X-Factor 4, Nathalie Giannitrapani vince la peggior edizione di sempre. Mara Maionchi EPIC FAIL

davide mogavero mara maionchi Il distacco emotivo ha avuto il sopravvento sull’entusiasmo e sulla partecipazione a questa edizione di X-Factor a causa di un evidente concorso di colpa tra autori, giudici e cantanti. Questa allegra combriccola, unendo le forze, è riuscita a trasformare un programma di alte ambizioni (ed alto budget) in una floppante sagra paesana di periferia, nonché a far perdere appeal ad un talent show che ancora aveva una minima parvenza di credibilità, che funziona in tutto il mondo ma forse qui non siamo ancora pronti. L’involuzione è stata tangibile fin da quando si è tentato di snidare il format dalla nicchia di pubblico musicofilo che l’aveva apprezzato all’inizio, per renderlo più appetibile alle masse bimbominchiesche e alle casalinghe con le caviglie stanche. Pian piano lo snidamento è diventato un vero e proprio snaturamento e l’azzeramento dei contenuti ha fatto precipitare lo show nel pantano della banalità più inaudita. Lo scopo (che potrebbe risultare anche legittimo se operato da autori all’altezza) di accalappiare un pubblico più ampio si è concretizzato in una defezione del pubblico stesso. E se X-Factor era un programma con vocazioni di nicchia considerato un successo quando faceva il 12% di share, non saprei come definirlo ora che è stato appiattito come Anna Tatangelo prima della mastoplastica, e ha una media auditel del 9% se è tanto.

nathalie vince x factor 4Gli slogan di Facchinetti che autoproclamavano lo show come una eccitante novità si sono rivelati fasulli fin dalla prima messa in onda: X-Factor è rimasto immobile, anzi, se qualcosa è cambiato, è cambiato in peggio virando verso una straordinaria sciatteria che ha avuto come effetto il fuggi-fuggi generale del pubblico. Le grandi aspettative iniziali sono state disattese e – stando così le cose – ritengo plausibile che il programma venga messo in archivio definitivamente: è inutile che ci sia un X-Factor 5 con questi presupposti. Se non usciremo dal provincialismo e dall’ipocrisia non andremo da nessuna parte: tanto vale guardare Amici che, per quanto artefatto, risulta molto più appassionante dal punto di vista della struttura narrativa. Meno male che, almeno alla puntata finale, un barlume di giustizia ha prevalso, incoronando Nathalie Giannitrapani vincitrice (meritata) di questa sbiadita edizione, sconfiggendo il fantasma di Davide Mogavero, assente causa coprifuoco minorenni.

Giudizio ai giudici:

Elio: sconta la sindrome del leader di band che intraprende un progetto solista ed è sempre in bilico tra il rimpianto ed il rimorso. E’ palese: senza le “storie tese” Elio funziona poco. Tanto è brillante come maschio alfa del gruppo, quanto privo di smalto singolarmente. Elio risulta anche poco coerente, troppo serioso e impostato. Io ero il primo che auspicava che – almeno lui – non si prendesse sul serio, che la buttasse un po’ in vacca. E invece non si è mai esposto, ha parlato per monosillabi, ha temuto (e ha fatto temere ai suoi concorrenti) il giudizio dell’opinione pubblica, risultando sempre meno attendibile. Il comportamento di Elio, per come ce l’avevo in testa io, doveva essere di scherno nei confronti del programma, non nei confronti degli spettatori, soprattutto quelli musicalmente più attenti, da lui ereditati dopo l’estromissione di Morgan. Insomma aveva un compito molto semplice per il quale partiva avvantaggiato, ma ha deluso ogni aspettativa. E né i suoi travestimenti, né una vittoria al fotofinish sono bastati a risollevarne la credibilità nel ruolo. Voto 5

Mara Maionchi: Ecco un’altra che aveva un compito facile ed è riuscita a fallire miseramente. Era scritto fin dall’inizio che il programma quest’anno l’avrebbe vinto lei, ma qualcosa all’ultimo non ha funzionato e Mara è rimasta nuovamente a bocca asciutta. Per il resto, non ha certo stupito per innovazione, ma il fatto che il suo stile sia rimasto immutato negli anni è una di quelle certezze di cui un programma come questo ha bisogno. Peccato solo il suo intestardirsi (anche supportata da una scassazebedei emozionale come Rossana Casale) nel sostenere ciofeche conclamate come Stefano o Ruggero. Voci di corridoio dicono che lei l’anno prossimo non ci sarà (ma probabilmente non ci sarà nemmeno il programma, per cui…) Voto 6-

