Festival di Sanremo 2011 – Terza serata, celebrativa dei 150 anni dell’unità d’Italia

Sanremo 2011 - terza serata - 150 unita italia

Stasera è la serata delle celebrazioni per l’unità d’Italia; il Festival comincerà alle 20.40 (aboliti pure i Pacchi di Max Giusti? Deve essere proprio importante quest’unità d’Italia, allora) e si concluderà dopo l’una di notte. Ora, io non credo di arrivare fino alla fine della serata perché c’è un limite a tutto, e sentire i La Crus che cantano “Parlami d’amore Mariù” o Patty Pravo intonare “Mille lire al mese” (cioè i grandi brani che hanno tenuto unito questo Paese, peccato che non abbia trovato spazio anche “Meno male che Silvio c’è”) non è certamente qualcosa che rientra tra le mie priorità. Dunque delego la cronaca della serata interamente alla Bacheca Ammiraglia (finché dura), probabilmente alla sua prova più difficile di sempre.

A proposito, mi si rimprovera che, ogni anno, sembra che io dica che il Festival corrente è peggiore del precedente. Beh, tante volte è una cosa che si dice così anche per esorcizzare, perché spesso, a guardarlo col senno di poi, qualcosa da salvare da un Sanremo rimane sempre. L’anno scorso, per esempio, Antonella Clerici partì insicura ma poi trovò la sua dimensione puntando sulla spontaneità rustica. Bonolis può piacere o non piacere, può risultare antipatico per le sua eccessive logorrea ed autostima, ma ha oggettivamente confezionato i migliori festival dei tempi recenti, a livello di messa in scena televisiva. Pippo Baudo non si può toccare perché Sanremo è Pippo Baudo e nonostante uno (stancante) stile vintage si è sempre messo in gioco come direttore artistico ancor prima che come conduttore. Ecco: del Festival di Gianni Morandi davvero non c’è nulla da salvare e davvero questo è il festival peggiore degli ultimi 150 anni. Non c’è proprio niente da esorcizzare, stavolta. E non mi riferisco solo alle canzoni: sono sufficientemente disilluso per sapere che sono lontani i tempi (però sono esistiti, credetemi) in cui il giorno dopo TUTTI, dal salumiere al manager, dalla catechista alla escort, dallo studente al pensionato, canticchiavano le canzoni sentite al Festival la sera prima. Quest’anno c’è in ballo proprio il confezionamento dello show, il più costoso e seguito della tv italiana, pagato coi soldi nostri e che fa acqua da tutte le parti. Il dilettantismo dei conduttori fa rimpiangere la peggior Federica Felini che almeno nel 2005 era una esordiente vera.

Non so: è come se Morandi avesse volutamente realizzato un festival di “emme” al fine di farne scorta per l’inverno, di tutta questa “emme”, e poi… no vabbè, dai non fatemici proprio pensare…

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