Una notte da leoni 2 [VS] Zack e Miri amore a primo sesso

“Una notte da leoni 2” è un film veramente molto brutto. Contrariamente al primo capitolo, grande successo al botteghino e grande sorpresa per l’inaspettato divertimento, questo sequel è davvero superfluo e senza mordente, con una sceneggiatura non solo ridondante ma che è proprio la stessa identica del primo film, uguale sputata, copiaincollata posticciamente con colla vinilica e zero fantasia sopra ad una location diversa. Stessi personaggi, stessi dialoghi, stesse immagini, situazioni e costruzione narrativa dal primo all’ultimo fotogramma (titoli di testa e di coda compresi). La trama della spassosa action comedy con venature noir del 2009 viene riciclata spudoratamente con l’intenzione di essere declinata in spy story a tinte forti, che di divertente ha poco o nulla. E nonostante il maggior budget a disposizione, la realizzazione risulta alquanto sciatta e caotica. Ispirato senza troppa convinzione ai grandi polizieschi del passato e ai cult pulp del presente, è un film che non merita di essere apparentato con alcuno dei due filoni a cui ammicca. Tutto, in “Una notte da leoni 2”, sa di già visto ed è una continua autocitazione del film precedente in chiave – però – assai più greve e volgare, volutamente forte, quasi il regista (ignoro chi sia e voglio perseverare nell’ignoranza) si proponesse come un Robert Rodriguez stitico in astinenza da stile. Un film destinato ad un pubblico masochista/onanista che gode nello spendere 8 euro per ascoltare sempre le medesime battute, farsi una risata grazie a un rutto sul grande schermo, e vedere un film già visto di cui non c’era nessuna necessità di un rifacimento a due anni di distanza.

“Zack e Miri make a porno” è un film veramente molto bello. Ok, qui si eccepirà che io sono una nota carampana di Kevin Smith, quindi rettifico solo per darvi soddisfazione e dirò che “Zack e Miri make a porno” è un film alquanto piacevole. Va meglio così? Il lungometraggio del 2008 uscito nei cinema italiani in questi giorni col titolo “Zack e Miri amore a primo sesso” (cioè: abbiamo avuto tre anni di tempo e non siamo riusciti a ideare niente di meglio che un titolo da tredicenni alle giostre?) è una delle commedie romantiche più intelligenti e riuscite di cui io abbia memoria. Un film leggero ma toccante, che racconta senza pretese una “sana storia d’amore” in maniera cinicamente insana. Smith (i cui film non sempre funzionano, soprattutto quando tenta di complicarsi la vita raccontando cose a lui distanti, e fortunatamente non è questo il caso) mimetizza con una patina di ricercata cialtroneria (e una discreta ruffianeria geek) un film che sprizza sentimento da ciascuno dei 35 millimetri di pellicola che occupa, e lo colora con una moderata dose di boccaccesche licenziosità le quali – anche quando vengono spinte sul limite della volgarità – non sono mai gratuite o fini a se stesse (altro che la scimmia che fa blowjob nel succitato “Una notte da leoni 2”: questo è ciò che intendo quando parlo di registi stitici in astinenza da stile… e poi uno non dovrebbe essere carampana di Kevin Smith). Io lo vidi in lingua originale, non so come sia venuto (ehm) l’adattamento. Magari fatemelo sapere, non credo che lo vedrò mai in italiano: non voglio distruggerne il ricordo. Poi magari scopro che doppiato nella nostra lingua fa schifo e devo rettificare nuovamente questo post e darvi ancora più soddisfazione.

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