Festival di Sanremo 2012 – Seconda serata commissariata con Belen Rodriguez senza mutande

sanremo 2012 seconda serata

So che lo dico ogni anno. So anche che ogni anno dico che lo dico ogni anno. Ma stavolta è diverso. Fate finta che gli anni passati io stessi scherzando, fossi ubriaco, fossi stato momentaneamente rapito dagli alieni che mi avevano fatto il lavaggio del cervello con qualche apparecchiatura fantascientifica. Ebbene, questo Sanremo è il peggior festival di sempre, perlomeno da quando io ne ho memoria. E davvero non è un discorso che “tanto fa sempre tutto schifo”, il Festival 2012 ha dimostrato di non funzionare, di puntare (nonostante i milioni di euro spesi) su una macchina organizzativa fragile che si inceppa al primo imprevisto, di dare spazio a dei santoni autoproclamati e di presentare delle canzoni che meritano di essere trasmesse al massimo dagli apparecchi a ultrasuoni per scacciare i topi.

Morandi, già pessimo l’anno scorso, supera se stesso per il livello di incapacità dimostrato. Dovrebbe essere il leader della situazione e invece pare non rendersi conto di quanto tutto gli stia implodendo tra le mani. Altro che “eterno ragazzo”, il Gianni nazionale ha fatto la figura del vecchio rimbambito, tanto che anche Mike Bongiorno in diretta dalla ritrovata bara avrebbe saputo condurre meglio questo Festival. Morandi sembra non esserci con la testa, il vuoto assoluto gli (e ci) trapassa l’anima quando proclama (non staccando gli occhio dal gobbo) una sciatta Dolcenera “artista che sta conquistando l’Europa” o Noemi “erede di Janis Joplin e Billie Holiday” o la sconosciuta Civello “più grande cantante jazz della sua generazione” o i Marlene Kuntz “l’unico gruppo italiano veramente rock”. Invece dimostra una sicurezza controproducente quando liquida con fastidiosa superficialità l’annullamento del voto demoscopico tra i fischi del pubblico quasi a voler declinare ogni responsabilità. Pippo Baudo si sarebbe immolato pur di non fare una figura così meschina.

Sanremo ormai è strutturato come un reality show: quello che succede durante la puntata serale serve ad alimentare la filiera del gossip, per creare contenuti con cui riempire i vacui talk show di sproloquio del daytime (che se dovessero parlare solo delle canzoni, quest’anno più che mai, non saprebbero che dire). Su Celentano non mi esprimo: io non sono né indignato né scandalizzato, sono solo dell’idea che il palco del Festival non fosse il luogo adatto per quella che alla fine è stata solo la (lunghissima) esposizione gratuita dell’opinione di un singolo. Opinione che, in quanto a qualità dei contenuti, non si è rivelata molto diversa da quella di un qualsiasi opinionista medio in un qualsiasi talk show medio (ma anche in un qualsiasi bar da aperitivi medio). Solo che questa opinione, che ha avuto il solo scopo di generare un inutile chiacchiericcio mediatico, ci è costata il modico prezzo di  350.000 euro.

Il Festival, a causa degli inconvenienti tecnici ed editoriali della serata di ieri, è stato “commissariato” dalla Rai e sottoposto alla supervisione coatta dei vertici dell’azienda (rappresentata dal vicedirettore generale ed ex direttore di Raidue in quota catto/leghista Antonio Marano). Stasera ricantano tutti i quattordici big più metà dei giovani. Mi sono reso conto solo ora che ieri sera ho dato ADDIRITTURA quattro sufficienze, ma avevo anche delle lacune da colmare. Al secondo ascolto, ho rivisto (corretto al ribasso) qualche voto.

 

 i Rivalutati

 Gigi D’Alessio e Loredana Bertè – Respirare
Confermo l’impressione più che positiva sul funk neomelodico con influenze etniche e melodia anni 80 proposto dalla coppia famiglia Addams D’Alessio / Bertè. Penso che la vittoria di Gigi D’Alessio sarebbe la giusta punizione che ci meritiamo per un brutto, triste, fallimentare Festival. Nella versione studio il pezzo migliora (pure!!!!). Voto 3999999990e+12 (ieri voto 8 )

Marlene Kuntz – Canzone per un figlio
L’avevo sentita poco e male, e non ero stato in grado di esprimere un giudizio. Risentita oggi, devo dire che (considerata la povertà generale) mi convince. Buono il testo, bella grinta, il pezzo è a fuoco. I Marlene sono ovviamente penalizzati dall’inutile uso dell’orchestra: gli archi, gli ottoni e i triangoli nelle canzoni rock ce li possiamo mettere solo noi a Sanremo. Voto 7

Samuele Bersani – Un pallone
Al riascolto mi piace parecchio, ottimo testo. Peccato solo per il look alla Stefano Filipponi. Voto 6/7 (ieri voto 6+)

 

Gli Svalutati

Arisa – La notte
Al primo ascolto: intensa. Al secondo ascolto: che noia. Voto 6- (ieri voto 6/7)

