Agonia estiva (ma anche un po’ invernale) di questo blog / 2

Capitolo tormentoni dell’estate: o almeno quelli che vorrebbero esserlo, ma chissà.

Ps: dalla presente, e da eventuali liste future, escludo volontariamente Danza Kuduro con la motivazione “è una canzone talmente orripilante che il solo pensiero che qualcuno possa averla concepita, prodotta e commercializzata mi fa venire le emorroidi psicosomatiche”.

Alexandra Stan – Get Back (A.S.A.P.)

Questo, più che “tormentone dell’estate” è un tormentone dell’est e basta. Alexandra Stan è l’astro nascente della poppedenze rumena (più “denze” che “poppe”, le quali appaiono piuttosto assenti o imbottite artificialmente) e il follow-up “Get Back” è praticamente la copia sputata del suo brano d’esordio “Mr Saxobeat”, singolo multiplatinum che ha scalato negli ultimi mesi tutte le charts europee, vecchia e snob Inghilterra compresa. Confezionato appositamente per assomigliare a qualcos’altro (e in primis a se stesso), “Get Back” è una hit spremilimoni che con buona probabilità sarà la seconda ed ultima della carriera internazionale della bionda Alexandra. Che comunque a me sta molto simpatica, anche se le lyrics del brano non sono certo d’aiuto per riabilitare l’immagine della “tipica ragazza dell’est” agli occhi del maschio italiano medio. In pratica la trama è questa: lui torna dopo tanto tempo e vuole parlare, ma lei dice che non è il momento e si strappa via vogliosa il suo se-se-se-se-sexy bikini affinché lui possa giocare a tris sul suo corpo ignudo (usando un grosso pennarello, è sottinteso). Ve l’avevo detto che era simpatica.

Rebecca Black – My Moment

Non si spiega il clima d’odio nei confronti di questa inconsapevole quattordicenne, tutta sorrisi innocenti e piastra per capelli. Rebecca è la titolare di un video cheap come molti altri ma che per misteriosi scherzi del destino (e di Youtube) è diventato un trash-cult planetario. “Friday” poteva anche essere una canzone non bellissima (e infatti non lo era), ma se parliamo di questo aspetto davvero uno non sa dove sbattere la testa, ultimamente. In “My Moment” (altro brano non bellissimo e con un arrangiamento che ha mandato il professionismo in vacanza) la giovane Black racconta di essere fiera di vivere il suo momento di celebrità, consapevole che non si può piacere a tutti. A questo proposito, i milioni di “dislike” sui suoi video sono davvero immotivati e non fanno che rafforzarne la fama. In fin dei conti, finora, è uguale a tante altre ragazzine che inseguono un sogno e non ha fatto nulla di male, se non consumare tonnellate di kilowatt/ora per piastrarsi i capelli. Io la lascerei vivere tranquilla, fintantoché rimane un fenomeno teen pulito e senza troppe pretese. E’ una degna erede di Hilary Duff e sparirà dalla circolazione in maniera autonoma, soprattutto quando si sgonfierà questa immotivata macchina del fango di cui è vittima. A proposito, qualcuno ha notizie di Hilary Duff?

Giorgia – Il Mio Giorno Migliore

Quello qui sotto non è il video ufficiale, bensì quello del “making of” del brano in studio di registrazione. La fu star di “Come Saprei” torna quarantenne più che mai (ammazza che rughe!) con un brano indiscutibilmente orecchiabile di impronta dance che azzarda un lieve richiamo modaiolo, affidandosi a dei synth appena accennati che ahimé sono una roba troppo moderna che noi italiani non li sappiamo ancora usare. “Il mio giorno migliore” pare un’operazione coraggiosa ma solo perché la “sound selection” è davvero orrenda e lontana anni luce da quelli che sono gli attuali riferimenti della dancemusic mondiale. Vedendo il video io mi chiedo: ma tutto quel popo’ di armamentario, synth megagalattici, banchi mixer da milionate di euro che neanche nello studio di P.Diddy, infiniti pulsanti e slider, luci e lucine che pare la centrale operativa della Nasa… non sarà LEGGERMENTE sovradimensionato l’hardware usato per sfornare questa canzone (peraltro alquanto mediocre) che poteva essere benissimo registrata in casa con un’iPad e Garageband al costo di 3,99 euro ottenendo lo stesso risultato? “Il Mio Giorno Migliore” è un’accozzaglia di suoni danzerecci demodé, obsoleti, banali: patch standard di sintetizzatori standard degni dei primi anni 90. Poi sarà mixata impeccabilmente, ma a chi giova tutto ciò? C’è troppa tecnica e troppo poca inventiva, anche nella parte vocale. Giorgia sembra ammiccare a Katy Perry e alle sue spruzzate di panna, ma finisce per fare peggio di Paola e Chiara in overdose da chupa-chups. Le canzoni che cantava quindici anni fa erano senz’altro più moderne di queste. O perlomeno più oneste nelle intenzioni: almeno all’epoca era lei l’ispiratrice di se stessa e non delle inarrivabili popstar transoceaniche, già ampiamente clonate (con scarso successo) da chiunque.

Melanie C – Rock Me

Questo blog ha un conto in sospeso con Mel C, amichevolmente detta Melcitrulla. Il suo inatteso comeback, diciamolo, è utile come una gelateria al Polo Nord. E la canzone, una avrillavignata poco degna di nota, non aggiunge nulla alla sua decadente carriera, che dopo i fasti di “Northern Star” negli anni 90 è stata un continuo vortice verso l’ignoto. Deve essersene convinta anche lei, dato che nel video non si presenta personalmente, ma si fa sostituire da un’altra, che non so chi sia, ma assomiglia in maniera preoccupante a Patty di Camera Cafè.

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