Ritornare a bloggare? Dichiarazione d’intenti 2011/2012

chissenefrega 2011/2012

Ci sono vari motivi per cui si torna a bloggare. Il primo è decisamente celhopiulunghistico. Dopo mesi di aggiornamenti sporadici, vedi le tue pagine sprofondare nelle SERP di Google e, se Google è il metro di misura della salute di un sito, sparire dalle ricerche – o non essere più visibili come prima – è uno smacco per l’orgoglio oltre che una specie di eutanasia autoinflitta.

Poi ci sono ragioni più emozionali e affettive. Il blog è una casa, un rifugio, una tana, un nido. Questo in certi momenti è diventato enorme e affollato come un campo rom, aperto come la casa senza soffitto e senza cucina di Sergio Endrigo, o come le magioni delle pubblicità infestate dagli scarafaggi (i fan di Lady Gaga non si sentano offesi) spruzzate di Baygon dove è necessario aerare prima di soggiornarvi. Ebbene, qui abbiamo aerato, eccome se abbiamo aerato. Meglio che col Trio Carbone.

Il blog è anche inevitabilmente un pezzo fisico del blogger, un prolungamento del suo corpo (ehi porci, a cosa state pensando): io c’avevo provato a chiuderlo, ma poi mi sono reso conto che non ce la potevo fare. Era come tirar su la zip dei pantaloni con… ehm, volevo dire, era come tentare di abbassare la tapparella tenendo il cuore in mezzo alla finestra.

Poi è logico: oggi la blogosfera è ormai iperframmentata, la concorrenza scalpita per farti le scarpe, le comunicazioni circolano talmente veloci sui social network che quando approdano sui blog sono già vecchie. Ma va bene così, e nonostante tutto sento la necessità di riprendere possesso di questa baita di montagna che ultimamente ho usato poco. Rimosse la polvere e le ragnatele secolari, è ora di riaffacciarsi al balcone, respirare nuovamente, imprimere negli occhi nuovi panorami.

Forse non sarà tutto e subito, ma spero che questo post scritto di getto dopo un estenuante giro in bici (a proposito, consiglio per tutti: mai mettersi il burro cacao e poi andare a correre in bici nei campi se non volete ritrovarvi in men che non si dica con le labbra glitterate di insetti), spero che questo post, dicevo, non rimanga solo una sterile dichiarazione d’intenti, e nemmeno una dichiarazione d’insetti. Se CSNF deve riprendere il suo ruolo di valvola di sfogo e di faro della notte (soprattutto per il sottoscritto che si sta sentendo attraversare da un treno senza stazione e si chiede dov’è-dov’è la direzione), così sia, con il supporto spero vostro, perché mi piace pensare che sarete con me i protagonisti di questo ambizioso progetto di rilancio. Ci state? Vediamo quanto resisto, vediamo quanto resistiamo. Intanto bentornati. E adesso, telepromozione.

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