Otto Awards non bastano per comprarsi (o regalare) un vestito nuovo

lady gaga MTV VMA 2010

Mtv Video Music Awards: Lady Gaga fa razzia di premi. Le mancano solo il forno a microonde e la mountain bike con cambio Shimano per fare l’en-plein. Non che la notizia colga di sorpresa: anche perché sono “scontatezza” e “svogliatezza” le parole chiave degli ultimi Awards della tv musicale (sempre meno musicale). Scontatezza e svogliatezza che si riflettono sulla distribuzione dei riconoscimenti, dato che otto stauette letteralmente tirate dietro al prodotto di marketing più infimo che la discografia contemporanea abbia ideato, sono la miglior rappresentazione non solo di un panorama musicale afflitto da un irrefrenabile declino (anzi, forse già ampiamente tramontato), ma anche di una apatia generale che aleggia nel mondo della musica da classifica. Non c’era certo il bisogno di riempire la saccoccia di awards a Lady Gaga (video dell’anno, migliore dance, migliore collaborazione, miglior video, miglior pop, miglior coreografia, miglior montaggio, miglior video femminile) per palesare il sempre più evidente vuoto pneumatico a cui il mondo della popmusic  è andato incontro da quando costei vi si è affacciata (ma poi magari è solo una sfortunata coincidenza). Mi piace – sadicamente – pensare che le statuette vomitate addosso a Miss Germanotta, più che un premio, siano una specie di sbolognamento di responsabilità: della serie, tu hai creato tutto questo (o meglio: le case discografiche che ti manovrano) e mo’ so cazzi tua. Con il messaggio subliminale che le suddette statuette, Lady Gaga, può infilarsele beatamente in quel posto.

E per gli altri? Solo briciole: Miglior video maschile e miglior video hip hop ad Eminem che sa tanto di tributo alla carriera. Chissà se quello ci arriva a farlo un altro video, tanto vale dargli un paio di premi a caso allo scopo di avere delle immagini da montare nel suo prossimo coccodrillo. Miglior video rock: i 30 Seconds to Mars di Jared Leto, fenomeno musicale non pervenuto destinato a bimbeminkia ribelli ma tanto romantike. Miglior cinematografia (ma cosa vuol dire?): Empire State of Mind di Jay-Z & Alicia Keys, una canzone di un anno e mezzo fa (cos’è, si erano dimenticati di premiarla l’anno scorso?) un vero e proprio contentino “black”, tanto ormai c’abbiamo Obama che come “fenomeno pop” basta e avanza. Miglior artista emergente (sic!): Justin Bieber.

PS. Notare che la premiata ha ancora l’abito di braciole, ma ciò che lascia interdetti è il fatto che la premiatrice Cher indossi ancora una volta quel vestito datato 1990 al carbonio 14! Non ho parole, vado ad aprire un conto Paypal che almeno facciamo una colletta.

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