 Pierdavide Carone e Lucio Dalla – Nanì
Iesi scrivevo che Dalla non contribuiva molto al pezzo, oggi mi rendo conto che il pezzo funziona solo in quei due momenti in cui Lucio ulula un paio di parole. Onestamente frasi come “20 euro di verginità” o “c’è un camionista da accontentare” sono imbarazzanti nel 2012: il brano sarà anche delicato ma i tempi di Bocca di Rosa sono finiti da un po’. Era meglio dedicare una canzone a una Sara Tommasi o a una Ruby Rubacuori, sarebbe stata una scelta molto più attuale. Voto 5/6 (ieri voto 6 1/2)

Dolcenera – Ci vediamo a casa
Che roba è, una canzone sullo strategismo bancario contro i mutui in euroscudi a tasso variabile? Brutto tutto, dal testo all’arrangiamento. Voto 4 (ieri voto 5)

Nina Zilli – Per sempre
Più che strappamutande è proprio strappazebedei, questa canzone. E pensare che un paio d’anni fa avrei fatto di tutto per vederla vincere, in quanto portatrice sana di novità. Oggi invece è talmente vecchia che potrebbe sposarsi con Renga (Ambra permettendo). Noia mortale, altro che atmosfera “minesca” qui l’atmosfera è da lancio di gas soporifero. Voto 1 (ieri voto 3)

Emma Marrone – Non è l’inferno
Io del testo non capisco nulla. Parla di un uomo diventato padre e del figlio bamboccione. La cosa veramente sorprendente è come il metrosexualissimo Kekko dei Modà sia riuscito a scrivere una canzone  così maschile. Per quanto riguarda Emma, che abbia qualcosa di nascosto da confessarci? Voto 1 (ieri voto 2)

Eugenio Finardi – E tu lo chiami Dio
Finardi, acclamato dalla critica, ma per me è un MAH. Va bene il cantautorato old style, buono il testo, ma quello di Vecchioni l’anno scorso era molto più semplice e trasversale. Finardi vola troppo altro, anche vocalmente. Poi, è un pezzo nel suo stile e ci sta, ma a me non convince completamente. Voto 5/6

 

I Senza Parole

Francesco Renga – La tua bellezza
Niente da aggiungere al nulla di ieri. Voto 0 (ieri voto 4)

Matia Bazar – Sei tu
Niente da aggiungere al nulla di ieri. Voto 0 (ieri voto 1)

Noemi – Sono solo parole
Niente da aggiungere al nulla di ieri. Voto 0 (ieri Voto 0)

Chiara Civello – Al posto del mondo
Niente da aggiungere al nulla di ieri. Voto -1000 (ieri voto -1000)

Irene Fornaciari – Grande mistero
Niente da aggiungere al nulla di ieri.  Voto: N.C.

 

I giovani per la prima volta si sfidano a coppie, con un discutibile meccanismo mutuato dai talent show e il giudizio del televoto.

Alessandro Casillo VS Giordana Angi
Lui: proviene dal baby talent “Io Canto” e pare Justin Bieber che canta i Piquadro. Lei, alle selezioni, era stata soprannominata Anna Tatangelo in pigiama per un abbigliamento particolarmente casual che sfoggiava. E per una canzone particolarmente soporifera. Stasera non migliora musicalmente e nemmeno nell’abbigliamento.  Pare Anna Tatangelo col poncho. Passa il turno Casillo, grazie al televoto bimbominkiesco.

Io ho sempre voglia VS Celeste Gaia
Il gruppo è semplicemente incommentabile, musicalmente di una pochezza impressionante. La Gaia Celeste, invece, presenta un presunto tormentone estivo, un po’ Arisa vecchia maniera, ma è un brano piuttosto brutto. Lei pare la nuova Laura Migliacci. Vincono gli Io ho sempre voglia.

Bidiel VS Erica Mou
Un altro gruppo che non si capisce dove voglia andare a parare. Spacciano per ispirazione beatlesiana un poprock che pare quello dei peggiori Velvet. La Mou, invece, vincitrice annunciata (sempre se le carampane di Casillo glielo permetteranno) canta della sua ormai arcinota vasca da bagno in cui vuole diventare vecchia lentamente. A me il suo stile pare già quello di un’ottantenne sul viale del tramonto. Vince la sfida Erica Mou.

Marco Guazzone VS Giulia Anania
Marco Guazzone forse ha una delle canzoni meno detestabili. Pare un Marco Mengoni anziano che canta i Coldplay. La Anania (sosia di Debora Villa) canta una canzone vergognosamente giovanilista dal titolo “La mail che non ti ho scritto” (ma per favore). Passa il turno (meritatamente) Marco Guazzone.

Questa sera si è presentata (finalmente) a timbrare il cartellino una rediviva Ivana Mrazova e per tutta la sera si è scherzato (?) con esilaranti gag (?) sul suo collare. La freschezza del giovane fiore dell’est (che ride per niente ogni cinque secondi), è stata però oscurata dal vecchio tubero (in replica) di Belen Rodriguez che si è presentata sul palco senza mutande.

belen rodriguez senza mutande

 

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