Il santo del giorno – Matthew Morrison

matthew morrison nudoWill Schuester è il professore che tutti gli scolari vorrebbero avere (e quella di Glee è la scuola che tutti vorrebbero frequentare: si studia solo canto, ballo, educazione fisica, lancio della granita e limonata). Will è molto cool, si muove sinuosamente quasi come Teo Mammucari, è brillante, comprensivo, corretto, capace, giovane dentro. Soprattutto è un vero figo: il prof Schuester è uno che non si arrende mai, è un perdente dalla parte dei perdenti e proprio questa condizione gli dà la forza di trasformare ogni sconfitta in vittoria morale. E quando i desideri sembrano irraggiungibili, quando gli studenti smarriscono la retta via, lui è lì come un Messia per riportare in salvo le sue pecorelle smarrite. Will Schuester è anche il protagonista delle fantasie erotiche di tre quarti degli allievi della scuola di Glee (e di buona parte del pubblico del telefilm). E’ talmente prestante, telegenico, energico, aitante e gagliardo che se lo incontri per caso nell’orinatoio di fianco al tuo durante la pausa pipì a ricreazione, non puoi fare a meno di buttare l’occhio.

 

La scorsa primavera, cavalcando l’onda della popolarità televisiva acquisita, Matthew Morrison – il 33enne interprete dell’amatissimo Prof – ha inciso anche un album che si intitola come lui (già questo non è un buon segno): un’accozzaglia di caramellosità degne del peggior teenmusical disneyano (a furia di fare il prof-gggiovane, il bel Matt ha perso un po’ il senso della misura). Un lavoro di una vacuità, banalità ed obsolescenza tali che al confronto Justin Bieber meriterebbe il Grammy per l’innovazione. Un disco che scompare come una scritta su un vetro appannato e non sono certo i featuring (con Sting o Gwyneth Paltrow) che possono risollevarne le sorti. Per la serie “tecnicamente è bravo ma non mi arriva manco a pigliarlo a mazzate” (o meglio: per la serie “basta che respiri”), Matthew Morrison è il più recente emblema di quanto bravi siano gli sceneggiatori delle serie tv americane nel riuscire a regalare personalità e carattere anche a chi, quando deve interpretare il ruolo di se stesso, la personalità e il carattere non li incrocia nemmeno per sbaglio.

San Matthew James Morrison (30 ottobre 1978)

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