Sarà la prematura scomparsa di Pietro Taricone che farà riprendere l’attività di questo blog?

pieto taricone mortoCome sempre, in simili circostanze, leggo in giro battute di dubbio gusto e sopravvalutati epitaffi. Né queste né quelli mi turbano o sconvolgono, so perfettamente che è tanto semplice scrivere un coccodrillo cinico e postumo, quanto inutile stilare gloriose epigrafi commemorative fuori tempo massimo. Dunque mi sforzerò di dire quello che penso francamente, senza cedere alle lusinghe del diavoletto gosspiaro nella mia testa che si chiede “con chi si consolerà adesso Kasia Smutniak”? D’altronde, di occasioni per sfotterlo o denigrarlo, Pietro Taricone ce ne ha fornite mille e più in questi dieci anni in cui lo abbiamo conosciuto e si è imposto prima di chiunque altro (suo malgrado, ma anche no) come simbolo di una televisione decadente e modello giovanile di affermazione superficiale.

A poco sono serviti i tentativi a corrente alternata di dissociarsi dal suo stesso personaggio del nerboruto bullo rubacuori, o lo scendere a compromessi con il mondo dello spettacolo al fine di coniugare la soddisfazione ormonale del suo pubblico femminile più delirante, ad una ricerca professionale leggermente elevata dagli standard, che gli facesse evitare le più umilianti modalità di conferma degli stereotipi da lui incarnati.

Ad avviso dello scrivente, Taricone non è mai risultato convincente né come attore pseudoimpegnato, né come interprete del vacuo personaggio di se stesso. Il connubio muscoli+cervello non funziona mai nello showbiz e va a finire sempre che i primi prevaricano il secondo. Però se uno ha la fortuna che l’opinione pubblica lo mette a confronto con gente tipo Rocco Casalino o Salvo Veneziano, allora anche quello che rompe le angurie a craniate può passare per un emulo di Einstein. Proprio giocando su questo suo (prima cavalcato e poi rinnegato) conflitto – spiattellato in pubblico come il “reality show della vita” richiede – si è garantito due lustri di fama, conclusisi ieri con un epilogo tragico.

Come stanno scrivendo in molti in questi momenti, se la sarà pure cercata (non voglio disquisire su questo. E comunque di Patrick de Gayardonne ne esisteva già uno e aveva fatto pure lui una brutta fine), e di sicuro c’erano inquilini di alcune edizioni del Grande Fratello che avrebbero meritato maggiormente (aaargh! E tu chi sei, Chissene, per sentenziare ciò? Shame on you!), fatto sta che i risvolti del destino sono spesso veramente inaspettati. Per tutti, famosi e non. Più che per la scomparsa di un promettente (?) attore, o del più rappresentativo (??) dei reduci gieffini, di certo dispiace per la vita di un padre di famiglia, spezzata a soli 35 anni. Anche se penso che la stragrande maggioranza delle sue fan lo stia piangendo solo perché era un bonazzo.

Del Pietro Taricone playboy di periferia, forse rimarrà qualcosa (di non necessario) nella nostra memoria. Del Pietro Taricone artista rimarrà molto meno, se non qualche celebrazione volta a trascurarne i suoi lati oscuri e a metterne in evidenza i (pochi) pregi. Celebrazioni mediatiche e strumentali grazie alle quali anche i suoi più sfigati “compagni di casa” riemergeranno per cinque minuti dall’oblio, tutti pronti a guadagnarsi qualche rinnovato momento di gloria, all’ombra “d’o’ guerriero” estinto.

About the author

Chissenefrega

© 2006-2014 - Chissenefrega 2.0 #whocares #zeroodio #tantoammore - Created by Meks. Powered by WordPress.