Belen hot – Il sex tape di Belen Rodriguez

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La moralità di un blog per famiglie come questo impone di non pubblicare link a filmati sconvenienti, per cui se proprio dovete guardarlo, il tanto vociferato sex tape di Belen Rodriguez leakkato in rete in queste ore, cercatelo altrove. Sappiate però che non troverete nulla che non possiate trovare in qualsiasi altro video porno amatoriale, ovvero: una infinta dose di noia, delle lenzuola orrende, qualità video sgranatissima, gemiti variegati (nel caso specifico in lingua spagnola; interessante il momento in cui Belen si definisce “puta” mentre è impegnata in un numero da kamasutra compreso tra il 68 e il 70, e particolarmente enfatico il finale in cui inanella a mitraglia una serie di “si-si-si-si-si-si-si-si-si-si“ a tonalità crescente) e un gatto che scorrazza indisturbato sul comodino.

La showgirl di Colorado, almeno all’inizio, sembra divertirsi molto: ridacchia sempre ed è vestita solo di un orologio e di un pendaglio a forma di croce. Il protagonista maschile non so chi sia, ma pare uno Julio Iglesias dei bei tempi andati. I due mettono in scena una specie di documentario Rai Educational dove non manca niente: la rosa sbocciata a primavera e il bocciolo ancora chiuso, le gocce di rugiada e il curioso colibrì, i movimenti tellurici e le zolle tettoniche. E il gatto sul comodino, naturalmente.

La cosa più inquietante di certi video non sta tanto nei contenuti, ma nell’ossessione dei protagonisti per la telecamera. Trovare un ritmo, una complicità, un affiatamento durante certi intimi momenti, spesso già non è facile di suo, figuriamoci quando hai come compagno di trombata un aspirante regista hard.  A dire il vero, Belen ci gioca un po’ con la telecamera (oltre che con il suddetto colibrì, ma non disdegna nemmeno la rosa sbocciata a primavera), poi pare anche francamente annoiata dalle riprese. Lui, invece, è talmente smanioso che potremmo dire che l’unica cosa grossa che ha quest’uomo (Tobias Blanco, mi dicono dalla regia)  è la voglia di apparire. Ti pare che – davanti a tutto quel be(le)n di Dio – uno abbia come sola preoccupazione quella di rientrare nell’inquadratura? Col senno di poi, si capisce anche il perché (si dice che il video sia stato venduto per  500.000 euro).

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