X-Factor 4 – terza puntata. Eliminati i Borghi Bros, entra Cazzandra

Due considerazioni prima che inizi la terza puntata di X-Factor 4. Prima considerazione: il daytime in formato “processo” fa semplicemente schifo. Ne avrò visto in tutto cinque minuti in due settimane e sono giunto alla conclusione che il mio stomaco non aveva davvero bisogno delle opinioni di Antonella Elia, Cristiano Malgioglio e Carlo Pastore tutte le sere all’ora di cena, e nemmeno di una co-conduttrice inutile (ed ennesimo volto televisivo ipermiracolato) come Alessandra Barzaghi. Tutti, Facchinetti escluso (il quale si impegna più del solito, forse conscio del fatto che deve unicamente ad X-Factor la sua sopravvivenza in tv, altrimenti per il futuro dovrà accontentarsi soltanto delle copertine sui settimanali gossipari immortalato mentre limona con la Marcuzzi tra le mucche al pascolo rischiando di confonderla pericolosamente con una di esse), hanno quell’atteggiamento tipico di chi sembra messo lì per impegnare mezz’ora, al posto di restare a casa a sbrinare il freezer. Si sente la mancanza dell’elemento “reality”, dello sviluppo delle dinamiche tra i protagonisti, delle telecamere che entrano nella coabitazione coatta: a tutto ciò si preferiscono contributi filmati a spizzichi e bocconi, tenuti incollati dallo sproloquio in studio, ripetitivo, autoreferenziale e fine a se stesso, in stile talk show del pomeriggio, di cui i palinsesti sono già ampiamente saturi. Seconda considerazione: non me la ricordo più.

Ebbene, si riparte da qui, dopo il blackout Telecom della settimana scorsa: adesso che ho visto Anna Tatangelo, però, quasi quasi confido per questa settimana in un blackout Enel. Mi aspettavo, in apertura, un saluto a Sandra Mondaini (ciao Sandra!), scomparsa oggi  (vabbè, era nell’aria, a questo punto cosa vuoi agguingere, niente. Io sarò bastardo, però non riesco a smettere di pensare a quei quattro filippini che ereditano), ma a Facchinetti evidentemente non può fregare di meno. Egidio accendi lo studio.

Ruggero Pasquarelli  – Tu vuò fà l’americano (con l’arrangiamento “houseggiante” degli Yolanda Be Cool). Scelta scontata come lo yogurt il giorno prima della scadenza e infatti io avevo già proposto il brano in tempi non sospetti. Cara Mara, se ci leggi, la prossima settimana fagli cantare “Mambo Number Five” di Lou Bega, oppure “The Boy does Nothing” di Alesha Dixon! Voto 5/6

Effetto Doppler – Don’t Stop Me Now. I Queen si confermano il gruppo più inflazionato di questa edizione di X-Factor (ma forse anche delle precedenti). I “Doppler” Potevano fare molto di più: diciamo che per stavolta passa, ma se continuano con questo percorso calante, usciranno dalla rosa dei miei preferiti. Per loro, Ruggeri, prova la “Sindrome di Oslo”. Sarebbe? Voto 5/6

Manuela Zanier – I’ll never fall in love again. Ah sì, ecco la seconda considerazione: la scorsa settimana diceva di se stessa: “ho la consapevolezza di essere una delle voci migliori sul panorama musicale italiano”. Ecco, a questo punto per me puoi essere brava quanto ti pare, ma una sonora pernacchia dai profondi inferi dell’intestino dopo una cena a base messicana, non te la toglie proprio nessuno. E poi,  altro che “diva algida”: anche se travestita da Elio, questa a me pare più un Cornetto Sammontana. Voto 2

Dorina Leka – Un’emozione da poco. Gli autori corrono in soccorso di Lady Tata con un video chilometrico acchiappatelevoti in cui Anna e Dorina, unica cantante superstite della squadra, litigano. A me Dorina piaciucchia, ma la sua personalità rock è ancora piuttosto annebbiata e stereotipata. E in questa occasione in cui si cimenta con qualcosa di più tradizionale, risulta altrettanto incerta. Mara Maionchi riassume egregiamente: “Il rock prende i coglioni e va fuori dalle balle”. Voto 6-

Kymera – Polvere. Di “polvere” deve davvero essercene tanta negli archivi musicali di Enrico Ruggeri, se non ha saputo trovare niente di meglio che una canzone di se stesso medesimo da affidare al suo gaio duo che, da quanto mi risultava, teoricamente non doveva più guardarsi in faccia mentre cantava. Ecco, stasera mancava poco che si strappassero i vestiti da prima comunione e tentassero il concepimento del terzo Kymera sul palco. Miagolamento continuo, 100% fastidio uditivo. Voto 3. PS: Consiglio alla Tatangelo di sfruttare la stessa idea di Ruggeri e far cantare “Ragazza di periferia” la settimana prossima a Dorina.

