Dalla nostra inviata al Mi-Sex

Anche se in ritardo sulla festività rosa, cedo la linea al (LUNGHISSSSSSSSIMO!) racconto dell’otto marzo seccsi di Elena “la fan di Mercutio” che, dopo la laurea in Sexy Bar ed il master in Peperine, è andata a fare uno stage in quel luogo di perdizione che è il Mi Sex, la manifestazione fieristica meneghina dedicata al mondo dell’ard ( = arte + hard ). E nel prossimo reportage, il racconto esclusivo della limonata con Maurizia Paradiso.

Finalmente, dopo un anno dal suo acquisto, la mia 500 sport ha fatto la sua prima gita fuori della provincia e, con un paio di amiche, siamo andate a festeggiare la Festa della Donna al MI Sex. Da un po’ rimuginavo l’idea di andare a vedere una di queste fiere dell’erotismo… Un po’ come andare alla fiera del fumetto ma anziché trovare un tipo combinato da Batman o Naruto, ti ritrovi davanti un’infermiera Sadomaso o una donna di mezz’età che porta al guinzaglio il marito [chissà se esistono i cosplayer di Rocco Siffredi – ndCsnf].

L’idea di partenza era di farsi un giro vivendolo come una specie di carnevale alternativo, calandosi nella fossa con scollature, mascherine e tacchi scomodi. Consce fin dalla partenza di esser tra le poche comuni mortali in mezzo a una calca di maschi medi accorsi a rimirare un po’ di inarrivabile figume del mondo del porno, una volta arrivate ci si infila alla fiera e si paga (amara scoperta che lo sconto da presentare alla cassa, stampabile dal sito, magicamente non è valido, senza spiegazione). Noi, visto il prezzo del biglietto, siamo andate lì decise a passarci piu’ tempo possibile vista la chiusura alle 2.00 di notte. L’apice delle presenze si è riversato al Mi Sex verso le 21.30, quando sono esplosi gli spettacoli a pagamento aggiuntivo, mossa astuta per incrementare gli introiti. Il connubio sesso e denaro è stato largamente rispettato come da aspettative attingendo dalle tasche di una massa di allupati di ogni età.

Intorno al salone centrale con il palco principale, parte piu’ viva del Mi Sex, un costante bagliore dato dai cellulari puntati a carpire visioni dal basso di merce ben esposta. Tra un’attricetta hard emergente e una spogliarellista qualunque, saltavan fuori di tanto in tanto artisti del settore che mettevano in scena spettacoli sul serio. Il mio preferito era un uomo pelato che s’aggirava per la Fiera vestito da Nobiluomo di inizio secolo con bastone da passeggio [ma questo “bastone”… è quello che penso io? – ndCsnf]. Lui e la sua partner tatuatissima si sono esibiti in una rivisitazione di Arancia Meccanica: una cosa forse troppo raffinata per esser capita, mi sa. Tutt’intorno piccoli stand di massaggi ai piedi, di filosofia erotica di un non ben specificato mago del porno, di una signora taglia XXL che fa spettacoli Burlesque con abiti di sua creazione (che saluto perché è spettacolare!) e sexy shop piu’ o meno conosciuti. C’era anche un’agenzia di viaggi che organizza porno avventure nel mondo, dalle informazioni acquisite la meta piu’ gettonata è la Giamaica (io pensavo la Thailandia, si smette mai di imparare!). Alle spalle del palco delle poltroncine a piu’ file, tipo cinema, in maggioranza occupate da donne e ragazze in cerca di riposo dal dolore crescente ai piedi dopo ore che giran là dentro. Immancabili i maniaci da ultima fila che ti si piazzano alle spalle mentre sei lì a riposarti e iniziano a puntarti e bisbigliar qualcosa di incomprensibile, innocui ometti over 40 con panzetta e camicia a scacchi che si aggirano soli e sbavanti per la Fiera, portafoglio gonfio e aria da preda ottimale per le cabine dei Peep Show.

Nel resto dello spazio ci sono altri stand dei piu’ svariati generi: un grande sexy shop che ogni ora fa spettacoli dal vivo (sempre della stessa tipa); presentazioni di produttori e produzioni Hard; uno stand che vende dolci a forma di falli ( nelle piu’ svariate dimensioni… peraltro la dicitura “per tutti i gusti” qua calza a pennello … a pennello… uh uh ); un’area donna con un giocone mai visto: cavalca il toro meccanico (ma non era un toro… era il parente piu’ grande dei cioccolatini di cui sopra!); un gruppetto di Drag Queen veramente disponibili e gentili e un negozietto di scarpe dove si scopre che la proprietaria è Nuvola Nera, una pornostar. Con lei ho attaccato bottone iniziando la conversazione con: Ma io ti ho vista a Sexy Bar!! [Ma Sexy Bar lo faranno ancora quando spariranno le tv analogiche e passeremo tutti sul digitale terrestre? – ndCsnf]

