Sarabanda (ovvero: la celebrazione non necessaria di Belen Rodriguez)

Scritto da Chissenefrega il 8 Giugno 2009 – 20:19 -

Probabilmente pochi ricordano che nel settembre 1997, quando “Sarabanda” esordì con l’allora meshato Enrico Papi alla conduzione nel preserale di Italia 1, non aveva un format ben definito e non era nemmeno un quiz. Il primissimo “Sarabanda” era un varietà appendice del rotocalco gossiparo “Papi Quotidiani” in cui il conduttore alternava (pioneristicamente, per l’epoca) paparazzate d’antan e notizie di nessun pregio al caos ricreato in studio con canzonette ispirate a “Non è la Rai” (defunto da un paio d’anni, ma i cui germi non erano ancora stati completamente debellati dai ricercatori dei laboratuàr Mediaset), telefonate dei telespettatori con richieste musicali interpretate da cantanti anni 60 e dediche ai parenti in stile emittente locale. Prefiguratosi rapidamente come un comprensibile flop, dopo un mese di messa in onda “Sarabanda” venne riprogettato da cima a fondo, mantenendo presentatore e cast, trasformandolo nel più popolare (e riuscito) dei quiz musicali della televisione italiana dai tempi del “Musichiere”. Tanto da raggiungere indici Auditel così alti da mettere in pericolo l’egemonia dell’access prime time di Striscia La Notizia, che obbligò il quiz di Papi ad uno spezzettamento inusuale in quel periodo, in modo da andare in onda con le parti salienti sopra alle interruzioni pubblicitarie di Canale 5 (strategia suicida che funzionò miracolosamente per un certo periodo ma che poi ne segnò il destino) e che, in un’edizione speciale senza pretese di prima serata a febbraio 2003, fece vacillare nientepopodimenoché il Festival di Sanremo di Baudo tallonandolo in ascolti.

Il “Sarabanda” di allora si ricorda soprattutto per la formula semplice, leggera ed appassionante: un crescendo ben congegnato (quasi “rossiniano”, oserei dire usando una metafora a tema) che “verticalmente” faceva aumentare l’interesse quotidiano del pubblico contestualmente alla riduzione dei concorrenti in gara e all’incrementare della difficoltà dei quiz (tutti basati su giochi a tematica musicale, dove scopo di ciascuno era indovinare il titolo di una o più canzoni), mentre “orizzontalmente” garantiva il coinvolgimento a lungo termine nelle storie dei campioni che erano tali non per caso, ma perché ferrati sull’argomento e con i quali si entrava ogni sera di più in una sorta di “confidenza a distanza”, scoprendo le loro vite da “persone vere” (o da casi umani, talvolta) oltre che da campioni e personaggi costruiti dalle dinamiche di forza maggiore del game show. Forse era un inconsapevole esperimento di reality ante litteram.

Memorabili i concorrenti che sono passati per le “aste musicali” e i “7X30”. Ricordo che io e tutta la mia famiglia radunata all’ora di cena, piangemmo con la stessa disperazione della scomparsa di un parente quando “La Professora” perse il titolo dopo mesi e mesi di emozionanti sfide, senza portarsi a casa il montepremi miliardario. E che, invece, stappammo lo champagne quando se ne andò fuori dagli zebedei – finalmente – l’”Uomo Gatto” che nessuno sopportava, ma che tutti seguivamo perché non vedevamo l’ora che facesse la fine del “gatto in tangenziale”. E come non ricordare Valentina, la non vedente più tritamaroni dell’universo; “Coccinella”, “Tiramisù” e “Allegria”, geek amorfi ma preparatissimi diventati miliardari grazie solo alla loro sterminata cultura musicale; “Denghiu” e “Funghetto”, non eccessivamente bravi, ma molto “persone qualunque al cospetto dei loro meritati quindici minuti di gloria”; Max, il timido campione mascherato che non voleva svelare la sua identità a causa di una precaria situazione finanziaria e che poi, dopo decine di vittorie, venne convinto da un empatico Enrico Papi a gettare la maschera durante una puntata dalla costruzione narrativa che ricalcava una soap-opera sudamericana, dopo aver vinto il montepremi che gli avrebbe garantito un futuro sereno con i creditori e pure una fidanzata selezionata con apposito casting in trasmissione. Tivù d’altri tempi, davvero.

