X-Factor 5 – vince Francesca Michielin al ballottaggio con I Moderni. Eliminata Antonella: Arisa ha vinto Sanremo a 27 anni e perso X-Factor a 29 (cit.)

francesca michielin vince xfactor5 venturaPer la serie: “la prima impressione è quella che conta”, alla premiere qui si diceva:

Per tutti è la vincitrice annunciata (anche per il sottoscritto) da quando portò i Led Zeppelin ai casting […] Francesca deve dimostrare molto, soprattutto di avere carattere per non cedere all’inevitabile “normalizzazione” che, con una caposquadra come quella che si ritrova, è pericolosamente dietro l’angolo.

E così è andata, normalizzazione musicale compresa, garantita dall’inedito eccessivamente elisiano (che ho leggermente rivalutato, però avrei vissuto benissimo anche senza).

Devo ancora ben capire se ero io che mi aspettavo troppo da questo X-Factor, oppure se è stata Sky ad illudermi, sedurmi ed abbandonarmi lasciandomi poi lì inerme con il cuore spezzato come fosse un biscottino al burro. Perché è innegabile che, seguendo i casting in prima serata e l’esordio scoppiettante di questa quinta edizione, fosse davvero evidente che la musica era cambiata, come da slogan di Cattelan (un po’ imbalsamato ma bravo, però aveva gioco facile perché confrontandolo con il suo predecessore sarebbe risultato un fenomeno anche un filetto di platessa impanato). Ma durante la corsa, qualcosa (anzi parecchio) nel programma non ha funzionato e sono stati infranti i sogni (e, scusate, anche un po’ le balle) di chi non perde mai la speranza che una nuova televisione sia possibile.

Alcune dinamiche note, le situazioni già viste, la supponenza di un paio di giudici, la micidiale schiapperia di certi concorrenti, la poca originalità generale, hanno più volte palesato un appiattimento creativo indegno per una televisione a pagamento. Era tutto scritto fin dall’inizio: doveva essere l’anno della rinascita della Ventura. Si sarà indebitata talmente tanto per comprare i call-center per televotare Francesca, che dovrà rinunciare al  tagliando dei 60.000 km dal chirurgo estetico.

Sarà un’idea mia, ma una tv come Sky non dovrebbe ambire a diventare la “Raidue degli abbienti“, bensì dovrebbe osare e proporre idee nuove sotto la spinta di autori capaci che riescano a rivoltare come un calzino anche un format che per ovvi motivi di copyright necessita di una sua statica liturgia. E non basta un repertorio di cover leggermente più ricercate del solito, la stratosferica boiata della visione in 3D  o una libertà di linguaggio fuori luogo (come dimenticare i “mi devo mettere a 90” di Supersimo?) per rompere gli schemi e realizzare un prodotto che accontenta anche i palati più fini. Il paletto del rischio e della sfida sull’innovazione deve essere posizionato ben più in alto, altrimenti qual è il valore aggiunto da offrire agli abbonati che hanno scelto Sky espressamente per la sua offerta d’intrattenimento? Tanto valeva guardare Star Academy.

Il problema fondamentale di questo nostro X-Factor così internazionale nelle intenzioni e così italiota all’atto pratico, sta ancora una volta proprio nel suo poco coraggio, nelle poche novità, e soprattutto nelle sue poche sorprese: Francesca era data per vincitrice fin dai casting, ed eccola lì in finale che alza il suo trofeo con gli occhi increduli di una Dorothy che vede per la prima volta il mondo di Oz; Antonella stupisce all’inizio ma poi, dopo averle cucito addosso un’immagine da “british electropop diva”, si finisce per trasformarla in noiosa strimpellatrice da centro sociale col giacchino in lana cotta e l’elastico nei capelli unti. Forse solo i Moderni, già Free Chords, avrebbero potuto rappresentare una mezza boccata di ossigeno musicale per un’edizione così stantia: complice anche l’unico inedito con potenzialità commerciali potevano regalare uno sprint inatteso alla finale, stravolgendo un copione già scritto e depositato agli atti. E invece, quando mai.

Per l’anno prossimo sembra che il cast dei giudici sia stato confermato, e ciò darà probabilmente la mazzata finale al format. Io credo fermamente che l’unica via per risollevare il programma sia il rinnovamento totale della giuria (ormai una vera e propria “casta” aggrappata con le unghie e con i denti alle poltrone), il rinnovamento totale del team di autori, e non da ultimo condannare al patibolo Luca Tommassini e le sue porcate sempre MOLTO VELATE allusioni sessuali in prima serata. Per il resto, Morgan non ha più niente da dire né da dare, e non si capisce perché il momento shock con l’esibizione insieme all’ex moglie deve essere una tassa da pagare ogni anno. Questo programma non può essere il loro ambulatorio psichiatrico e nemmeno una sede distaccata di San Patrignano. La Ventura – che ha già prenotato dall’Agip numerose cisterne per contenere il suo umile ego oltre che le sue lievitatissime terga – dovrebbe ritirarsi a vita privata insieme allo sgrammaticato ghost writer che le gestisce il profilo twitter. Elio, se non decide di concedersi un po’ più generosamente al pubblico che comunque lo ama, può benissimo guardare lo show dal divano di casa insieme a Rocco Tanica. Arisa ha dimostrato – per alcuni inaspettatamente – di saperci fare al 60% e di riuscire ad arrivare ad un buon 80% solo con l’aiuto di bevande alcoliche. Anche per lei vale il discorso fatto per Cattelan: confrontandola con la sua predecessora era veramente impossibile fare peggio (riciclo una mia battuta dell’anno scorso, mica posso essere l’unico che scrive cose nuove in questo mare magnum di idee riciclate: Arisa ha vinto Sanremo a 27 anni e perso X-Factor a 29). In conclusione, caro X-Factor5 e caro Peppinocera, per me è inesorabilmente un no.

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