Saranno Milan Stanković e Josh che faranno riprendere l’attività di questo blog?

Quando dici “il peggio della musica europea”, dici Eurovision Song Contest (a.k.a. Eurofestival). Manifestazione dove le Nazioni più importanti del Vecchio Continente mancano da anni (ovvero Italia, Andorra, Monaco, San Marino, Liechtenstein, Montenegro), però le altre ci sono sempre. Quest’anno, a Oslo, nel periodo di crisi che ha visto molte defezioni all’interno di un Festival costato la modica cifra di 17 milioni di euro, ha vinto la Germania con Lena e la sua “Satellite” (molesta come il ronzio di un alveare sotto al davanzale), ma le vere star erano altre.

Milan Stanković dalla Serbia ha già un nome che è tutto un programma: se non avrà succeso come cantante, potrà cercare consensi tra i fan di Mourinho. La sua “Ovo Je Balkan” ha un arrangiamento modern-balcanic con inserti di Poker Face nella melodia. Il suo look è decisamente molto più bello della sua canzone, il che è tutto dire. Si è classificato tredicesimo.

Josh, dall’Inghilterra, centro nevralgico della miglior produzione dance (e non solo) d’Europa, si è classificato all’ultimo posto con “That Sounds Good To Me”. Decisamente bruttino, coi denti storti e un po’ di placca batterica in eccesso, sforna un brano vocal-house talmente piatto che non si distingue la strofa dal ritornello. In rete lo sfottono perché il giovane Josh sembra voler emulare Rick Astley: se così sarà, il video qui sotto lo rivedremo su Youtube tra vent’anni.

Ora resta da capire: perché l’Italia non partecipa più da anni? Dato che i vincitori di Sanremo dovrebbero partecipare all’Eurofestival per “diritto”, perché  Marco Carta e Valerio Scanu non ci vanno? Solo perché verrebbero umiliati da questi loro validissimi colleghi, oppure perché, con loro, si farebbero le storie?

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