Sarà la volgarità che farà riprendere l’attività di questo blog?

L’altro giorno sono stato accusato di “volgarità” per aver riempito di complimenti Marco Mengoni (ma da quanto ho capito mi si contestava l’uso del termine “gangbang“. Mah?!): non tornerò sull’argomento, però a pensarci bene la volgarità fa odiens, e potrebbe essere la chiave per rivitalizzare questo blog. Dunque, ecco a voi la storia più volgare che mi è capitata oggi.

Oggi, in ufficio, il mio capo scartabella tra montagne di carta, alla ricerca di non si sa bene cosa. Ad un certo punto, un urlo di dolore si staglia netto sopra il ronzio del condizionatore: “Aaaaahi, porca Lady Gaga!!(*)[(*) sostituire con nome d’arte di altra popstar anziana]. Ho fatto il callo a queste espressioni: abitualmente io non le uso, se non esclusivamente dentro la mia testa quando sono per strada in macchina e davanti ho una vecchia mezza inferma che guida una AIXAM e non riesco a sorpassare.

Una volta mi infastidivano, oggi non ci faccio più caso, spesso mi vien da sorridere (argh, sono un mostro!), anche perchè il mio capo in certe occasioni ne abusa creativamente (“Lady Gaga scatenata” lo dice piuttosto frequentemente; ogni tanto gli esce anche una “Lady Gaga ciciona” [obbligatoriamente con una sola “c”], che io non avevo mai sentito altrove, se non da lui). Ad ogni modo: imprecazioni, sangue ovunque, lui che corre verso il bagno con un dito colorato di rosso e tutto gocciolante come un Fiordifragola al gusto True Blood (stavo quasi per svenire, fortunatamente l’eco dei bestemmioni che provenivano dal corridoio ha avuto su di me la rigenerante funzione dei sali).

Il moribondo rientra dopo poco, con l’indice arrotolato in una salvietta (era ancora attaccato alla mano, per la cronaca), ancor più incavolato di prima perché nella cassetta del pronto soccorso aveva trovato il deserto dei tartari. Mi mostra la ferita: un taglietto quasi impercettibile (ma io non potevo certo minimizzare, d’altronde si tratta sempre del mio capo!) sul quale comincia a soffiare delicatamente.

Al che io, dubbioso, gli faccio: “Scusa, ma perché ci soffi sopra?”, risposta: “Perché così mi si chiude il taglio!“. Penso che la mia faccia abbia assunto sembianze simili a quando ho visto per la prima volta un video di Gemmadelsud, ma sono riuscito – grazie alle mie capacità mimiche che neanche Jim Carrey – a farla passare per un’espressione di assenso. In realtà, mentre lui apprezzava la mia solidarietà e pensava che mi stessi interrogando sulla pericolosità della carta killer negli uffici moderni, io invece, non so per quale strampalata associazione di idee, nella mia mente avevo solo questa immagine:


Paris Hilton Fan

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