Finalmente un post su Justin Bieber (chiiiii?)

Justin Bieber

Sembrava un fenomeno tipicamente stagionale, come l’invasione delle cimici o la caduta dei capelli. E invece Justin Bieber passa indenne inverni e primavere; l’internet che conta (s)parla di lui e la sua (in)fam(i)a pare non arrestarsi. Ma chi è realmente Justin Bieber, soprannominato – per la giovane età – anche “Biberòn”, oppure “Justin Diaper“? E’ una esordiente e fresca popstar per cui vale lo stesso discorso che valeva per i Tokio Hotel: piace alle ragazzine di età compresa tra la prima Barbie e il primo apparecchio per i denti perché – sostanzialmente – lui è una di loro. Ha la loro stessa voce stridula (io, la prima volta che l’ho sentito cantare, pensavo fossero i lamenti del mio criceto che stava tentando il suicidio sulla ruota), il medesimo make-up, un fitto guardaroba H&M, e gli istinti prepuberali impostati in modalità Kellogg’s Miel Pops.

Probabilmente passa tanto tempo quanto le sue fans davanti allo specchio a rimirare la sua avvolgente capigliatura ed usa eguali quantità di fondotinta allo scopo di coprire i brufoli che gli spuntano in faccia così come margherite su di un prato appena concimato con del fumante sterco. Justin Bieber è il compagnuccio di banco che ogni decenne con le mollettine di Hello Kitty vorrebbe al fianco, quello con cui scambiarsi gif animate glitterate via bluetooth, quello che disegna cuoricini sulla Moleskine e ti scrive sulla Smemo frasi tipo “Tu 6 1 ladra xke ai rubato 2 stelle in cielo e t le 6 messa al posto delle lenti a kontatto”.

Justin Bieber è anche il prode cavaliere che tenta di difenderti dal compagno bullo ripetente in ultima fila che spara pallottoline di carta da una cerbottana-penna Bic. Justin è il dolce alunno che ti incanta durante l’intervallo con gorgheggi al gusto zucchero filato mentre beve il tè verde preparato dalla mamma, ma in realtà vorrebbe tanto appoggiare le labbra sulla cerbottana-penna Bic dell’aitante compagno bullo ripetente. A Justin puoi persino far dare un’occhiata sottobanco ad una fettina della tua Kinder Delice senza correre rischi, che tanto ormai hai capito che lui preferisce il Kinder Pinguì.

E così, non appena la tempesta ormonale travolgerà l’ormai maturata decenne, la quale potrà finalmente indossare – oltre alle mollettine – anche i reggiseni di Hello Kitty, allordunque è matematico che ella cederà a buon mercato (prezzo da Ebay) la sua Kinder Delice al bullo ripetente che le sparava pallottoline di carta con la cerbottana-penna Bic. E sceglierà lui come compagno di estenuanti sessioni di Wii-Fit in cameretta. Con buona pace del povero Justin, a cui dall’alto qualcuno ha imposto di non poter crescere, ma che almeno ci avrà guadagnato qualche megabyte di gif animate glitterate inviate via bluetooth.

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