Sarà Desperate Housewives 6 che farà riprendere l’attività di questo blog?

desperate housewives 6Come da tradizione, qui urge fare il punto della situazione (con qualche spoiler). Un paio di sere fa, Fox Life ha mandato in onda l’ultima puntata della sesta stagione di Desperate Housewives. Stagione che – francamente – ha vissuto un po’ di rendita sulle spalle dell’eccelsa precedente e che difficilmente avrebbe potuto eguagliare. La serie, nonostante tutto, risulta ancora piuttosto scorrevole e divertente, anche se si cominciano a palesare delle preoccupanti ripetitività (donne un po’ troppo incinte / figli segreti che spuntano come i bubboni della varicella, ecc.) e delle leggerezze di script che alla lunga potrebbero intaccare l’integrità dello show. In DH6 si è scelto di potenziare il filone “mistery” inserendo ben due storie orizzontali a tinte gialle (entrambe piuttosto fiacche e telefonate, vedi la stereotipata figura del serial killer diventato tale a causa di una madre assente ed ubriacona) e di strizzare l’occhio al pubblico più giovane abbozzando – senza peraltro particolare convinzione – le vicende sentimentali (e non) dei figli/figliastri adolescenti dei protagonisti adulti.

A metà stagione c’è un considerevole colpo di scena d’indubbio impatto (perdiamo tragicamente un personaggio secondario), ma si nota una esagerazione di fondo nei modi in cui la dipartita viene messa in scena. Certo, costui è un personaggio che per i suoi trascorsi non poteva certo morire di piorrea, però fargli precipitare un aereo in testa mentre si trova dentro un capanno a fare a pugni col suo rivale in amore, sinceramente fa un po’ pietà come trovata creativa. Il periodo successivo in cui il quartiere elabora il lutto scorre fin troppo velocemente e manca di approfondimento emotivo, pecca che si riscontra un po’ lungo tutta la stagione, eccessivamente rapida e smemorata, e con troppi personaggi dalla psicologia labile che compaiono e scompaiono tra una puntata e l’altra senza lasciare realmente il segno, funzionali solo a brevi vicende autoconclusive. Ad esempio: Katherine diventa nel giro di poche puntate omicida, traditrice, adescatrice di minori, ruffiana, pazza, lesbica, poi rinsavisce e lascia Wisteria Lane anche perché più di così il suo personaggio non poteva essere spremuto (mancava solo che alzasse le gonne e mostrasse che sotto c’era una sorpresona di 25 centimetri).

Superficialità per superficialità, i momenti più riusciti della sesta stagione sono ancora quelli comedy, grazie soprattutto alle vicende di Susan e Gabrielle. La “season finale” lascia un po’ a desiderare eccedendo nuovamente nella surrealità (cioè vogliamo parlare di come / dove / perché Lynette partorisce? Oppure di Angie che fino a due puntate fa non faceva altro che cucinare “Fettuccine Alfredo” e tutto d’un tratto si trasforma in ingegnera nucleare in grado di assemblare sul tavolo del soggiorno ordigni esplosivi con tanto di detonatore a distanza?) e nel poco approfondimento delle storie (Bree rompe le scatole dieci puntate per tenersi Orson ormai paralitico in casa e non reagisce nemmeno dicendo “A” quando lui l’abbandona, andandosene di casa in sedia a rotelle verso non si sa dove, riuscendo a portarsi dietro pure mezzo arredamento?). Il cliffhanger di fine stagione lascia intendere che anche in autunno ritroveremo per lo meno due filoni thriller e anche un vecchio personaggio riesumato che di certo non ha mai brillato per simpatia (o televisività). Insomma, comincio a nutrire dei dubbi che Desperate Housewives 7 riesca a mantenere quegli standard a cui ci aveva abituato: qualcosa, quest’anno, ha cominciato ad incrinarsi.

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