Il mondo di Patty

il mondo di pattyIl mondo di Patty (titolo originale: Patito Feo, come dire “brutto anatroccolo”) è il fenomeno dell’estate di Italia Uno. Che tu lo voglia o no, una volta che inizi, non riesci più a staccartene. Ambientata in una scuola d’arte di Buenos Aires, dove le pareti sono di cartapesta, le luci al neon si sprecano, l’architettura è un vero rebus (dell’arredamento è meglio non parlare), ma soprattutto si imparano le fondamentali materie ballo, canto e recitazione, la serie narra la storia di Patty: ortica semiappassita tra girasoli splendenti. Patty è una tredicenne più larga che alta, squattrinata e cessa, brufolosa e apparecchiuta, che porta gli occhiali in stile Arisa, si pettina col badile e indossa vestiti già fuori moda ai tempi di Andrea del Boca. Ma segretamente, quando si traveste da Cleopatra, canta meglio di Katia Ricciarelli all’Arena di Verona. La piccola fiammiferaia Patty è la figlia della ragazza madre nonché barista della scuola e cameriera tuttofare Carmen, la quale, esattamente tredici anni prima, ebbe una relazione con un certo Leandro che, fatalità, è il figlio della preside (una specie di Loredana Bertè sotto acido) della scuola in cui lei svolge la professione. Ora però, Carmen, ha un altro amore, un testosteronico clone di Milton Morales solo un po’ più unto, mentre Leandro (vittima di un sordido complotto per cui non sa di essere lui il padre di Patty) se la spassa con la biondazza svampita di turno, che è anche madre di Antonella, la regina delle “Divine”, la babygang di riccone-fighette della scuola, che insegnano alle loro giovani fans come diventare delle aspiranti ospiti di Villa Certosa, e che naturalmente odiano la verginea (anche perché nessun maschio ha lo stomaco per avvicinarla) Patty.

il mondo di pattyLe litigate bambinesche tra Patty e le sue amiche (dette “le Popolari“) versus Antonella e le Divine, sono il pretesto che fa da sfondo ad una trama telenovelesca d’altri tempi, con corna reciproche, scambi di coppie, doppie identità, figli segreti, esami del dna taroccati e padri più giovani della propria prole, il tutto attualizzato ai tempi di “High School Musical” seppur con un budget non certo da Disney Club. E dove si fanno convivere in maniera inconcepibile, ma invero inspiegabilmente affascinante, storie da scolaretti delle elementari con tematiche adulte ridotte all’osso in una sceneggiatura di una povertà devastante, condita da una surrealità generale coadiuvata anche da grossolani errori di montaggio nonché da una fotografia perennemente sovraesposta. I personaggi che abitano “il Mondo di Patty” sono delle pure macchiette, indossano abiti buffi e ridicoli, recitano pessimamente, ma sono convintissimi e tremendamente calati nella parte. Tre volte su quattro i dialoghi sono insulsi,  ripetitivi e fini a se stessi, ma spiattellati davanti alle telecamere con un tale trasporto attoriale, che anche il furto di un dvd masterizzato può assumere le sembianze di una tragedia di proporzioni epiche tanto da tener banco per cinque puntate.

Il mondo di Patty è il fenomeno dell’estate di Italia Uno e ora capisco il perché: sembra “Paso Adelante” ambientato all’asilo Mariuccia con la forza teenageriale di una Hannah Montana delle favelas, l’ironia superflua di Ugly Betty ringiovanita e la passionalità slavata della peggior telenovela argentina anni 80.

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