Avril Lavigne – What The Hell (e la presunta coprofagia di Gianni Morandi)

Apprendere che Avril Lavigne sarà la superospite straniera (ma ci rendiamo conto?) della serata conclusiva del prossimo Festival di Sanremo, sconvolge più dei capricci della diva Canalis, delle sniffate Beleniane all’Hollywood e della presunta coprofagia di Gianni Morandi (beh, direi che su quest’ultimo argomento ci dobbiamo ritornare). Tanto basta per capire a quale livello di impenitente pellagra sia ormai giunta la manifestazione canora più rappresentativa del nostro Paese che, oltre ad annoverare tra i concorrenti cantanti in disgrazia ridotti alla vita da clochard, segue la stessa discutibile strada maestra anche per quanto riguarda quei nomi che dovrebbero conferire prestigio alla kermesse ma che in realtà si rivelano economici ripescaggi di residuati ormai in rovina (come dimenticare la Jennifer Lopez dell’anno scorso, proclamata trionfalmente da Antonella Clerici “Regina del pop” con un decennio di ritardo rispetto ai suoi successi musicali?). Già mi immagino Morandi introdurre la bionda cantante canadese al vetusto pubblico di Raiuno come “Regina del rock” spiegandole tramite Olga Fernando che lui di rock se ne intende perché in realtà l’ha inventato nel ‘64 con Celentano e Mal dei Primitives in una trattoria emiliana. E il bello sarà che il vetusto pubblico di Raiuno si meraviglierà per questa rivoluzionaria scoperta musicale.

Ma non stiamo parlando di Sanremo (avremo modo), bensì del nuovo interessantissimo disco di Avril Lavigne. “What The Hell” è il singolo che lo anticipa; l’album (“Goodbye Lullaby”) è pronto da un anno ma uscirà il prossimo marzo quando la casa discografica riceverà un incentivo rottamazione per liberarsi dei dischi infruttuosi e improduttivi. Questo “What The Hell” vanta una creatività musicale superata anche dalla nonna arteriosclerotica di Miley Cyrus; un video girato con due lire (si vede dai vestiti di Avril che sono sempre gli stessi da dieci anni e, infatti, ormai sono tutti slavati e consunti) che è un indegno product placement perpetuo di qualsiasi porcheria che consenta alla cantante di far cassa (tipo profumi e abiti ideati da lei, roba che se guardi nei sacchettoni della Caritas ci trovi articoli più trendy). Da non perdere il finale hard dove lei ravana nelle di lui parti basse e poi gli tocca il naso (cioè, che schifo).

Ecco, del nuovo interessantissimo disco di Avril Lavigne direi che ne ho parlato fin troppo, dunque ora possiamo finalmente occuparci della presunta coprofagia di Gianni Morandi.

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