Il capro espiatorio della nostra ipocrisia-ia-ia-o (ma anche della sua-a-a-a)

morgan cocainaNon erano bastate le polemiche sulla canzone di Povia che si propone di raccontare “la verità” sul caso Eluana Englaro; non era bastata neanche la defe(ca)zione di Madame Carlà Brunì che ha rinunciato all’ospitata al Festival per colpa di Cristicchi, reo di averla nominata impropriamente nel suo brano (ma dall’Eliseo smentiscono). E’ servita, invece, la squalifica di Morgan dalla gara canora a causa di uno scandalo basato sul nulla per accendere finalmente i riflettori e far discutere il Paese intero sulla sessantesima edizione della kermesse più amata dagli italiani (in età pensionabile). Una edizione che ha l’assoluto bisogno di far parlare di sè, in quanto finora il gossip festivaliero è passato completamente inosservato facendo aleggiare sull’Ariston lo spettro anticipato del flop, tanto che Antonella Clerici sta meditando il suicidio con una zuppa di porri.

Le contestabili dichiarazioni di Morgan sulla sua dipendenza dalla cocaina inquietano e dividono l’opinione pubblica. Da una parte si schierano i bacchettoni che si scoprono devoti al servizio pubblico solo in occasioni come questa (i quali vogliono il canuto artista epurato subito dalle reti Rai in nome di una ipocrita moralizzazione di facciata) e dall’altra le – mi autocito– “carampane ormonose tra i 30 e i 40 anni regredite biologicamente come sotto effetto di una flebo da centoventi litri di Oil of Olaz” (le quali sarebbero pronte ad incatenarsi ai trombonisti dell’orchestra pur di manifestare il loro dissenso nei confronti dell’eliminazione dal Festival del loro beniamino). Neanche il tempo, per quelli che non rientrano in queste due categorie, di prendere posizione, che il caso Morgan sembra già risolto.

La cosa ha dell’incredibile. Meno di 24 ore fa l’ex giudice di X-Factor era il peggiore dei tossici, un esempio negativo per i giovani, la vergogna del servizio pubblico, ma contemporaneamente un uomo schietto e coraggioso, senza peli sulla lingua che forse ha peccato di ingenuità. In questo momento, invece, è già in rehab muto come un pesce con la benedizione del ministro Meloni che ieri lo etichettava come “cattivo maestro”, mentre oggi – secondo la stessa – si merita di fare “cento Sanremo”. E solo perché con puntuale tempestività il nostro “pirata” ha ammesso di aver sbagliato e di essere già in cura per risolvere il problema della sua dipendenza. Ma che saggia decisione, ma che uomo diligente. Da leone a pecora nel giro di mezza giornata, ma almeno ne guadagnerà in salute. E adesso, se si farà anche sgamare mentre va a Escort, gli consegneranno pure il premio della critica.

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