Il santo del giorno – Jason Derulo

Lo so che me ne dovrei profondamente VERGOGNARE, ma lui è il mio preferito (e non chiedetemi perché, perché non saprei trovarne una ragione: l’amore è bello perché è vario, ma soprattutto perché ti coglie impreparato e quando meno te lo aspetti) tra tutti gli rnb / rap / hiphop / black / soul / young / american / tamarr / wanna-be-the-new-michaeljackson / se-te-piacerebbe che fanno le canzoni con lo stampino. Memorabile la sua “In my head” che ha copiato da Lady Gaga e imperdibile la sua recente “Don’t wanna go home” che ha copiato da chiunque.

Io AMO Jason Derulo. Mi fa simpatia, non è il solito belloccio sventrapapere: lo disegnano così per esigenze commerciali, ma lui in realtà è un tenero, dolce, piccolo-brutto-anatroccolo. Magari tra qualche anno non si trasformerà in un bellissimo cigno, ma al più in un pollo sultano di Francesco Amadori, però a me piace lo stesso. Soffre di una lieve carenza testosteronica che si palesa in special modo durante i suoi maschi balletti (lascive figliole mezzenude gli si strusciano ovunque, ma lui è concentrato solo sulla sua coreografia: questa è professionalità, io lo trovo bravissimo). Io Jason Derulo lo ospiterei volentieri a casa mia. Magari non proprio dentro (visto quanto suda), ma in una baracca in legno di fianco alla cuccia del cane credo che ci starebbe proprio bene.

Beato Jason Joel Desrouleaux semplificato in Derülo (21 settembre 1989)

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