Enrico Ruggeri: non so se sia stato il più coerente tra i giudici, ma di certo è quello che è risultato più loquace (a volte fin troppo prolisso) nei giudizi. Peccato che anche in lui l’ipocrisia non abbia avuto freno, e non solo per la questione Stefano Filipponi (che erano tutti pronti a stroncare alle spalle, ma mai vis-a-vis), ma anche quando ha tentato di proporre come new entry alcuni tra i gruppi più stonati della storia, non battendo ciglio, anzi, incensandoli senza motivo. Resta comunque l’unico che si è messo in gioco fino in fondo credendoci veramente, anche quando ha scritto il migliore tra gli inediti, Atlantide dei Kymera che pare un mix tra Phil Collins e i Matia Bazar. Voto 6

Anna Tatangelo: il suo personale flop rispecchia in tutto e per tutto il fallimento del programma. In un mondo giusto avrebbe dovuto partecipare come concorrente ed essere scartata ai provini. Anna ha sempre peccato di leggerezza e non ha mai dimostrato voglia alcuna di impegnarsi per ottenere prestigio come giudice: pensava che ogni cosa le fosse dovuta. Stesso atteggiamento che ha mantenuto durante tutta la sua “longeva” carriera, se non sbaglio. E’ sempre stata convinta che tutto fosse un gìoco, non le è mai passato per la testa che, invece, in un talent come questo sono in ballo le carriere future di aspiranti artisti emergenti (per quanto scarsi). Mica tutti possono avere la fortuna di essere incapaci e sposare uomini di spicco della cosca cuoereamore. Non si capisce, tra l’altro, perché l’aver vinto Sanremo a 15 anni ed essersi fatta ingravidare da Gigi d’Alessio faccia curriculum. La cosa più demenziale della sua partecipazione, poi, è stata la capacità di dire SEMPRE qualcosa di sbagliato al momento sbagliato, cercare l’approvazione del pubblico con frasi fatte o battute fuori luogo a cui il pubblico reagiva SEMPRE con estrema freddezza, ignorandola come meritava e abbattendo quelle sue quattro sicurezze da focolare neomelodico. Se ci fosse stato ancora Morgan , la Tatangelo avrebbe dovuto concludere il programma in psicoterapia (cosa che è da augurarle in ogni caso). Voto: N.C.

Giudizio ai concorrenti:

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Nathalie Giannitrapani: vittoria meritata, quasi liberatoria dopo una stagione scarsissima sotto il profilo dei talenti. Ha un inedito discreto, come autrice il suo percorso è tutto da scrivere e può ambire a fare cose interessanti (con 300.000 euro in saccoccia, poi). Non si riscontra, comunque, alcuna innovazione di sorta nel suo stile un po’ Tori Amos un po’ Noemi. Insomma se la cava, pecca di eccessivo snobismo in alcune occasioni, ma se quello è il suo mondo è giusto che sia così. Non me la vedo tra qualche anno prima in classifica, comunque. Piuttosto me la vedo strafatta in qualche club con la musica reggae dove si può ancora fumare dentro. Voto 6+

Davide Mogavero: ecco, Davide potrei vederlo tra qualche anno (magari dopo che avrà finito le superiori) primo in classifica, quando Marco Carta avrà fatto coming out e lui sarà lì a sostituirlo nei kuori delle carampane deluse. Il suo inedito è “tradizionale” per dirla con un’espressione alla Maionchi e noioso proprio come il peggior Renga dopo una litigata con Ambra per l’uso dell’ammorbidente. Voto 5 e 1/2

Nevruz Joku: dopo i casi umani Anna Tatangelo e Stefano Filipponi, è senz’altro lui la pietra dello scandalo che ha contribuito al degrado del programma. Se tra 80.000 aspiranti, il meglio che può offrire la musica italiana è Nevruz, vien da rivalutare seriamente talenti incompresi come Marco Marfè o il cantautore cimiteriale. Nevruz è uno che canta decentemente i primi cinque secondi, poi si trasforma nell’orso Yoghi travestito da Vladimir Luxuria e parte per la tangente. Essere ridicoli non vuol dire essere rock. Voto 4

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