DW5 & B&S3

Puntuali come il Natale (o il Ferragosto, che sono gli unici due periodi in cui non si rischia nulla a mandarli in onda) ritornano su Rai Due due telefilm a tematica “famigliare” tra i più premiati ed apprezzati dal pubblico (americano, s’intende). Per quanto mi riguarda, entrambi sono in “seconda visione”.

Attenzione, spoiler che ormai sanno anche i sassi.

Di Brothers and Sisters ho amato la prima stagione. La seconda mi è sembrata parecchio al ribasso, in particolar modo nella fase finale: personalmente non ho apprezzato nemmeno un po’ la scoperta che Rebecca non è una Walker: insomma, due intere stagioni erano appese attorno a questa situazione con la ragazza che cercava di farsi accettare dalla sua vera famiglia e poi si scopre che è tutto un inganno della madre che si è repentinamente trasformata in una avida sgualdrina? Cioè, servivano quaranta puntate per fare un test del DNA? Questa rivelazione – che sa tanto di espediente per allungare la brodaglia in modo che finalmente possa nascere la quasi incestuosa storia d’amore tra la ragazza e il non più fratello Justin – mi ha lasciato non poche perplessità, ma ancora di più me ne ha lasciate il fatto che ora c’è un nuovo “probabile figlio Walker” da ricercare. In pratica la serie si è azzerata e con la terza si ricomincia tutto daccapo solo che tutto sembra già visto. E la tanto distintiva coesione attorno alla figura matriarcale spesso vacilla per delle futili inezie. Ho abbandonato la visione poco prima della metà della terza stagione, anche sfiancato dalle gravidanze isteriche di Kitty.

Desperate Housewives invece non delude (anche se qualche pecca non manca): l’avevo già visto “illecitamente” la scorsa primavera (come già scritto qui, perché la curiosità mi aveva trapanato l’anima) e sicuramente la quinta è una stagione spiazzante, anche se in corso d’opera si ristabilisce un certo status quo. Si parte col salto nel futuro di un quinquennio, dove la mia adorata Gabrielle è una plurimadre di famiglia mezza barbona; Lynette è alle prese con dei figli adolescenti e teppisti; Bree è la nuova Anna Moroni e Susan non sta più con Mike Delfino dopo un tragico incidente che sarà il filo conduttore dell’intera stagione.

Da tenere d’occhio:

  1. la Signora McClusky: una vera rivelazione.
  2. la “resurrezione” di Mike (ma in realtà non era mai morto anche se, con geniale abilità di scrittura, la stessa Susan ci fa credere il contrario).
  3. la tredicesima puntata (che è anche la 100ma della serie in cui si ritorna al passato con un memorabile flashback, se siete appassionati di questo telefilm non potete assolutamente perderla).
  4. la diciannovesima puntata (ovvero quella del funerale di Edie, l’episodio è narrato eccezionalmente dalla sua voce e non da Mary Alice).

Si poteva fare meglio:

  1. Il “giallo” che coinvolge il neomarito di Edie: si capisce tutto dopo poche puntate e alla lunga stufa per prevedibilità ed eccesso di inverosimiglianza; in alcuni momenti si superano ampiamente i confini della realtà (e anche della fiction). Per fortuna la parte comedy colma ampiamente le lacune della parte mistery.
  2. Il “finale ciclico” con l’incidente di Dave è l’apoteosi dell’assurdità del filone drammatico della season five.
  3. Un po’ fiacco e ripetitivo il cliffhanger per la sesta stagione: Mike sposerà la sognatrice Susan (ancora?!) oppure la coraggiosa Katherine? Crollo verticale della curiosità: onestamente, interessa ancora a qualcuno questo ennesimo tira e molla?

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