Dorina è stranamente salva: il televoto punisce gli Effetto Doppler (dai, ammettiamolo, Gigi D’Alessio si è comprato un call center). Seconda manche.

Nathalie Giannitrapani – Piccolo Uomo. Non vedo una eccessiva originalità nel suo timbro rockettaro e un po’ graffiato (diciamo che Noemi era meglio?), ma comunque la preferisco quando canta quel genere rockettaro e un po’ graffiato. Interpretando Mia Martini è brava, ma non pare perfettamente nel suo habitat. Canzone “gigiona”, nel significato venturiano del termine. Voto 6 e 1/2

Davide Mogavero – I Feel The Earth Move. La scorsa settimana Rossana Casale lo rimproverò di ammiccare troppo al pubblico delle “ragazzine”. Poi la vocal coach ritrattò pensando alla sua età e a quella della Maionchi. Sembra incredibile, ma questo scolaretto brufoloso sta davvero intraprendendo un percorso crescente. Voto 7-

Nevruz – Litium. Ovvero: karaoke da piadineria spacciato per arte. Voto: N.C. Commento della serata, via FB:

ricetta, come fare un Nervuz: prendi Filippo Timi digli che può fare ancora di più il cazzo che gli passa per la testa, aggiungici Marina rei in fase acuta di depressione autlesionista, aggiungici abbondante signora Coriandoli, rosola parecchio il tutto

Borghi Bros – Piazza Grande. Rimangono più belli (beh, non esageriamo, diciamo quasi piacenti) che bravi, e ahimé si prendono parecchio sul serio. Poi, con una canzone del genere, figuriamoci se non pensano di essere i più fighi della terra. Ma in realtà sfiorano di brutto l’effetto sagra paesana. Voto 4

Stefano Filipponi  –  Buonanotte Fiorellino. Gli occhiali-fondi-di-bottiglia sono la cosa più inguardabile di lui: se con quelle lenti passa sotto un raggio di sole, come minimo si incendia. Vocalmente non mi convince. Urge un logopedista. Poi tutti piangono e plaudono al caso umano. Chettedevodì? Voto 5

Ultimo scontro: Effetto Doppler contro Borghi Bros. Il pubblico sovrano formato dalle carampane di Nevruz punisce i due gruppi che in settimana si erano coalizzati contro il rocker maledetto. Cantano tutti in maniera orripilante, io salverei i Doppler, ma solo per simpatia. La quaterna giudicante fa lo stesso (tranne Elio). Eliminati i Borghi Bros: uno dei due ha la moglie incinta, per cui può andare ad assisterla in gravidanza. L’altro andrà fiero di fare lo zio.

New Entry (con Skin aggiunta in giuria. Ma com’è che ‘sta Skin spunta ogni due puntate?). Eliana (che non è supportata da Elio, ma dalla Tatangelo): sembra Chiara Iezzi che si è ingoiata un’incudine. Ma anche “quella di Twilight”. Canta Michael Jackson, raggiunge quasi la sufficienza. Andrea (maschi under) si presenta: “Sono cresiuto per strada, ho amici in galera, qualcuno è morto, qualcuno è drogato”. E  se la ride:  che allegria! Pare “Ken precipitato nel tunnel dell’eroina” (via FB). Voto 3. Solifonica (gruppi): attaccano a cantare e l’effetto “Lollipop a Sanremo” ritorna clamorosamente in auge. Peeeer carità, voto ZERO. Cassandra (over, già ribattezzata su FB Cazzandra per l’atteggiamento da Rita Pavone sotto acido): praticamente Jessica Morlacchi dei Gazosa da vecchia (ma anche un po’ la Littizzetto, dicono su FB). Voto 5/6.

Passa il turno, ed entra a far parte del programma, proprio Cazzandra, la protetta di Elio. Vince il “Fattore E”, dunque: ma che popstar è una che esordisce in un talent a 60 anni?

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