La Pupa e il Secchione 2 – Il Ritorno

Partiamo da due presupposti fondamentali:

1) la seconda edizione di un programma cult rischia sempre di essere una copia sbiadita della prima;

2) se proprio era necessario un seguito, bisognava farlo subito e non dopo quattro anni.

La pupa e il secchione 2 il ritornoEbbene, fingerò che questi due presupposti non esistano per “La pupa e il Secchione 2 – il ritorno” e lo guarderò tentando di non farmi influenzare dall’affetto per un format che portò a questo blog una certa notorietà, fatta di centinaia di migliaia di visite, interviste, citazioni e quant’altro. So già che le sensazioni di stupore che mi fornirà questa nuova (e tardiva) stagione del programma non saranno paragonabili a quelle della prima, così come irripetibili saranno i risultati per Chissenefrega ora che la Blogosfera è sensibilmente cambiata rispetto al 2006, investita dalla forza comunicativa dei social network. Per una scelta editoriale che fa molto vintage, pertanto, ho deciso di seguire la prima puntata di LPEIS2-IR come ai vecchi tempi, concentrandomi sul televisore e lasciando in disparte il pc, senza dunque cedere al fascino della socialità rapida e distraente garantita da strumenti quali la Bacheca Ammiraglia (ma soprattutto perché non ero in casa e comunque non avevo una connessione internet a portata di mano).

La prima edizione della Pupa e il Secchione (che su questi lidi fu orgogliosamente documentata per filo e per segno) fu una rivelazione perché il format era una novità e nessuno sapeva come si sarebbe sviluppato: il telespettatore seguiva le vicende di Nora & Congedo (e soci) come avrebbe seguito una sit-com dal copione aperto, in cui la sceneggiatura veniva scritta di settimana in settimana non senza tener conto delle influenze e delle aspettative che il programma generava nel pubblico. Il successo del comedy-show fu decretato, più che dai numeri Auditel (non stratosferici in realtà), dagli strascichi trash/cult che si riversavano dopo ogni puntata nel nostro quotidiano e che riempivano i servizi di Studio Aperto, nonché i nostri momenti di vuoto conversativo alla fermata dell’autobus o alla macchinetta del caffè. Il gusto vouyeristico di spiare la coabitazione forzata di razze apparentemente così dissimili, il trash talmente genuino che dell’ingerenza degli autori quasi non se ne avvertiva la presenza, il divertimento generato da improbabili quiz e prove fisiche, ma soprattutto le quantità industriali di gnocca gratuitamente esibita ma giustificata col palliativo dell’approccio culturale, furono tutti elementi che consentirono allo show di ritagliarsi uno spazio tra i programmi più riusciti e godibili del palinsesto italiaunesco pre-crisi economica.

Ed è proprio la crisi economica che ha fatto posticipare la realizzazione di una nuova stagione del programma, crisi che potrebbe segarne le gambe definitivamente proprio come è successo all’altro marchio di garanzia di Italia Uno, Matricole&Meteore (relegato in uno studio-scantinato con ospiti scrausi e massacrato a colpi di montaggio raffazzonato e messa in onda discontinua). LPEIS2-IR è ambientato nello studio del Grande Fratello per la parte show (e già si va al risparmio) ed in una villa alle porte di Roma per la parte reality. Fa presenza la solita giuria-di-non-qualità con una sempre più odiosa Platinette (che fa pure piangere una pupa accusandola di anoressia: mai nessuno che abbia il coraggio di dire alla obesa opinionista transgender che forse è più in pericolo di vita lei che pesa otto quintali, che tutte le anoressiche del Pianeta messe insieme), una immancabile Alba Parietti (fa piacere vedere che si sia ripresa completamente dopo i funerali di Vianello dov’era – anche lì – in prima fila), uno Sgarbi meno polemico e più divertito del solito, un poco utile Claudio Sabelli Fioretti e una irriconoscibile Angela Sozio (non faccio nemmeno la fatica di scriverne il nome in grassetto), tirata come una bestemmia.

La conduzione di Enrico Papi non si discosta dal suo standard: lo “Zucca Quiz“, momento di “vero godimento” nella prima edizione programma, sa di già visto e risulta qui molto “falso“. Si nota lontano un miglio che le pupe, oltre ai bigodini, in testa si sono già fatte i loro bei conti, recitando secondo copione il ruolo delle cretine anche se forse non lo sono fino in fondo (e in ogni caso non si può biasimare una ventenne che non conosce Bertinotti. Anzi). Peccato che siano pessime attrici ed il tutto alla fin fine è poco credibile ed ancor meno divertente. La Barale nel programma è pressoché inutile, proprio come lo fu all’epoca la Panicucci. Federica, però, almeno sembrava avere in mano la situazione; Paola, invece, sembra stata strappata di forza ad un outlet Dolce e Gabbana e scaricata in studio per puro caso: è indubbiamente meno svitata di quando faceva l’inviata della Talpa, ma gli effetti collaterali di certe sostanze che ha assunto insieme a Raz Degan (e non parlo dello Jagermeister) si vedono ancora alla grande.

Certi momenti sono davvero inutili e ripetitivi: tipo la sfilata in mutande dei secchioni e le pose alla Hulk (a fianco di uno che più che Hulk pareva Shrek). E se la prima stagione scoprì i momenti hot in corso d’opera, facendo emergere spontaneamente il filone a luci rosse durante le settimane, stasera si è puntato praticamente tutto sull’ hot-factor. Una inquadratura ogni due era tettologica chiappologica: una esibizione del sesso talmente fastidiosa da risultare indigesta, perlomeno quanto gli ultimi programmi tv di Enrico Papi.

Le coppie:

Francesca e Cavazzoni – Lei sulle pagine di Playboy sembrava più figa; stasera pareva la Cucinotta dopo una centrifugata. Lui non mi dice nulla. Coppia scialba, voto 4

Maria Teresa e Bianco – Lei è una specie di Gregoraci dopo il divorzio da Briatore, lui un gran cagacazzi. Voto 3

Flo e De Camillis – Lei è rumena e completamente rifatta: praticamente è arrivata in Italia in gommone, solo che il gommone erano le sue labbra. Lui non è geek, non è sfigato, forse è solo un po’ troppo “medioman”. Voto 5

Monica e Garagozzo – Lei ha capito che accoppiarsi con il più sfigato del gruppo le garantirà longevità televisiva. Alba Parietti la definisce cordialmente “Cicciolina da giovane” e lei apprezza il complimento (avrei pagato miliardi per sentire una risposta tipo: “Cara Alba, lei invece mi pare Eva Robin’s da vecchia”). Lui è accusato di puzzare. Voto 6-

Elena e De Giovanni – Lei afferma di essere l’unica non rifatta, ma magari sarebbe meglio che ci facesse un pensierino. Lui è il più modaiolo dei secchioni. Voto 5/6

Ludovica e Corteggi – Lei è la più gnocca del gruppo, lui ha bisogno di una ceretta fatta col lanciafiamme ma probabilmente sarà l’unico che sopravviverà “artisticamente” anche dopo il reality (come degno erede di Omar Monti). Voto 7+

Pasqualina e Tassinari – Lei è la nuova Mara Carfagna con ambizioni da babysitter, in quanto lui ha voce, espressioni ed atteggiamenti al limite del bambinesco. Potrebbero riciclarlo come bambino prodigio nella prossima edizione di “Io Canto”. Sono, però, una coppia molto televisiva. Voto 7

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