Canzoni che (non so se) sentiremo

Matteo Bordone (quello sostituito a X-Factor da Carlo Pastore, poi sostituito a Radio 2 da Carlo Pastore, nonché quello che su Wired il mese scorso ha testato l’efficacia di un water giapponese e mi sa che Carlo Pastore lo sostituirà a breve anche lì che seduto sopra ce lo vedo particolarmente bene) scrive sul suo blog, “cantautrice nun va: proviamo fregna?” Come dargli torto? Io ai tempi di “Sweet about me” scambiavo Gabriella Cilmi con Amy Mc Donald, e di certo il look non aiutava né l’una né l’altra. Persa per strada l’amica dell’Happy Meal, quest’altra ha avuto l’immensa fortuna di duettare sulle flautate note della grande hit “Non ti aspettavo libertà” in compagnia del famosissimo Nevio, che non è un mix tra Ne-Yo e Povia, bensì l’artista tedesco del momento (eh capperi…). Oggi la diciannovenne australiana ritorna col botto grazie ad un nuovo singolo, quello della maturità artistica (e probabilmente anche scolastica): non so se è merito dell’ambientazione telefilmosa del video, dell’intro in stile sigla anni 80, delle coreografie mutuate da Passaparola, del malcelato taroccamento ai danni di Joe Jackson e dei Vah Halen, oppure del suo stravolgimento d’immagine in stile Bianca Guaccero dopo un restyling della carrozzeria, ma trovo la canzone altamente gradevole per le mie orecchie (tranne nell’evitabilissima parte parlata/pseudorappata dopo il secondo minuto).

Rediviva dopo dieci anni di fermo e dopo una quindicina buona dal suo ultimo successo: Sade, la raffinata cantante di “No Ordinary Love” (Gesù, mi sembra ieri… se penso a quanto tempo è passato, mi viene la colite ulcerosa), probabilmente ha finito i soldi. E probabilmente i suoi fan dell’epoca vivono in eleganti ricoveri per la terza età aggrappati all’ultimo Amplifon. Comunque il nuovo singolo “Soldier of Love” (che pare “No Ordinary Love” remixato da Young Jeezy) è un pezzo di gran classe, in stile Rihanna da vecchia (che è praticamente la Rihanna attuale).

Sembra impossibile: tra tutte le oscenità che sono passate in tre anni e mezzo attraverso queste pagine, non ho mai pubblicato un filmato contenente scene di sesso esplicito. E’ sempre stata una scelta editoriale ben precisa, d’altronde questo è un blog per famiglie cristiane, donne moderne, uomini col fifì (oppure col wi-fi) e bimbiminkia col 10 in kondotta. Faccio un’eccezione per il nuovo video dei Massive Attack: senza ribadire quanto importante sia stato negli anni il loro apporto alla musica elettronica, dico solo che “Paradise Circus” – il singolo/video del loro gradito ritorno – merita non solo la visione, ma anche la comprensione dell’intervista in esso contenuta. Si tratta di una canzone-documentario sulla vita di una ex pornostar (Georgina Spelvin, la “Miss Jones” di uno storico film hard), ormai ultrasettantenne. E se l’inisieme non passa inosservato, il merito non è solo delle scene forti (la visione è destinata ad un pubblico adulto o che ha visto almeno una puntata intera di Domenica 5).

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