Una cosa ho notato e mi ha davvero divertita: se sei femmina e sei vestita sufficientemente in modo anonimo, tutti gli artisti e gli ospiti sono gentilissimi e disponibilissimi con te, perché non cercherai di mettergli le mani addosso; se attacchi bottone o gli chiedi foto, non è per spacciartela con gli amici e i colleghi il giorno dopo, e se dimostri di sapere chi sono, o di apprezzare le loro esibizioni, sono anche lusingati. Sì, perchè ho appreso che dietro a molti di questi spettacoli ci sono davvero delle prove e delle coreografie, delle gare e dei premi. Non è solo un’esibizione di carne da macello per depravati. In realtà c’è di piu’ nascosto dietro il velo di attrazione per spettatori paganti. Almeno, nella buona parte dei casi è gente che ha scelto un mestiere non tradizionale con tutta la passione che ci occorre per andare avanti… E devo dire che forse eran piu’ serene con loro stesse e appagate del loro lavoro la ragazza XXL e le Drag Queen di quanto probabilmente non lo sia io e una moltitudine di gente in ogni dove [ah, sull’ “appagate” non ho dubbi – ndCsnf].

Ammetto di essermi lasciata coinvolgere esibendo la scollatura a uno stand per gioco, chiedendo autografi, fermandomi a parlare coi travestiti nell’area fumatori, prestando a una pornostar nei bagni la matita per gli occhi, salutando Drag Queen e pornodive quando mi passavano davanti. Brigitta Bulgari, madrina della manifestazione, si è intravista solo di sfuggita, ma la vera attrazione era Maurizia Paradiso: sta fuori come un balcone! Io me la ricordavo dai tempi in cui conduceva Vizi Privati (e parliamo della fine anni 80 inizio 90): ne avevo perse la tracce ed è stata una rivelazione: veramente allucinante, completamente senza freno, controllo e inibizioni. Sparava una stupidera e poi diceva ”Applauso”… e la folla applaudiva [ma… nemmeno uno svenimento? Sicura che fosse davvero lei? – ndCsnf]. Preso il controllo del palco per tre ore, Maurizia ha fatto spogliare 3 tipe del pubblico. Una era decisamente lanciata e coinvolta. Una ragazzetta piuttosto comune con dei jeans e una magliettina. Proveniva dalla Sicilia e aveva fatto chilometri e chilometri per essere lì.  Si è denudata e gli spettatori sono impazziti… Credo che, dopo ore di esibizioni di troppa perfezione e disinvoltura, l’attrattiva di qualcuno piu’ alla loro portata che si lascia andare, sia ancora piu’ eccitante per degli ormoni già in fibrillazione. Alla fine questa giovincella disinibita ha vinto un viaggio in Giamaica per acclamazione popolare (peccato che un paio d’ore dopo l’ho rivista in giro con un vestitino argentato giropassera e pareva decisamente piu’ immersa nel mondo del porno di quanto aveva dato a credere…)

Ad ogni modo, se si va al MI Sex e si cerca qualcosa di interessante, bisogna seguire quella che io ho ribattezzato “La Logica della Pozza d’Acqua”: se in tempo di Siccità gli animali della savana si riversano tutti in massa attorno al laghetto per abbeverarsi finchè non si esaurisce la fonte, così lo spettatore medio si accalca dinanzi allo spazietto dove una sta mostrando una tetta o due si stanno addirittura (!!) baciando. I cellulari sollevati e le macchinette fotografiche scattano a caso nella ressa sperando di cogliere qualcosa per cui tornare fieri ed orgogliosi dagli amici non intervenuti (notare quindi come la regola “ Tira piu’ un pelo di **** che un carro di buoi” superi la spavalda convinzione del “ Io in mezzo a tutti maschi, mai!! “ perché l’uomo medio, in qualsiasi altra situazione, non si lancerebbe mai in mezzo a una ressa del suo stesso sesso, l’uno sull’altro, tutti eccitati e schiacciati come sardine… ) [non hai mai visto una partita di rugby, allora… – ndCsnf]. Al Mi Sex, più che la manifestazione in sé, è trash la gente che vi accorre. Di per sé l’esperienza è stata interessante e piacevole, quasi sicuramente vedro’ di andare anche al Bergamo Sex a Settembre [la stiamo perdendo… – ndCsnf]; le chiacchiere in zona fumatori con le Signore Esperte e i Travestiti lo danno per buono [ecco, l’abbiamo persa definitivamente – ndCsnf]. E poi lì dovrebbero esserci molti piu’ grandi nomi di richiamo: cosa non avrei dato per fare una foto con Trentalance!! [meglio che non ce lo dici cosa avresti dato perché qui circola gente dall’immaginazione folle – ndCsnf] Un consiglio un po’ per tutti: almeno una volta, così, per ridere… andateci. E se non sapete come giustificare la vostra assenza un fine settimana, inventatevi una balla: c’è in giro gente convinta che io sia stata a una Mostra di Paramenti Sacri del 1400!

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