strepitare come alla finale di campionato alla prima farneticazione. Qualità in tv è anche rispetto verso lo spettatore, ovvero orari rispettati, fiction non trasmesse monche, prime serate che non cambiano ogni settimana eccetera. E comunque sottolineo che pure un talk pomeridiano può essere di qualità, diffidare da chi vorrebbe una tv fatta solo di Santoro, Floris e Fazio, viva le varie Venier e D’Urso se messe in condizioni di lavorare seriamente.
2) Qual è la tv che vorresti?
Mi pare un doppione della domanda di sopra… Ribadisco soltanto che vorrei una tv che rispetti lo spettatore: niente ritardi d’orario, niente programmi spezzettati (giuro che nel DTT, perlomeno quello Mediaset, spesso i programmi vengono tagliati per farli coincidere col minutaggio salvo poi proporre un’ora di Mediashopping) e niente prese per i fondelli: grazie a Internet la gente ci mette un attimo a vedere che 9 concorrenti su 10 del GF provengono da agenzie
febbraio 27th, 2012 at 09:35
1. Perché ci sia una televisione di qualità, ci devono essere dietro delle persone di qualità, dei professionisti, scelti per il loro merito e non per qualcos’altro, non faccio inutili elenchi che tanto li sappiamo tutti i meriti attuali…
2. La televisione che vorrei è una televisione in cui ci sia di tutto, libera dalle influenze dei partiti e della Chiesa. Ci vorrei anche più lingue straniere, sperimentazione, originalità, internazionalismo.
febbraio 27th, 2012 at 13:23
MA STIAMO SCHERZANDO?
tra fazio-gabanelli e d’urso-defilippi ci passa un abisso, pieno di gente competente, non noiosa e divertente! nessuno dice che la televisione debba essere seriosa, ma che anche l’intrattenimento sia fatto con serietà: io ricordo con nostalgia quel meraviglioso programma che era luna park o la buona domenica di columbro-cuccarini…ma anche adesso programmi come quelli che il calcio, o la prova del cuoco, sono programmi in cui l’intrattenimento non manca, ma è fatto con delicatezza, senza le urla sguaiate delle due streghe citate sopra
febbraio 27th, 2012 at 16:00
Due domande estremamente generiche, troppo a mio avviso, a cui si può rispondere tutto e niente.
Perché non impostare gli argomenti su qualcosa di più specifico e da lì, eventualmente, allargare il discorso?
Interessante l’idea di discussione via web, ma il web rappresenta veramente la voce di una larga maggioranza di chi guarda la televisone (la voce del popolo)? Oppure noi fruitori della rete siamo comunque solo una piccola (piccola fin quasi marginale)fetta di quel pubblico?
febbraio 27th, 2012 at 19:53
@Taglia: siamo la fetta degli schifati dal palinsesto, che si rifugiano sul web per cercare di migliorare e aumentare l’esperienza TV, costruendosi un PROPRIO palinsesto.
Dal mio primo intervento ad ora ci ho pensato e sono giunto alla conclusione che, in fondo, la televisione offre in base alla domanda.
Quindi non bisognerebbe chiedersi cosa fare per migliorare la TV, ma cosa fare per migliorare lo spettatore.
Possiamo sbatterci all’infinito chiedendo una televisione con contenuti intelligenti, ma se poi il 90% del bacino di utenza vuole vedere (mi scusino le signore) tette, culi e farfalle tatuate…
febbraio 28th, 2012 at 06:37
[...] riflette sull’equivalenza meno ascolti = meno qualità. Chissenefrega ha lanciato un paio di domande a tema per i suoi [...]
febbraio 28th, 2012 at 10:42
@Warp: condivido. Il mio punto di partenza è proprio questo: ricordo anche altri tuoi commenti in cui sottolineavi la possibilità di guardare serie tv, film o programmi via internet, cosa di cui il sottoscritto era ed è, all’oscuro (mea culpa, devo informarmi meglio
). Mi sono fatto l’opinione che colui che usa internet con coscienza e metodo, sia persona informata, che sa quello che vuole, che cerca determinate cose (di qualità) e che non si fa abbindolare da farfalle, culi ecc. E sono altresì convinto, che questi utenti siano una componente minoritaria del pubblico televisivo. Non a caso abbandonano una tv in cui non si riconoscono e cercano altrove.
Aggiungo un paio di cose: il concetto di qualità a mio avviso non deve essere confuso con: ciò che mi piace o non mi piace – né la qualità deve essere cercata in base al contenuto di una trasmissione (il fatto che si parli di Giotto o di Garibaldi, ad esempio, non è necessariamente sinonimo di programma di qualità).
La qualità a mio avviso, se dovessimo cercare di definirla, ha a che fare con gli elementi “strutturanti” di una trasmissione. Componente indispensabile per un programma di qualità è un team di autori preparati, capaci, innovativi (o moderatamente tali). In sintesi teste pensanti che producono un programma “pensante”, indipendentemente dal fatto che si parli di macro economia, o di Petrarca, che si tratti di un talent, di un varietà, o di una trasmissione comica.
