Google getta fango sul sottoscritto! Una campagna mediatica indegna di un Paese civile volta esclusivamente a screditare il buon nome del Chissenefrega blog!

E’ dal 1994 che ne ho il sospetto, e finalmente i fatti confermano: Google cospira contro il sottoscritto mediante una campagna mediatica veramente indegna di un Paese civile, una vera e propria macchina del fango che non ha precedenti nella storia della Repubblica. Secchiate di menzogne e tonnellate di falsità architettate ad arte per screditare chi blogga onestamente e vuole solo fare il bene della blogosfera! E adesso non tirate fuori il discorso che nel 1994 Google neanche esisteva e i suoi inventori erano ancora all’asilo: è ciò di cui loro stessi vi hanno convinto plagiando le vostre menti sfruttando un monopolio dei media che non ha eguali in nessun’altra democrazia occidentale.

Ma veniamo ai fatti. Mi scrivono un paio d’ore fa gli amici di Google Adsense, fornitore della pubblicità di questo blog (con il quale attualmente si incassa la mirabolante cifra di circa un centesimo di euro alla settimana):

Durante una recente revisione del suo account abbiamo riscontrato che sta pubblicando gli annunci Google in un modo che non è conforme alle norme del programma

VIOLAZIONI TROVATE:

ADULTI/PORNOGRAFIA: Come stabilito dal regolamento del programma, ai publisher AdSense non è consentito pubblicare annunci Google su pagine che trattano contenuti pornografici, tra cui foto o video che contengono immagini di nudo o atti sessuali.

E mi linkano la seguente pagina dove l’orrenda e pornografica violazione del regolamento, dei diritti umani, della dignità della donna (Striscia la Notizia docet e, in questo caso, Google mi pare più retrogrado, viscido e bigotto di Antonio Ricci), del codice civile, penale, della strada e delle regole del Monopoli (Chissene in prigione direttamente e senza passare dal via!) avrebbe avuto luogo. Ovvero un post di due anni fa dove si parla del topless di Lady Gaga e si intravede ADDIRITTURA un Germanotto capezzolo.

Devo dire che sono molto amareggiato. Non tanto dalla suddetta campagna ordita da chi vive nell’invidia e usa la magistratura rossa per fare lotta politica (ehm…), bensì dal fatto che devo pure difendere Lady Gaga che colpe – una volta tanto in vita sua – non ne ha. Lei è solo una ragazza in difficoltà. Pubblicare una sua foto già ampiamente rimbalzata su giornali e siti di ogni centimetro quadrato di terre emerse, soprattutto una foto (ma tu guarda cosa mi tocca scrivere) ARTISTICA dove di pornografia non c’è una mazza e dove si mettono, ironicamente e con lo stile sempre sobrio sobrissimo e soberrimo che contraddistingue questo blog, a confronto due topless di due note popstar, sarebbe ordunque un reato così grave capace di macchiare per sempre l’onorabilità e la candida fedina penale di un blogger che si è sempre distinto per onestà e irreprensibilità e che si è sempre fatto in quattro per aiutare i bisognosi, soprattutto giovani minorenni marocchine indigenti con naturale propensione per il meretricio invitandole nella sua villa di Arc… sto divagando.

E  poi, voglio dire, in un post che si chiama “TOPLESS DI LADY GAGA”, uno, che foto ci dovrebbe mettere? Una fioriera coi calicantus? Un cactus del deserto? Un riccio schiacciato da un tir? Certo, alcune di queste ipotetiche foto – soprattutto il riccio schiacciato – risulterebbero molto più artistiche e molto più gradevoli alla vista che un seno di Lady Gaga, ma il punto è che è veramente INACCETTABILE questo tipo di censura negli anni 2011, questa limitazione della libertà di espressione, di stampa, di parola, di satira, e diciamolo – porco Giuda – anche di vedere una tetta in tranquillità.

Sarebbe questo un reato? Un capezzolo? Suvvia, un capezzolo. Cioè quelli di Google non ce li hanno i capezzoli? Ce li hanno finti e di notte li staccano e li appoggiano sul comodino? Sono tutti lisci come Barbie Raperonzolo o i manichini di Benetton? Pensa ragazza – o ragazzo – cosa ti succede se ti fidanzi con un impiegato di Google: quella sera che vuoi fare le cose sconce ed esibirti in una erotica, stimolante e passionale limonata di capezzoli, gli (o le) apri la camicetta e PUF! niente capezzoli! Devi accontentarti di leccare l’ombelico per avere un minimo di soddisfazione dai tuoi preliminari. E ci rimani così male che ti passa anche la voglia di scoprire cosa ci sia nelle mutande. Poveri impiegati di Google: non potranno mai provare il piacere di uscire dalla doccia,  bagnarsi la punta dell’indice di una mano e poi toccarsi un capezzolo sibilando  “fssssssss!” pensando “Sono HOT” mentre si rimirano nello specchio del bagno tra i vapori e le boccette di cosmetici sparsi sul lavandino.

Altra ipotesi è che gli impiegati di Google ce li abbiano, i capezzoli, prima del colloquio, ma che poi Google glieli faccia asportare chirurgicamente al momento dell’assunzione. Oh, ognuno sceglie i compromessi che vuole per lavorare, eh, sia chiaro. E io me l’immagino a Mountain View questo stanzone, un deposito tipo Paperon de’ Paperoni dove al posto delle monete ci son miliardi di capezzoli in cui Larry Page nuota allegramente. E finché so’ capezzoli va anche bene: comincio a temere che molto presto il famelico Google vorrà sempre di più e ambirà ad un nuovo deposito in stile Paperon de’ Paperoni da riempire però stavolta con i (vostri) cervelli. Io, nel frattempo, coi miei avvocati, avrò escogitato una legge ad personam che mi consentirà di non cadere in questa ennesima trappola del motore di ricerca più censore e bacchettone della storia.

About the author

Chissenefrega

© 2006-2014 - Chissenefrega 2.0 #whocares #zeroodio #tantoammore - Created by Meks. Powered by WordPress.