Sono influenzato / 2 – Gli show del sabato sera (wow, un post televisivo come ai vecchi tempi)

la corrida flavio insinna

Quando sei “allettato” (nel senso di fermo immobile in posizione orizzontale dentro al letto) e non nel pieno delle tue facoltà, è facile farsi “allettare” (nel senso di attrarre) anche da ciò che durante l’anno eviti come la peste. Usare il pc è un’attività scomoda ed estenuante: per decomprimere la mente hai bisogno di qualcosa di più rilassante e passivo, di meno multimediale ed interattivo. E la cara vecchia televisione è il ripiego perfetto. In questo 2011 sembra siano ritornati a vivere – quasi fossero zombi che seguono il trend di The Walking Dead – i vecchi varietà del sabato sera, quelli garbati, coi balletti pieni di lustrini e le vallette emancipate ma non troppo. Se, da una parte, RaiUno ha offerto un prodotto nuovo ma formato da tanti piccoli pezzi di vecchiume televisivo tenuti assieme da una sfida tra due casti mattatori, dall’altra Canale 5 ha messo in scena un totale restyling del più datato dei suoi format riuscendo a tirarlo a lucido come l’argenteria della nonna col Sidol.

In “Attenti a quei due” Fabrizio Frizzi (ultimamente talmente sovraesposto da far rimpiangere la sua epurazione) e Max Giusti (sempre più bravo come comico che come conduttore) si sfidano a suon di “format televisivi”: la gara “Ballando con le stelle” vede i due contendenti sfidarsi a passi di danza, nella gara “Zecchino d’oro” devono cantare coi bambini, nella gara “Chi l’ha visto” riconoscere personaggi che furono famosi. All’appello manca solo la gara “Barbara d’Urso” in cui i due devono moralizzare sindaci della Lega Nord, ma non si può avere tutto. Premio finale per chi vince più sfide, giudicate dal pubblico in sala e da un trio di vecchie carampane armate di paletta, una serata con Serena Autieri (va da sé che la regola non scritta del programma è che bisogna fare di tutto per perdere). Un varietà poco utile e che sembra fin troppo ambizioso per un sabato sera in famiglia (o a letto con 38 e mezzo e una tazza di Tachifluidec). Non lascia granché, solo la sensazione di una abissale mancanza di idee di certi autori televisivi, che poi sono sempre quelli, Pasquale Romano in primis.

La Corrida”, invece, è stata per me una rivelazione. Chi ama la televisione non può non amare questo format tutto italiano, ideato dal grande Corrado, che fu people show prima dei people show e talent show prima dei talent show. Un programma che ha sempre messo in luce la storia e la follia della gente nostrana, che dagli anni 60 regala due minuti di gloria user generated (anticipando il gradimento sui commenti di Youtube e i “mi piace” di Facebook”) ai suoi coraggiosi ed intraprendenti concorrenti, a volte casi umani, a volte veri talenti che per coincidenze della vita non hanno intrapreso un percorso artistico pur avendone magari tutte le capacità. Dopo otto anni di conduzione sempre più fiacca e meno convinta da parte di Gerry Scotti (un altro che dovrebbe aggiungere “sovraesposizione” come secondo nome sulla carta d’identità, e poi anche “sovrappeso”) la comparsa di Flavio Insinna, fin troppo umile, modesto e scaramantico, è sembrata un vero bagliore di luce in un programma che sembrava non avere più niente da dire, soprattutto dopo la scomparsa dell’ultima colonna portante, il maestro Roberto Pregadio.


Sorprendente è il cambio di scenografia, finora bianca e asettica, sempre uguale dagli anni 80, rivoluzionata completamente col palco di legno, la passerella in mezzo al pubblico e le avvolgenti  tinte blu: un vero “teatro” da sabato sera in grande stile, mai visto niente del genere in un programma Mediaset (basti pensare che lo show di punta del sabato sera di Canale 5, “C’è posta per te”, va in onda da un tugurio di due metri quadri). Flavio Insinna è bravissimo, il mattatore perfetto per un varietà formato famiglia, preparato ma anche ottimo improvvisatore, cinico quanto basta ma mai irrispettoso verso i concorrenti, anche quelli più odiosi o bolliti. La vera novità del programma è che non è più condotto “per sottrazione” con la sufficienza di uno che dove lo metti sta tipo Gerry Scotti (e che spesso risultava fin troppo snob nei confronti della casalinga stonata vestita in saldo all’Upim). Insinna è un vero capocomico empatico che ogni compagnia di dilettanti vorrebbe avere: a tratti è complice, a tratti spalla, a tratti – anzi, molto spesso – il dilettante è un inconsapevole accessorio all’esposizione delle sue capacità, davvero degne di un mattatore d’altri tempi (e quasi eccessive per una rete che ormai vive solo di trash). La Corrida 2011 è un “one man show” dove l’inarrestabile Flavio riesce a fare a budget zero quello che un Fiorello qualsiasi avrebbe fatto con investimenti milionari: uno show di tutto rispetto che intrattiene e diverte mantenendo inalterato il candore del format originale.

Forse è il Tachifluidec che mi fa parlare, ma io non ho remore ad ammettere che mi sono divertito a guardare La Corrida, come non succedeva da tempo con un programma televisivo; mi ha ricordato i tempi in cui lo vedevo da bambino sul divano di casa coi miei, quando ancora c’era Corrado con Antonella Elia. Ah, dimenticavo, essendo l’unica superstite del cast originale, quelli di Mediaset hanno ben pensato di richiamarla, magari perché questo ruolo le porti un po’ sfiga (no, scherzo) o perché tra le oche che campano da trent’anni sul ruolo dell’oca, sicuramente è l’oca più meritevole (e di certo fa una miglior figura come oca-valletta alla Corrida che come oca-opinionista a X-Factor). La Elia, che viaggia verso le 50 primavere, si è divertita ad essere maltrattata da Insinna come ai vecchi tempi quando affiancava i mostri sacri della tv. Ed è stata anche protagonista di una piccola gaffe del conduttore: leggendo un sms di un telespettatore che elogiava le qualità della bionda valletta, Insinna fa “…se vabbè, questa che scrive è tù madre…”. La Elia, orfana in tenera età (la madre morì di leucemia quando lei aveva due anni), si incupisce visibilmente e dice triste “no, non può essere la mia mamma…”, ma poi per fortuna parte la pubblicità.

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