La televisione è cambiata molto negli ultimi anni, faccio notare l’elemento a mio avviso più appariscente: fino a, dieci anni fa (forse meno), la tv puntava molto sui film. Ricordo che ogni anno sul Tv Sorrisi e Canzoni (verso settembre) venivano presentate tutte le grandi prime tv che avremmo visto nel corso della stagione. L’anno prima il film usciva al cinema, l’anno dopo lo vedevi in tv. Rai e Mediaset si contendevano i campioni di incasso, e i film che più avevano attirato l’attenzione di pubblico e/o critica.
Tutto questo oggi non c’è più. Si pensi solo che quando si parla di film, ci propongono ciclicamente i film di Steven Segal.
Aggiungiamoci il costante successo di Walker Texas ranger (replicato ormai da duecento anni ininterrottamente), di Ballando con le stelle, di trasmissioni in cui i bambini cantano, di c’è posta per te ecc. a mio avviso c’è stato uno spostamento anagrafico nei fruitori della tv. La tv ora è prevalentemente guardata da persone di una certa età, mentre il giovane tende a spostare la propria attenzione verso altri mezzi, internet in particolare. Fanno eccezione i talent, e le ultime serie tv, in genere targate Usa, che hanno presa su di un pubblico più vasto anche dal punto di vista dell’età.
febbraio 28th, 2012 at 13:52
Non è semplice rispondere in maniera esauriente a queste due domande, poiché la loro apparente “semplicità” nasconde, in realtà, un costrutto tutt’altro che semplice da argomentare, soprattutto perché vasto e perché si dovrà necessariamente basare su opinioni e punti di vista molto soggettivi. Aggiungo, infine, in mia discolpa, l’aggravante di essere una giovane donna in grado di tenere la tv spenta anche per settimane intere (infatti mi ritrovo a scoprireINTERESSANTI programmi condotti da altrettanti INTERESSANTI presentatori “emergenti” con indecorosi e inammissibili ritardi -LOL-).
Premesso ciò, spero di non rispondere facendo troppi inutili voli pindarici con il rischio di “andare fuori tema”.
1) Debbo essere onesta. È una domanda, questa, che non mi sono mai posta spesso. Nel senso, ho sempre guardato la tv in maniera particolarmente “distaccata” e con poco “senso critico”. Semplicemente, ho sempre pensato che potendo io godere di libero arbitrio e di un telecomando, se una determinata rete mi offre un programma un programma che non mi “soddisfa”, cambio canale alla ricerca di qualcos’altro, per me, più interessante (e, qualora non dovessi trovarlo, spengo la tv e scelgo altri mezzi d’intrattenimento).
Ad ogni modo, la qualità in televisione la si raggiunge quandoviene offerta la “libertà di scegliere”, quando è la tv stessa ad offrire una vasta gamma di programmidifferenti gli uni dagli altri senza essere delle “specie di surrogati” di altri palinsesti. In questo caso per me, “qualità” è sinonimo di “interessante”. Dunque è interessante quella tv che non manda in onda le repliche delle repliche delle repliche ma che, al contrario, è in grado di proporre al pubblico programmi nuovi e originali, diversi dai precedenti che non fanno rimpiangere, in qualche modo, i programmi del passato. Una tv, insomma,in grado di reinventarsi senza però rinunciare ad un pizzico di “tradizionalismo”,senza perderedi vista i “doveri” che comunque essa ha. La qualità in tv è anche quando questa offre la possibilità, perché no, di imparare qualcosa, in un certo qual modo e per quanto questo sia possibile. Qualità è anche quando il “programma giusto” viene affidato alla “persona giusta”, la quale saprà per capacità e preparazione, valorizzarlo sfruttandone il potenziale. Non disdegno comunque i “volti emergenti”. Non critico tutto e tutti a priori, dico solo che anche a costoro io darei la possibilità, come dire, di “farsi le ossa” cercando anche una loro “dimensione televisiva”. Non voglio nemmeno “giudicare” i gusti televisi altrui, posso non condividerli ma li rispetto, conscia del fatto che tutto questo è molto soggettivo: ciò che io considero interessante e di qualità, per altri può essere noioso, poco interessante e di pessima qualità.
La qualità in tv non la si raggiunge “improvvisando” un “mestiere”, ma lavorando sodo e con le competenze/capacità giuste. Lo ammetto, se alcuni volti “moderni” presenti ora in tv si eclissasero, per me sarebbe già un grande passo avanti, ma ripeto, sono libera di scegliere e per me questa è un grande esmpio di libertà e di qualità.
febbraio 28th, 2012 at 14:02
ps: perdonate gli eventuali errori ma sto scrivendo dalla tastiera touch del mio cellulare e, soprattutto, non ho ancora pranzato!
febbraio 28th, 2012 at 21:16
Che due coglioni