Cosa resta, oggi, della nuova canalecinquesca versione di Sarabanda andata in onda stasera? Teo Mammucari conduce come se fosse una versione di Distraction edulcorata, e la sua personalità è oscurata dalle “qualità” di una Belen Rodriguez a cui è stato concesso uno spazio eccessivo, per le capacità che dimostra (e per fortuna che la dovevano licenziare a causa della storia con Corona). Belen ballicchia (o almeno ci prova), canticchia (o almeno ci prova), pone domande ai concorrenti (svelando per errore le risposte), presenta l’inutile miniquiz (”Indovina chi canta ‘Questo piccolo grande amore’ “) destinato al pubblico a casa, ma soprattutto fa quello che fin dalla prima volta che ha messo piede in tv le vale il suo gettone di presenza: si spoglia per un rigenerante tuffo in piscina (che è poco più che una tinozza d’acqua torbida, in realtà) a ridosso dell’orario del Tg5. Sarabanda è un format robusto, ma Sarabanda 2009, seppur gradevole nel complesso, mette in atto una infelice inversione di tendenza tale per cui i veri protagonisti dello show sembrano i due conduttori anziché “la musica” e i suoi concorrenti (che stasera sono risultati piuttosto anonimi). La memoria del vecchio “Sarabanda”, però, meriterebbe di essere onorata in maniera ben più consona che con un tiepido preserale estivo dal gusto spiaggiarolo consegnato nelle mani del fidanzato di una ex velina e della gnocca da cronaca rosa più citofonata del momento.


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19 Commenti a “Sarabanda (ovvero: la celebrazione non necessaria di Belen Rodriguez)”

  1. Gorneman ha detto:

    Avete sentito la pubblicità? Belen dice “Sarabamba”, o sbaglio?

  2. Chissenefrega ha detto:

    fosse solo quello… quando dà dà gli indizi dell’asta musicale non si capisce NIENTE… quando canta, canta tutto con lo stesso tono… la parte migliore del programma è quando si toglie il vestito e sale le scale in costume ripresa da dietro 8)

  3. Biologa ha detto:

    Ma è iniziato oggi?!
    Non l’ho visto :shock:

  4. elena ha detto:

    Ricordo con una punta di nostalgia la Professora, eliminata da un’anonima qualunque una sera a sorpresa dopo un 7×30 finito in parità, la canzone che non riuscì a indovinare era ” Spaccacuore ” di Bersani… Fu un duro colpo.
    Intravedere ieri sera questa porcheria in tv è stato anche peggiore come momento…

  5. Yuriel ha detto:

    quanti ricordi!!! la mia adolescenza è stata segnata da quel programma, e sinceramente non so se sia un bene…

  6. Licoreo ha detto:

    devo dire che sarabanda mi è sempre piaciuto, mi ricordo che sfidavo mio padre

    e mi ricordo anche che una volta al 7×30 un tizio aveva perso non indovinando una canzone dei pink floyd

    ai giorni nostri, non potevano trovare persona che io detesti di più di mammalucco. Peccato

    non c’entra nulla, ma sono estasiato da una citazione:

    « Bocelli è ormai il numero uno al mondo e da settimane guida le classifiche di vendita inglesi, mentre da noi in testa alla hit parade c’è un gruppo chiamato Tabula Rasa Elettrificata che nessuno, neanche i ragazzi di Macao, conoscono!»

    (Gianni Boncompagni, settembre 1997)

  7. Lara ha detto:

    Carissimo Chissene,
    io ti devo davvero ringraziare di cuore per avermi dato la possibilità di sputare un po’ di veleno su questa trasmissione (già ieri sera mi prefiguravo me stessa che, non sapendo dove scaricare tutto lo schifo che ho visto, si riduceva a scrivere commenti maligni su pezzi di carta igenica che poi buttava sprezzante nel wc).
    Invece arrivi tu mio eroe e salvatore!!
    Ora sono pochi i punti salienti di questa mia sproloquiatura ma li devo dire:
    Primo Belen in un programma dedicato alle famiglie ci sta come la Henger a paperissima… (in un qualsiasi programma sarebbe stata malissimo ma così è vergognoso)
    Secondo: Mammuccari presenta la trasmissione come se fosse un venditore ambulante con problemi di pronuncia (rimpiango papi incredibile). Sono riusciti a mettere insieme la più squallida delle donne con il più insopportabile degli uomini complimenti!!
    Terzo: la salita della nostra zoccoletta su per le scale in costume mi ha fatto vergognare di aver consigliato il programma alle mie figlie (ancora non avevo idea di come lo avrebbero distrutto).
    Mi domando che c@@@@o centra sta cosa con un programma che dovrebbe essere un quiz musicale
    Quarto: le ragazze, che noi abbiamo soprannominato le galline in piazza, sono pure pagate per stare li??

    Infine ammetto che è stato un mio errore, sapendo chi conduceva e chi sgallettava, voler vedere la trasmissione ma la curiosità e soprattutto il ricordo di quello che era il programma ha prevalso sul buonsenso.. beh mai più lo prometto… mai più vedrò sto schifo. TV spenta a cena e tante chiacchiere tra noi.

