E rimetti a noi i nostri debiti, come Bruno Vespa li rimette a Morgan

“Quanti anni ha sua figlia?”. Bruno Vespa comincia così, in maniera brutale senza un “ciao”, senza un “bella zio”, e su un terreno emotivamente delicato, l’intervista a Morgan che culminerà con l’immersione del cantante in una bacinella di acqua benedetta dalla quale il peccatore uscirà redento, purificato e forse pure con la verginità riacquisita.

Con toni funerei (a cui, scusatemi, credo poco), gli occhi fissi nel vuoto, la faccia persa tra le mani sui cui palmi rimane attaccato il cerone, il Pirata Morgan dichiara di essere pentito, di avere sbagliato, che la droga è un errore e che si sta già curando. Ma anche che le sue dichiarazioni sono state enfatizzate da un giornalista poco corretto.

Il ministro Meloni – con degli orecchini luminescenti tipo sguardo di civetta che ti osserva nella notte – ribadisce che, a causa del ruolo di “guida dei giovani” che Morgan rivestiva in un programma televisivo dove scopriva talenti, le sue dichiarazioni sono molto pericolose. Ma mai quanto ricevere una cazziata in diretta con l’accento romanesco dalla ministra della gioventù. Nel frattempo, a Vespa, viene voglia di tirare fuori il plastico della scenografia di X-Factor.

Livia Turco non fa in tempo a cominciare un discorso che scoppia in lacrime. La parlamentare del PD si sente coinvolta come fosse la nonna del Pirata e da esperta di sostanze stupefacenti (ricordiamo che il suo “decreto Turco” raddoppiava la quantità di droghe leggere consentite per uso personale) gli dà dei consigli su come rollare.

Don Mazzi afferma “Morgan, tu sei un mito per i giovani” e “potrei essere tuo padre”. Questa è la vera notizia della serata.

Gli psichiatri in studio accusano il cantautore di schizofrenia e gli ricordano che “sta rischiando le penne”. Comunque, se è sopravvissuto alle sessioni bondage con Asia Argento, vuol dire che la scorza ce l’ha bella dura.

Per Claudia Mori questa puntata di Porta a Porta è utile perché, a differenza dei soliti talk show televisivi pieni di sgarberie, c’è un dialogo sereno. Rimpiango le puntate in cui si parlava di tette rifatte.

Secondo Enrico Ruggeri, Morgan è uno dei tanti “leader opinion” (eh?) in cerca di visibilità in quanto le sue canzoni non le conosce nessuno. L’accusato risponde che è un po’ deluso dai toni polemici usati da Ruggeri e ci tiene a precisare che altri colleghi, invece, si sono schierati dalla sua parte e gli hanno dimostrato immediata solidarietà. A tal proposito cita una mail inviatagli da Vasco Rossi…

Ha mantenuto lo sguardo basso, il volto contrito e il tono di circostanza per quasi tutta la sera, abbozzando qualche sorriso sospetto sotto i baffi, Morgan. Ad un certo punto ha tentato di attaccar briga con Gianmarco Mazzi, dandogli del “farraginoso” proprio quando il direttore artistico del Festival stava considerando l’idea di reintrodurlo nella gara in extremis. Al che l'”alternativo e ribelle” ex giudice di X-Factor, sempre pronto a scagliare invettive contro la popolanità, si scusa per l’uso offensivo del termine (?) e per tutto quello che di male ha pensato dal 1983 ad oggi, piegandosi alle più becere regole del perbenismo plebeo pur di poter sperare ancora nel sogno sanremese (anche se Don Mazzi gli fa dire “chissenefrega di Sanremo“: grazie per la citazione, ma chi ci crede?). Ergo: se è ipocrita chi lo critica per le sue dichiarazioni moralmente sconvenienti, lo è altrettanto lui stesso che ha scelto di allinearsi al più sterile falso conformismo seda-opinione-pubblica rinnegando il suo personaggio di “artista maledetto” con il quale ci frantuma i maroni da anni. Morgan torna dunque a casa dalla figlia (di otto anni) con una benedizione urbi et orbi, rinsavito e investito dell’indulgenza plenaria. E con un ventilato invito al Festival come ospite d’onore. Ma per quanto mi riguarda, se prima aveva 100 punti, adesso ne ha persi 999027944007E+55. E comunque, adesso basta, perché tre post in tre giorni sullo stesso argomento sono oggettivamente improponibili.

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