Sarà “il paradosso di Alexia” che farà riprendere l’attività di questo blog?

Faccio outing: io ce l’ho su con Alessia Aquilani in arte Alexia, la cantante “spezzina” ormai diventata “spazzina”, della quale dicevo tre anni fa:

una delle regine incontrastate della gioventù mia e di molti miei coetanei: come se ne può parlar male? Non si può, anche perchè tutto il peggio che poteva capitare alla sua carriera se l’è procurato da sola

Ebbene, la ex regina della dance torna con l’ennesimo album (“Stars”) che – alla stregua di tutti queli che ha fatto uscire dopo essersi segata la carriera grazie ai vari Festival di Sanremo – passerà completamente inosservato, presentato (in playback con il microfono ad altezza fronte) in esclusiva nella prestigiosissima location della piazza rivestita di pavè plastificato dei fatti vostri. A tal proposito, faccio mio un post che ho trovato durante una session di navigazione selvaggia, pubblicato sul blog “Bangbangpop“, che condivido pienamente:

C’è qualcosa di molto paradossale nell’esibizione di Alexia ai “Fatti Vostri” su Rai2. Dunque, per chiunque cantare in playback in una delle trasmissioni più grossolane della Rai potrebbe rappresentare l’anticamera all’Isola dei Famosi, però va considerata una cosa: proprio in virtù di questa cornice estremamente scadente ed umilante, l’esibizione del cantante acquista una nuova dimensione, perché l’artista non deve solo rappresentare al meglio se stesso e il proprio lavoro, ma lo deve fare in lotta con tutto quello che gli sta attorno.

Alexia propone il suo nuovo singolo, Star; la canzone parla di quanto sia vuota e insulsa la ricerca della celebrità. Peccato che Alexia non sia più una star da quasi un decennio, cioè da quando ha deciso di buttare nel cesso quanto di buono – eccelso, favoloso, stupendo – aveva fatto negli anni ‘90, a favore di una carriera sanremese in stato confusionale.

La situazione che si presenta è paradossale: da una parte punta il dito contro la ricerca della celebrità con una canzone che ricorda gli ultimi moribondi Ace Of Base, dall’altra si dimena come una matta su uno dei palcoscenici più cheap della televisione per darsi un minimo di visibilità.

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