X-Factor 3 – Quarta puntata, ospiti i Tokio Hotel. Eliminata Ornella al posto di Ambrasophie (non ho parole), riflessioni su un programma calante

Per motivi (odonto)tecnici indipendenti dalla mia volontà, ma attribuibili a quel figlio di buona donna del mio dentista (scusate: non sono io, è l’anestesia che parla in questo momento) questa settimana seguiremo X-Factor solo sulla Bacheca Ammiraglia di Chissenefrega in Facebook. Abbiate pietà; la Chissenecronaca qui sul blog per stavolta salta, con grande dispiacere dei “blog tarocchi” che dovranno copiare i loro post da qualcun altro. A proposito, vi ringrazio sentitamente per il supporto dimostrato nell’appassionante caso blog-forense “Csnf VS Bimbominkia anziana”: mi sono arrivati tanti commenti di solidarietà, molti di voi hanno bacchettato l’indebita appropriatrice (giudicata colpevole senza attenuanti) sul luogo del delitto ormai ripulito di ogni prova, ho ricevuto messaggi di sostegno su FB e mail di appoggio da gente che pensavo non mi leggesse più da anni. Vi dico la verità, non me l’aspettavo. E tutto senza interpellare né Gil Grissom, né Santi Licheri.

Tornando a noi: dopo tre puntate e in previsione di ciò che ci aspetta stasera, devo proprio dire che “non mi piace per niente la china che sta prendendo questo programma” (cit). Cantanti anonimi come mai prima d’ora e già convinti di essere star, scelte musicali poco interessanti e autoreferenziali, invasività eccessiva delle coreografie di Luca Tommassini, e poi loro – i tre giudici – in completo corto circuito. Se Mara esagera in empatia (saranno gli squilibri ormonali della menopausa in ritardo?) e Morgan risulta appiattito (ma forse non è colpa sua, la scorsa settimana ha detto testualmente che c’è qualcuno tra gli autori che lo ostacola e gli “rompe le palle”), Claudia Mori in quest’ultima settimana ha deciso di farsi odiare da quella parte d’Italia che ancora riusciva a sopportarla rilasciando a destra e a manca dichiarazioni strumentali in merito a quel “crimine” (o “sgarberia” come l’ha chiamata lei stessa) che l’ha vista protagonista, ovvero l’accostamento della sua figura attuale di balenottera attempata a quella di quando era un giovane crostaceo. La Molleggiated Housewife si è autoproclamata portabandiera di una rivoluzione sessantottina con quarant’anni di ritardo, proprio nel periodo storico che vede le tematiche di sfruttamento dell’immagine (e non solo) femminile all’ordine del giorno, già ampiamente dibattute per il fatto che coinvolgono con modalità alquanto sgradevoli personalità ben più autorevoli di quelle che partecipano ad un programma televisivo d’intrattenimento dove tutto è – peraltro – previsto da copione. Le sfuriate di una Claudia Mori qualsiasi sul degrado di questa società maschilista, sono magari concettualmente corrette (seppur scatenate da una pura carenza personale d’ironia), ma inutilmente ridondanti oltre che inadeguate per modo, tempo e luogo. E non è certo una come lei che può ergersi a paladina del femminismo, dato che riveste il ruolo che riveste non in quanto “donna emancipata” bensì in quanto “moglie di qualcuno“. E a proposito di quel “qualcuno”: tutti chiedono a Claudia Mori quando Adriano Celentano tornerà in tv; speriamo che qualcuno cominci anche a chiedere quando se ne andrà via lei.

Come se non bastasse, la quarta puntata del talent show di Raidue prevede l’ospitata più temibile della storia, un vero evento portasfiga che mina la millantata ricerca di qualità e del pubblico “laterale” di cui finora X-Factor si è sempre fatto vanto, e che potrebbe incrinare una volta per tutte il rapporto di fiducia con i telespettatori rilevati dall’Auditel (che già sono pochi: l’anno scorso il talent teneva testa all’edizione più forte di sempre del Grande Fratello, quest’anno fa risultati deludenti anche in assenza di controprogrammazione). Ma soprattutto potrebbe compromettere il rapporto fiduciario con quell’internet (cioè noi, voi e decine di altri siti, blog, forum e community) che garantisce al programma un battage pubblicitario unico e proveniente dal basso, regalo preziosissimo ma che sempre meno questo talent show sembra degno di meritare. Invitare come ospiti i Tokio Hotel incarna una scelta precisa: quella di un programma prossimo alla canna del gas che ripone tutte le sue speranze di crescita nell’Amicizzazione (in piena controtendenza rispetto all’X-Factorizzazione di Amici) per accalappiare un target giovanilistico troppo sfuggevole. Invitare come ospiti i Tokio Hotel ad X-Factor è come buttarsi a gambe aperte in un roveto, come spalancare le porte di casa durante un’alluvione, come uscire in giardino sperando di abbronzarsi mentre è in atto un’esplosione nucleare. Dopo questa sera Raidue si leccherà le ferite. E ci vorranno chilometri di lingua, quella lingua che finora è stata utilizzata per parlare a vanvera anziché per tentare di costruire uno show come si deve.

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