X-Factor 3 – La semifinale con vincitore annunciato e inediti dei concorrenti

Marco Mengoni vince X-Factor 3

Penso che avrei fatto meglio ad intitolare questo post “X-Factor3 la finale: vince Marco Mengoni”. Che senso ha farci penare un’altra settimana per confermare ciò che fin dall’inizio era già stato ampiamente previsto? Nonostante Morgan cerchi di intorbidire le acque (propagandando nel daytime la vittoria di Silver, per carità), è fuor di dubbio che sarà il suo stralunato pupillo a portarsi a casa il contratto discografico da 300.000 euro: quel Marco “artista vero” ed unico talento nella pletora di aspiranti divi transitati sul palco dello show di Raidue; quel Marco che è sbocciato e cresciuto distinguendosi per capacità d’interpretazione (ma considerato il livello di certi suoi competitor non era poi così difficile imporsi); quel Marco un po’ Forrest Gump e un po’ emergente icona gaia; quel Marco che da Nina Simone a Prince, da Mia Martini a Michael Jackson, da Umberto Bindi a Rosy Bindi, dove lo metti sta, senza sfigurare, ma confondendo anche un po’ il pubblico su quale sia la sua reale identità musicale. Stasera è la serata della presentazione degli inediti e quello affidatogli potrà darci una netta indicazione su quale sarà il suo futuro discografico dopo l’esperienza di X-Factor. Avremo un nuovo idolo bimbominkia alla Valerio Scanu? Una nuova Anna Tatangelo in cerca di marito? Un coraggioso esperimento electropop stile Sam Sparro all’amatriciana? La cosa migliore sarebbe che Marco Mengoni non ricordasse nessun altro, che trovasse uno spazio per esprimere se stesso in un mercato difficile e moribondo come il nostro. Forse se lo merita anche (beh, detto così, mi rendo conto che non sembri un grande augurio). Il suo inedito si intitola “Dove si vola” e questo titolo non promette niente di buono.

Non nascondo, poi, una certa curiosità nei confronti del singolo delle Yavanna: riuscendo a ricreare un’atmosfera da harem d’oriente come quella della settimana scorsa su “Pazza Idea”, potrebbero davvero farcela a stupirmi. D’altronde loro sono quelle che io all’inizio avrei voluto asfaltare sotto una colata di catrame fumante, ma si sono col tempo guadagnate i miei favori via via che perdevano per strada pezzi d’abito e contestualmente acquisivano sicurezza sul palco. Con buona probabilità il loro è stato il percorso di maggior crescita, di fronte al quale si sono poste sempre con grande umiltà, perlomeno fino a quando non hanno deciso di abbandonare le orecchie di silicone ed usare lo stesso materiale per rimpinguare i reggiseni. Ma al di là dell’aspetto estetico, la loro vocalità è d’indubbio interesse: se i mercati discografici volteranno loro le spalle, potranno sempre riciclarsi come suoneria dell’antifurto “Salvalavecchia Beghelli”. No, seriamente, si sente che il trio è affiatato, che la coesione non è una scelta forzata e paracula attuata per soli fini commerciali, ma fa parte di quel mondo sospeso tra il fatato ed il softcore al quale le tre sorelle hanno pienamente dimostrato di appartenere. Il loro inedito è “Una donna migliore“. Per non saper né leggere né scrivere mi pare poco azzeccato un brano al “singolare” per un trio vocale. Mi dà l’impressione di un pezzo scritto per qualcun’altra (tipo Ambrasophie) e riciclato per l’occasione senza troppi sforzi o ripensamenti.

Il resto interessa davvero poco. A Giuliano un timbro graffiato non basterà se non si metterà in testa di uscire dal ruolo di larva trocofora, anche solo per rispetto di chi per dodici settimane si è fatto il mazzo (cioè solo Marco e le Yavanna). E’ un po’ difficile immaginare che un due di bastoni, venuto fuori all’improvviso dal mazzo rimescolato, possa trasformarsi in un asso pigliatutto, se non è davvero carico di effettivo valore. Magari avrebbe bisogno di un pezzo molto forte per sperare nel “Giusy Ferreri Effect”: la Mori non poteva farglielo scrivere da Celentano? (ma mi sa che pure lui, di pezzi forti, non ne scrive più dagli anni 70). Chiunque ne sia l’autore, l’inedito selezionato per il cantante sardo si intitola “Ruvido“. Un po’ come la sua voce: scelta banale. Infine, c’è l’affaire Silver, il nostro tenero boyscout. Talmente tenero che si taglia con un grissino (ma anche direttamente con una sega elettrica). Non si è mai messo in evidenza una volta nell’arco di tre mesi (anzi no, una sola, ed è stato quando tutti gli altri hanno fatto peggio di lui: ma attendere il fallimento altrui per farsi notare non può essere una strategia che paga) e dopo la scandalosa esibizione della scorsa settimana culminata nel colpo di scena dell’eliminazione annunciata da Facchinetti, ma misteriosamente revocata dal notaio, è impossibile non sperare che riceva una qualche sorta di punizione divina tipo le emorroidi a tradimento. Canta “Fuori c’è il sole” e scommetto che nel testo non mancherà anche qualche “cuore” e qualche “amore”. Lo sapete, è dalla prima puntata che rimpiango Jury.

Tra gli ospiti della serata ci saranno i Finley e Gigi D’Alessio: bel modo di ricompensarci per avere dimostrato fedeltà per un’intera stagione ad un programma sempre più insostenibile. Siccome ho già scritto anche troppo, direi che stasera, per protesta, non ci sarà la Chissenecronaca qui sul blog, mentre è confermato il nostro gruppo d’ascolto live su Facebook (mai più senza!) a partire dalle 21.05, per scoprire insieme quali livelli di isteria raggiungerà questa semifinale e quali concorrenti approderanno (finalmente) all’ultima puntata.

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