Il nuovo Facebook (dal 5 ottobre). Sconcerto e caos: bacheca soppressa, foto ovunque, comunicazioni azzerate

Un evento certamente più interessante di Baila o di Star Academy, è senz’altro la nuova versione di Facebook che verrà attivata a tutti gli utenti del Facebookmondo (volenti o nolenti) il prossimo mercoledì 5 ottobre. Io l’ho attivata in anteprima con la procedura descritta qui (che prevede smanettamenti vari tra cui l’obbligo di registrarsi come sviluppatori e fornire il proprio numero di cellulare in attesa di un sms col codice di autenticazione, facendo attenzione che se avete più profili non potrete utilizzare lo stesso numero di telefono, pertanto vale la pena aspettare una settimana onde evitare questi oneri) e sono spaesato, allibito, sconcertato. Qui sotto due screenshot, cliccare per ingrandire.

Il social network più famoso dell’universo ci ha abituato ad upgrade di release continuativi e (non sempre) migliorativi rispetto alle versioni precedenti, mantenendo però inalterata la “user experience”. Facebook si evolveva apportando modifiche più o meno pesanti al layout, ma la struttura di base era grossomodo le stessa, bastava solo impratichirsi un attimo per apprendere le novità e poi tutto filava liscio come prima. La struttura notevolmente user friendly di Facebook e lo stream del flusso comunicativo in real time, stavano alla base del moderno concetto di social network: idee semplici e popolari che ne hanno decretato un successo tale da originare una guerra dei cloni sfociata in prodotti poco originali tipo Google Plus (che non mi ha mai convinto e da cui sono stato bannato, per cui ne parlo male a prescindere).

Il nuovo Facebook sembra volersi distanziare il più possibile dal rivale Google Plus, quasi a dirgli: “ok, mi hai copiato? E allora io cambio tutto”. E lo fa con un atto temerario che lascia interdetti, perché è tutto diverso e spiazzante e potrebbe succedere che in molti decidano di troncare la loro “relazione aperta” con un quello che è di fatto un prodotto completamente diverso dal precedente e che difficilmente piacerà in maniera incondizionata. La novità fondamentale sta nella soppressione della cosiddetta “bacheca”, sostituita dal concetto di “diario”: una trovata trendyssima e di forte impatto scenico, soprattutto per le “persone reali”  – e con tanto tempo libero – che potranno scorrere la timeline facebookiana per percorrere a ritroso la propria biografia (o quella dei propri amici) fino al giorno della nascita (!!!) rivivendo tutto ciò che, nel tempo, è accaduto sul profilo.

Questa nuova strutturazione dà ampio risalto alla parte visiva, alle foto esibite in ogni dove (a partire da quella che il nuovo FB chiamerà “copertina”, una grande immagine in testa alla pagina del profilo), ai link pubblicati e ai tag ricevuti, ma azzera completamente ogni tentativo di uso del social network per finalità di scambio d’opinione, visto che gli “aggiornamenti di stato” – una volta pilastri al centro del network, oggi in finestrelle isolate e scritti con un font microscopico – si disperderanno in mezzo a mille altri contenuti meno rilevanti rendendo difficile seguire il filo logico di una eventuale discussione.

Esteticamente, il nuovo layout è molto bello da vedere, anche se concettualmente confusionario nella struttura bicolonnare. Sembra una evoluzione rimodernata del primo Myspace (e infatti a breve ci sarà anche un’integrazione “musicale” grazie all’accordo con Spotify) ma è evidente che chi usa il social network soprattutto per comunicare ed interagire con la comunicazione altrui (e non per esibire fotografie in mutande o noiosi link a videogame gestional-agricoli), si sentirà un po’ perso e tagliato fuori. Un luogo come la “Bacheca Ammiraglia” non avrà più senso, ora che verrà trasformata unilateralmente in una specie di Smemoranda virtuale. Un luogo dove prima si privilegiava la chiacchierata fine a se stessa oggi si trasforma in un inutile storage di avvenimenti del passato, che già hanno poca rilevanza nel momento in cui vengono condivisi, figuriamoci che necessità c’è di conservarli con la certosina precisione tecnologica che sta alla base del concetto di “timeline”. E’ evidente che con questa scelta FB vuole diminuire la distanza tra la persona in carne ed ossa e la sua proiezione digitale (FB chiama questa cosa “Rappresentazione dell’utente in modo autentico”, con una visione a mio avviso molto Gabriellacarlucciana), penalizzando le identità non riconducibili ad una persona fisica ben definita (ché si sa, sono tutti dei criminali patentati), o quelli che preferiscono dire anziché apparire (e, secondo le regole della società in cui viviamo, sono criminali pure quelli).

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