Isola dei Famosi 9 – Savino soporifero, Luxuria rivelazione. Rimpiangiamo Simona Ventura

Diciamolo con un twit:

quest’anno volevano ambientare l’ Isola Dei Famosi al Giglio, ma la location era già occupata da un altro reality

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L’isola dei Famosi 9 prevede un cast di vecchie glorie (gli “Eroi”), che sono più che altro vecchie ciabatte. Sulla carta, la scelta di un nugolo di concorrenti riciclati sa di film già visto. Dalla Marini rigorosamente a tempo (perché deve rientrare per fare il tagliando) a Malgioglio e il suo ciuffo decolorato; dalle rissose rifatte Aida Yespica e Arianna David, a Den Harrow e Cecchi Paone; da Carmen Russo a Enzo Paolo Turchi e i suoi figli (come dite? Enzo Paolo Turchi non ha figli? Allora vuol dire che quelle emorroidi hanno raggiunto dimensioni davvero preoccupanti).

Però certi film alla seconda visione sorprendono; chissà che questo cast che già conosce in anticipo tutte le dinamiche del gioco, non riesca a farsi ricordare con qualcosa di memorabile (esempio: impalano Flavia Vento e la danno alle fiamme).

Ad affiancare gli isolani di secondo pelo, la cosiddetta “casta degli eletti”: la ex fidanzata del Trota, l’ex fidanzato di Pamela Prati, una morta di fama del Grande Fratello, il Mago Otelma senza paramenti (orrendo mix tra Boldi e Bondi con le mutande bianche comprate da Tuttoauneuro) e Mariano Apicella (chissà chi lo sostituisce alle allegre serate ad Arcore. Io proporrei di riesumare il maestro Alessandro Alessandro). Un gruppo di cervelli in fuga dai loro stessi crani che appare agguerrito ma solo per esigenze di audience.

Il serio presentatore Nicola Savino, alla prova forse più importante della sua carriera, convince poco. Ok che la “conduzione per sottrazione” è il trend del momento, ma stasera ci sono stati momenti di vuoto che ci si potevano mandare in onda intere stagioni di Beautiful. Eravamo abituati a una conduzione imperfetta e a tratti sgradevole, confusionaria e sloganistica, ironica e urlata, convinta e sgrammaticata, ma per questo profondamente identitaria.

Savino (passabile in radio, discreto imitatore, buona spalla per varietà pseudocomici), invece, ha la personalità di un ciocco di legno ricoperto di licheni e nella sua performance “conduttoriale” si sono fatti notare soprattutto i silenzi, oltre che una inquietante somiglianza con Clark Gable incrociato geneticamente con un criceto. Aver condotto una puntata ad interim l’anno scorso non lo trasforma automaticamente nell’uomo giusto per un progetto così impegnativo.

L’uomo giusto, invece, sembra essere – a sorpresa – Vladimir Luxuria. A parte l’improbabile look (pare che sia caduta in una vasca di Vinavil e poi che si sia rotolata in un negozio di tendaggi in saldo), l’ex vincitrice transgender non solo mette in atto l’ ”operazione simpatia” promessa e sbandierata, ma risulta sempre reattiva, presente e sul pezzo: riesce pure a spiegare le regole delle prove. Il programma è tutto sulle sue spalle, ora come ora.

Chissà se il telespettatore medio riuscirà ad affezionarsi a questa nuova isola, dove, con grande buon gusto autorale non si è mai pronunciato il termine “naufraghi”. Non è facile, perché di fronte ad un naufragio vero (quello della Costa Concordia) non ci sono naufragi finti che possono competere per “appeal” televisivo. A meno di non scritturare nel cast Francesca Rettondini.

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