X-Factor 3 – Decima puntata, Chissenecronaca live – Eliminata Chiara Ranieri

Signore e signori, ladies and gentlemen, popolo di Raidue, tutto è pronto per la decima puntata di X-Factor: anche la Bacheca Ammiraglia, risorta dopo i problemi tecnici della scorsa settimana per i quali ho deciso di fare causa a Mark Zuckerberg. Dalle 21.05, come di consueto, doppio live qui e su Facebook. Ci attendono anche Mariah Carey (che Facchinetti pronuncia come se stesse dicendo “Maiala al Curry“), Spandau Ballet (redivivi insieme alla bacheca), Amadeus e Matteo Becucci. Ebbene, di questi ultimi due avrei anche fatto volentieri a meno.

Ecco, ci spariamo subito la cartuccia Maiala al Curry, che non compare sui nostri schermi (televisivi) da millenni. Fosse stata ospite di un qualsiasi altro evento tv, avrebbero creato la suspance necessaria per tirare avanti almeno un paio d’ore prima di farla esibire. Vabbè, via il dente via il dolore.

Marco
Onda su onda (Bruno Lauzi)
Un po’ dandy, un po’ “Arisa meets Daniele Magro”. Marco ha ipotecato la vittoria fin dalle prime puntate perciò da lui bisogna pretendere il massimo. E lui il massimo lo dà quando canta cose meno vintage. E più anglofone. Penalizzato, voto 6 e 1/2

Paola
Briciole (Noemi)
Non concordo sulla scelta di questo pezzo: sembra che la Mori voglia denigrare Noemi colpendo indirettamente Morgan con una specie di messaggio subliminale del tipo: “Questa tu l’hai scartata l’anno scorso e invece canta meglio della tua protetta”. Paola è brava, ma né più e né meno dell’originale. Toglietela al più presto dalle grinfie della Molleggiated Housewife: non abbiamo bisogno di un clone di qualcosa che c’è già, se deve fare la fotocopia di Noemi, tanto vale che ci teniamo l’originale. Voto 4

Yavanna
Alexander Platz (Milva)
Se il muro di Berlino non fosse già stato abbattuto vent’anni fa, sarebbe crollato questa sera quando le voci delle tre Yavanne si sovrapponevano (onestamente, sentendole mi è venuta la pelle come quella di un tacchino al forno). Non mi sono piaciute, tranne che per il look (più adatto a Tinto Brass che a Fassbinder). Voto 5

Chiara
Vieni da me (Le Vibrazioni)
Defunta Ambrasophie è lei quella che ora si dedica più ai piagnistei che al resto. Ho letto in giro varie critiche nei suoi confronti, che appoggio. Chiara è una brava interprete, ma non ha l’X-Factor, ovvero quel carisma proprio dell’artista a tutto tondo (lei è tonda e basta, peraltro è identica a Moony, stasera). Voto 5

Giuliano
A chi mi dice (Blue)
Giuliano non conosceva la canzone (manco questa? Allora ricapitoliamo: non conosceva Duffy, né Amy Winehouse e nemmeno Don Backy). Perciò ha dovuto impararla in quattro e quattr’otto. Tommassini aveva ideato una simil-coreografia che lui però si è rifiutato di fare perchè nel suo cervello gira ancora Windows 98, il quale non gli consente di cantare e muovere i piedi contemporaneamente. Bella voce (lo sapevamo già) ma il pezzo non è poi così tanto adatto ad essere cantato in maniera “raspata”. Voto 5/6

Silver
Giornali femminili (Luigi Tenco)
Pezzo un po’ nosense, da recitare più che da cantare. Di fronte al piattume di questa serata, Silver si distingue – non tanto per le sue solite incertezze vocali – ma almeno per aver portato sul palco un minimo di originalità. Voto 6/7

Chiara è al ballottaggio. Dopo l’esibizione di un gruppo di “ragionieri in pensione” (il cui leader Tony Hadley sostituisce – grazie al cielo – Amadeus in giuria), prende il via la seconda manche tematica sulle note dei successi del “king of pop” Michael Jackson. Stendiamo un velo pietoso sulla coreografia tarantolata di Facchinetti, Tommassini e Morgan (eh, poi si lamentano dei bassi ascolti).

Giuliano
The Way You Make Me Feel
Chissà se almeno questa la conosceva. Mara obietta che manca la “fisicità” ed ha ragione, Giuliano è una specie di blob vivente. Vocalmente (mi ripeto) non male, ma non sono convinto appieno. Il suo Michael Jackson roco è un po’ snaturato. Voto 6 politico.

Yavanna
Will You Be There
Beh, pensavo peggio. A parte le solite imperfezioni quando cantano all’unisono, la performance è decisamente superiore a quella precedente. Poi la mora sembra la versione maschile di Michael Jackson. Voto 6/7

Silver
The Girl Is Mine
Meno male che dopo l’exploit di prima, Silver torna nei suoi consueti ranghi. Voto 4

Paola
I Just Can’t Stop Loving You
Prima che la new entry attacchi a cantare, Facchinetti e Tomassini ci avvertono che la scenografia che correderà la sua esibizione prevede l’uso di un effetto speciale che “noi usiamo per primi in Europa”. Qualcuno mi spieghi di che cosa si tratta perché io, oltre agli orridi tatuaggi del presentatore, non ho visto nulla. Nel frattempo scatta una delle risse più ignobili di tutti i tempi con Claudia Mori che scade nel facile turpiloquio e Morgan che urla, insulta e alla fine alza le due dita medie al pubblico che lo contesta. Castoldi attacca briga pure con Facchinetti che finora non ha brillato certo per eloquenza o per tentare di sedare la rissa. Il conduttore si becca del “populista, demagogico, retorico e vuoto”. “Se essere pieni significa essere come te, meglio esser vuoti” risponde piuttosto irritato Francesco. La deriva trash è totale, in questo momento X-Factor è peggio del peggior Amici. Tony Hadley è imbarazzato, e noi con lui. Tornando a Paola, abbastanza convincente. Voto 6 e 1/2

Marco
Billie Jean
La miglior performance della serata, corredata da balletto d’ordinanza che mette in mostra le qualità da popstar di Marco. Si poteva fare anche qualcosa di meglio, eh, soprattutto a livello di arrangiamento (Lucio Fabbri hai toppato, stavolta). Voto 7-

Silver al ballottaggio con Chiara: che il pubblico sott’ano si sia offeso per le due dita medie di prima e voglia punire Morgan (che in questo momento sta piangendo in maniera eccessivamente teatrale)? Quello che è certo è che le due vecchie megere godono. Morgan sembra ravvedersi all’ultimo momento: si scusa con il pubblico per i gestacci ed ammette le sue responsabilità. Decide comunque di eliminare Chiara, con la quale ultimamente il rapporto era diventato parecchio conflittuale.

Partita in quarta, Chiara, esattamente come Daniele Magro l’anno scorso, non ha saputo mantenere fede alle aspettative che attorno a lei erano state create. E’ la dura legge del talent show: fosse durato cinque puntate, Chiara sarebbe stata una candidata ideale per la vittoria. Ma con l’andar del tempo ha dimostrato le sue (comprensibili e legittime) debolezze, debolezze che un Giuliano o una Paola qualsiasi non avranno il tempo di far vedere, uscendo dalla competizione indubbiamente avvantaggiati.

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