10 cose che ho scoperto in Scozia

1. vige la legge di Murphy applicata alla meteorologia: se appena ti svegli vedi che c’è il sole, stai pur certo che non appena ti sarai allontanato quel tanto che basta senza esserti munito in tempo di un pratico coat, rimarrai vittima di un nubifragio; se appena ti svegli vedi che c’è un nubifragio, il tempo di lavarti i denti ed uscire con k-way ed ombrello che il sole squarcerà le nuvole e splenderà per tutto il giorno, o almeno fino a quando non ti sarai accorto di aver perso l’ombrello chissàdove;

2. a causa del repentino cambio di temperature e condizioni climatiche di cui sopra, è necessario vestirsi a cipolla. Che significa essere talmente poco fashion che quando la gente ti vede per strada si mette a piangere;

3. secondo la mia – seppur breve – esperienza, ritengo che quanto sopra valga solo per i turisti: gli scozzesi residenti sono sempre in maniche corte anche con meno diciotto, e sgambettano per le vie di Edimburgo sprezzanti dell’infradiciamento continuo;

4. il mostro di Lochness non esiste, ma la tipa seduta alla biglietteria dell’autobus mi ha quasi fatto ricredere;

5. gli scoiattoli non sono gatti: fare la bocca a cuore e inviare bacetti per richiamare la loro attenzione non dà soddidsfazione alcuna. Inoltre non mangiano le patatine (ma forse nemmeno i gatti?);

6. corvi e gazze non sono cocorite: fare la bocca a “cu*o di gallina” e fischiettare dolci melodie risultando bellamente ignorati è frustrante quanto l’attività al punto precedente;


7. quando stai per attraversare la strada non essere mai veramente sicuro che è libera, anche se lo sembra: non appena metterai un piede giù dal marciapiedi, infatti, sentirai un assordante suono di clacson provenire dalla parte opposta rispetto a quella da cui te lo saresti aspettato, ed un taxi/autobus/trattore sfreccerà a mezzo millimetro dal tuo alluce;

8. bisogna essere grati a Dan Brown per aver portato il business in quel di Roslin: ridente cittadina di quattro anime perse, dove per visitare la microbica Roslin Chapel (ovvero la chiesa dei Templari nella cui cripta la nipote francese del custode del Louvre accompagnata da Tom Hanks scopre di essere l’ultima discendente di Cristo [ma per favore!]) paghi la bellezza di 7 sterline, circa una a metro quadro;

9. è la seconda volta che vado dalle parti della mia amica Queen Elizabeth Alexandra Mary Windsor quest’anno, e con l’inglese sono sempre più impedito. Tra l’altro ho scoperto di essere affetto da una rara forma di babelismo acuto, dato che inserisco intercalari in dialetto veneto all’interno di frasi anglofone (esempio: domanda “What do you drink?”, mia risposta “Well, ostreghéta, why don’t you suggest something?”);

10. a proposito di cose da bere, se la “suggestion” di cui al punto 9 arriva da uno scozzese particolarmente goliardico, ti potrebbe consigliare di ordinare un “Pimm’s & lemonade”, scatenando l’ilarità generale. Poi ti spiegano che è una bibita da “fag”. A quel punto NON fargli notare che forse è più “fag” lui che beve birra avvolto in una sottana a quadretti, perché la sua goliardia potrebbe scomparire molto velocemente (quasi quanto te all’incupirsi della sua espressione facciale).

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