Missione fallita

La scorsa primavera (vi ricordate di questo post? E di quest’altro?) la chissenebilancia gridava sofferente “ottantunooooooooo!”; secondo i calcoli di un certo blogger gossiparo nonché matematico da strapazzo, egli allora supponeva che oggi il suo peso corporeo avrebbe dovuto assestarsi sui 75/76 chili, ma solo per poter entrare in un abito che aveva intenzione di riciclare in vista di una cerimonia. Calcolo previsionale basato su variabili aleatorie: alla fine non solo è stato costretto all’acquisto di un nuovo abito (anche perché tra i componenti della sua famiglia circolava ancora la fandonia che nessuno riusciva a debellare, ovvero: “non si mette mai lo stesso vestito a due matrimoni in cui c’è la stessa gente”…ora sarebbero necessarie anche indicazioni su calzini e mutande, grazie) ma l’altro giorno ha dovuto pure portare i pantaloni comprati un mese fa ad allargare, rivolgendosi al commesso del reparto modifiche sartoriali con la faccia da cocker depresso a cui hanno appena rubato l’osso. Questa vicenda ha il sapore amaro della sconfitta e anche di quel radicchio bollito che il nostro aveva cominciato controvoglia a ingurgitare per tentare  di tenere a bada le dimensioni del suo girovita.

Onestamente c’è da riconoscere che diminuendo i condimenti eccessivi, limitandosi in pausa pranzo, evitando le schifezze maionaiose (termine appena coniato che indica tutti quegli snack da bancone di bar pieni di maionese o salse similari spalmate in quantità tali da far impennare i trigliceridi anche a Jill Cooper), eliminando le bevande gassate omologate, resistendo al canto delle sirene dei Fonzies e dei Loacker che ti richiamano sbrodolosi dalle macchinette dell’ufficio, aggiungendo qualche verdura nei menù qui e là (il sottoscritto potrebbe siglare a breve un trattato di pace con i pomodori, un armistizio con le zucchine, una tregua con le melanzane, un cessate il fuoco con i fagiolini, la sospensione delle ostilità con i finocchi, ma voi cavolfiori non lo avrete maaaaai!!!!), ed essendo costanti con il classico “giro in bici(*) dopo l’ufficio, due/tre chili è possibile perderli senza problemi in poche settimane. Peccato che questo desperate blogger nostra vecchia conoscenza non avesse fatto i conti con il suo appetito da leone marino durante le vacanze spagnole, gli ettolitri di birra/Coca/Fanta tracannati durante i soggiorni iberici, nonché tutti quei meravigliosi stuzzichini che ti sparano il colesterolo ad altezze che neanche le montagne russe di Gardaland. E con la sua ineguagliabile pigrizia.

(*) A proposito dei giri in mountain bike, il sottoscritto ritiene che andare in bici con l’iPod nelle orecchie sia altamente dannoso. E non tanto perché molla inaspettatamente il manubrio trascinato dalla forza di certi arrangiamenti indierock o elettropop, improvvisandosi batterista o chitarrista nell’aere (con sommo stupore [o pena] di automobilisti, passanti e driver di auto mediche del 118 sempre in procinto di fermarsi per caricarlo in barella), ma perché cantando in playback le canzoni in riproduzione nel lettore, si ritrova la bocca ripiena di qualsiasi insetto sconosciuto anche all’entomologo Giorgio Celli. Comunque, si sente di rassicurare chiunque sul fatto che quella specie di coccinelle grosse e allungate, con solo due “puntoni” neri enormi sulle ali e le antenne arricciate – seppur facciano un po’ di resistenza nell’esofago – sono gustosissime. Ma di certo sono strapiene di carboidrati e grassi idrogenati, è palese, è tutta colpa loro se uno poi si gonfia come una mongolfiera. Da oggi, quindi, stop ai giri in bicicletta. (**)

(**) Qualcuno, in perfetta malafede, potrebbe pensare che questa è la scusa più patetica che tale blogger gossiparo poteva trovare per mettere la parola “fine” ai suoi faticosi ed inutili giri in mountain bike, preferendo – da stasera alla stessa ora – il più rilassante daytime di X-Factor 3, gustato direttamente dal divano del salotto insieme ad un pacchetto di sbrodolosi Fonzies formato famiglia.

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