Csnf consiglia: $*#! My dad says

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Avete presente una scenografia con in centro il “tipico salotto” che prevede il “tipico divano” fronte pubblico, alle spalle la “tipica scala” che sale al piano superiore, il tipico “ingresso principale” con il “tipico portoncino” a vetri e il “tipico campanello” che fa dlin-dlon, la “tipica cucina” col frigo enorme e l’immancabile “tipica porta di servizio” che dà sul retro? Da “I Robinson” a “La Tata”, l’architettura nelle sitcom non ha mai avuto grandi guizzi creativi e “$*#! My dad says” ricerca fin dall’ambientazione scenografica un po’ antiquata l’attaccamento ad una tradizione telefilmica molto rassicurante. “$*#! My dad says” richiama i telefilm del passato anche nei dialoghi e nelle situazioni, scelta assai bizzarra se si considera che è una serie ispirata da un moderno strumento di comunicazione come twitter. In “$*#! My dad says” si ripercorre in chiave comedy la vicenda di Justin Halpern (che nel telefilm si chiama Henry Goodson), vera star dei cinguettii twitteriani che ha affascinato quasi due milioni di follower con gli status-update involontariamente esilaranti ispirati dall’anziano ed ignaro genitore. Nel telefilm il ventisettenne Henry, persi il lavoro e la casa, torna a chiedere ospitalità al padre Ed (interpretato dall’ex Capitano Kirk di Star Trek). In questa sua ritrovata condizione di “bamboccione” si scontrerà con il burbero ed anziano capofamiglia e si ritroverà coinvolto in situazioni surreali e divertenti, pur con qualche (perdonabile perché assolutamente spassoso) turpiloquio di troppo.

Negli anni in cui spopolano i super gay-friendly Glee e Modern Family, è apprezzabile la connotazione “maschia” e spesso cameratesca del telefilm: tutte le vicende girano attorno al padre Ed, al figlio Henry, al fratellastro Vince e alla sua bionda moglie Bonnie (che proprio bonazza/simbolo di femminilità non è). Fa capolino ogni tanto il personaggio del gay Tim, perché va bene che “$*#! My dad says” è un prodotto tradizionalista, ma l’occhio sui trend del momento va sempre mantenuto aperto.  Concludendo, fa piacere vedere una sitcom così moderna ma dal gusto così retrò, di ambientazione famigliare, con pochi personaggi ben caratterizzati e che per una volta tanto approfondisce in maniera più che mai ironica il – sempre delicato e spesso sottovalutato – rapporto padre/figlio.

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