Canzoni che (non so se) sentiremo

Scritto da Chissenefrega il 20 gennaio 2010 – 19:51 -

Matteo Bordone (quello sostituito a X-Factor da Carlo Pastore, poi sostituito a Radio 2 da Carlo Pastore, nonché quello che su Wired il mese scorso ha testato l’efficacia di un water giapponese e mi sa che Carlo Pastore lo sostituirà a breve anche lì che seduto sopra ce lo vedo particolarmente bene) scrive sul suo blog, “cantautrice nun va: proviamo fregna?” Come dargli torto? Io ai tempi di “Sweet about me” scambiavo Gabriella Cilmi con Amy Mc Donald, e di certo il look non aiutava né l’una né l’altra. Persa per strada l’amica dell’Happy Meal, quest’altra ha avuto l’immensa fortuna di duettare sulle flautate note della grande hit “Non ti aspettavo libertà” in compagnia del famosissimo Nevio, che non è un mix tra Ne-Yo e Povia, bensì l’artista tedesco del momento (eh capperi…). Oggi la diciannovenne australiana ritorna col botto grazie ad un nuovo singolo, quello della maturità artistica (e probabilmente anche scolastica): non so se è merito dell’ambientazione telefilmosa del video, dell’intro in stile sigla anni 80, delle coreografie mutuate da Passaparola, del malcelato taroccamento ai danni di Joe Jackson e dei Vah Halen, oppure del suo stravolgimento d’immagine in stile Bianca Guaccero dopo un restyling della carrozzeria, ma trovo la canzone altamente gradevole per le mie orecchie (tranne nell’evitabilissima parte parlata/pseudorappata dopo il secondo minuto).

Rediviva dopo dieci anni di fermo e dopo una quindicina buona dal suo ultimo successo: Sade, la raffinata cantante di “No Ordinary Love” (Gesù, mi sembra ieri… se penso a quanto tempo è passato, mi viene la colite ulcerosa), probabilmente ha finito i soldi. E probabilmente i suoi fan dell’epoca vivono in eleganti ricoveri per la terza età aggrappati all’ultimo Amplifon. Comunque il nuovo singolo “Soldier of Love” (che pare “No Ordinary Love” remixato da Young Jeezy) è un pezzo di gran classe, in stile Rihanna da vecchia (che è praticamente la Rihanna attuale).

Sembra impossibile: tra tutte le oscenità che sono passate in tre anni e mezzo attraverso queste pagine, non ho mai pubblicato un filmato contenente scene di sesso esplicito. E’ sempre stata una scelta editoriale ben precisa, d’altronde questo è un blog per famiglie cristiane, donne moderne, uomini col fifì (oppure col wi-fi) e bimbiminkia col 10 in kondotta. Faccio un’eccezione per il nuovo video dei Massive Attack: senza ribadire quanto importante sia stato negli anni il loro apporto alla musica elettronica, dico solo che “Paradise Circus” – il singolo/video del loro gradito ritorno – merita non solo la visione, ma anche la comprensione dell’intervista in esso contenuta. Si tratta di una canzone-documentario sulla vita di una ex pornostar (Georgina Spelvin, la “Miss Jones” di uno storico film hard), ormai ultrasettantenne. E se l’inisieme non passa inosservato, il merito non è solo delle scene forti (la visione è destinata ad un pubblico adulto o che ha visto almeno una puntata intera di Domenica 5).


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7 Commenti a “Canzoni che (non so se) sentiremo”

  1. Biologa ha detto:

    anche a me la canzone della Cilmi era piaciuta la prima volta che l’ascoltai!

    Amy McDonald, ho sentito il suo nuovo singolo in macchina alcuni giorni fà – credo si intitoli qualcosa come ‘don’t tell me that it’s over’ – non mi è piaciuto molto, ha cambiato un pò stile e anche voce… pare Shakira :shock:

  2. larvotto ha detto:

    Guarda, mi piacciono tutte e tre :)
    Sade nonostante i suoi 2857 anni si difende ancora bene

    ps
    Parentesi porno: io trovo i film girati negli anni 70 carichi di un erotismo che agli attuali manca.
    bon
    :)

  3. sara ha detto:

    L’unica degna di nota?? Sade.
    Bellissima voce e l’album che uscirà ai primi di febbraio lo comprerò a scatala chiusa.

  4. iry ha detto:

    ciao chissene!!!
    è la prima volta che scrivo, me ti leggo da un po’ , ed i tuoi post m fanno sempre morire dal ridere!!!
    complimentissimi!!
    solo una cosa: non è che potresti scrivere qual cosa d’ altro su marco mengoni??? dopo x factor non l’ hai più citato!!!
    ciauuuuuuu

  5. Chissenefrega ha detto:

    @Larvotto: guarda, hai pienamente ragione: i porno degli anni 70/80 erano in molti casi anche degli interessanti esperimenti artistici o di mix tra generi cinematografici (mi vengono in mente i film del primo Joe D’amato, per esempio). I registi e gli attori erano professionisti, approcciavano il lavoro sul set hard come se stessero girando un film “serio”, venivano attuate scelte stilistiche e tecniche degne del cinema con la C maiuscola, la fotografia era deliziosamente “calda” grazie all’uso della pellicola, si tentavano trame e sviluppi (per quanto improbabili) e c’era un profluvio di “peli e sudore” che dava un certo senso di realtà. Oggi quel tipo di cinema non esiste più, ormai i film hard sono delle riprese di atti perlopiù meccanici orientati alla fruizione su pornotube, i protagonisti sono tutti truccatissmi, le donne siliconate, i maschi viagrati, l’amatorialità la fa da padrona e, se va bene, il mezzo di ripresa migliore è una webcam fissa…

    @iry: grazie… riguardo a Mengoni: mi sto tenendo tutto dentro, in modo da sfogarmi quando lo vedrò a Sanremo :P

  6. iry ha detto:

    ok ho capito….. ma nn essere troppo cattivo daiii

  7. Riotboy ha detto:

    Il video dei Massive Attack ricorda gli Air meno ispirati, mi aspettavo di meglio..
    E poi a 7 anni io e un mio amico rubammo un porno di suo padre di cui ricordo ancora il nome “Marina e la sua bestia” …da allora non mi sono più avvicinato ai porno (gay o etero che fossero, giuro mi fanno vomitare), ai cavalli e alle vagine hairy.



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