  8. Chissenefrega ha detto:

    @lara: hai pienamente ragione… dieci anni fa era tutta un’altra cosa ed era piacevole guardarlo in famiglia…

  9. Chissenefrega ha detto:

    @elena: è vero che la professora perse su “Spaccacuore”!!! che nostalgia ;-(

    @licoreo: conoscendo la cultura musicale di Boncompagni e la sua innata ironia mi sa che era una battutona…

    …comunque la puntata di stasera è stata ancora peggio di quella di ieri con Mammucari cha fatto una gran fatica a tenere incollati i pezzi del programma (e ha pure cazziato il pianista che se non sbaglio è lo stesso della Corrida). E il quiz per i telespettatori da casa è INSOPPORTABILE, sembra uno di quei giochi taroccati dei canali locali…

  10. jack skellington ha detto:

    uhm io non sarei così celebrativo nei confronti del vecchio sarabanda, che era carino e divertente fintantochè il quiz musicale aveva la prevalenza su tutto il resto. poi, quando concorrenti “normali” come l’amabilissima professora hanno cominicato a essere sostituiti da freak insopportabili messi lì soltanto per fare spettacolo (l’uomo gatto) sarabanda è diventato tv spazzatura. probabilmente si è adeguato ai tempi.. o forse li ha precorsi.

  11. Altruio ha detto:

    Esatto, concordo pienamente con jack skellington, volevo proprio scrivere qualcosa di simile. La declinazione trash peggiore che annullava il senso del gioco a vantaggio di personaggi e concorrente assurdi è iniziato nel 2003 mi pare.

  12. jack skellington ha detto:

    altruio, a me pare che la declinazione trash sia cominciata molto prima, verso il 2001. nel 2003 sarabanda era ormai agli sgoccioli, se non ricordo male..

  13. Altruio ha detto:

    Prima però era ancora piuttosto seguibile, poi è diventato del tutto irrecuperabile con donne gufo e compagnia. L’uomo gatto è apparso a fine 2002, lo ritengo come punto di svolta.

  14. Chissenefrega ha detto:

    pure Aldo Grasso oggi scrive che ci sarebbe da rimpiangere Enrico Papi, il che è tutto dire… indubbiamente anche nella versione originale c’è stato un declino, ma il quiz in sè e le capacità dei concorrenti erano sempre in primo piano; il conduttore (Papi) non era invasivo e dispersivo come è invece Mammuccari e non c’era la distrazione della gnocca desnuda in piscina. Sarabanda “the original” aveva altri obiettivi, era un game più “focalizzato” e il trash a cui si è giunti è sopravvenuto in maniera abbastanza naturale senza troppe forzature. Ed è durato comunque 7 anni…

  15. saragey ha detto:

    come programma per le famiglie questo sembra essere una “pornosfilata” e teo le va dietro, elogiando la belen non certo perche’ e’ una brava valletta ma solo perche’ mostra il culo e la “patata” cosi’ spudoratamente, poveri genitori io se fosse mia figlia mi vergognerei mi dispiace molto che queste ragazze accettino di farsi umiliare per tentare dif arcarriera le basta ancheggiare e miagolare un po e gia si sentono delle star

  16. tommy ha detto:

    ieri sera Teo per la prima volta si e’ ricordato di fare i complimenti a letizia dico finalmente perche’ passa tutto il tempo della trasmissione a fare sempre e solo i complimenti a belen, basta, Teo c’hai rotto l’abbiamo capito anzi abbiamo ormai “visto” “tutto” di belen

  17. Rodrigo ha detto:

    A proposito di quello che ha detto Tommy… Ma vuoi vedere che per fare posto alla Rodriguez (ed alla sua voce ingolata) hanno escluso l’altra cantante storica di Sarabanda? (quella mora, come si chiamava?) e il cantante che fine ha fatto? era un terzetto così affiatato!

    mi sembra un po’ malinconica Letizia, la cantante bionda, quando la inquadrano. nella sarabanda originale i cantanti erano rispettati e venivano fatti sentire a proprio agio, (spesso l’uomo del terzetto suggeriva a Papi come solfeggiare le note per l’asta musicale, che doveva suonare), ma ora uno va in trasmissione, presta la propria voce e viene relegato in un ruolo marginale

  18. Chissenefrega ha detto:

    @rodrigo: quella mora era la MITICA Loredana Maiuri, già “prestavoce” di Marzia Aquilani a Non è la Rai!!! (quante ne so!!! :D)

    il Sarabanda di oggi è completamente snaturato rispetto all’originale, e fatto solo per mettere in mostra le chi@ppe della stellina tv del momento

  19. Rodrigo ha detto:

    grazie. in effetti ci sono millemilia siti a lei dedicati. ed ho potuto rivedere diversi video di sarabanda… quale gioia cantante che si sprigionava da quei tre :-) e i pezzi erano ben distribuiti secondo la tessitura - era anche a tira molla prima che decidessero di sostituirla con la finta copia delle spice girls, mi pare



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