X-Factor 2 – La finale. Chissenecronaca live – Vince Matteo Becucci

Cari amici, cari Grant, cari Cooper e cari baldini, eccoci giunti alla tanto attesa puntata finale di X-Factor, il programma televisivo che ha ridato un senso al genere talent show. Dopo anni di vani tentativi della concorrenza di lanciare nuove stelle che fossero credibili sul mercato musicale (e non mi sto riferendo solo ad Amici di Maria, ma anche a Popstar, Superstar e Operazione Trionfo), mamma Rai è riuscita a dare la svolta, con uno show di qualità in cui il talento l’ha sempre fatta da padrone e che è stato in grado – nella passata stagione – di far esordire una Giusy Ferreri che (piaccia o no) per il programma rappresenta il più convincente dei biglietti da visita. X-Factor non ha mai avuto un successo di pubblico plateale, ma ha suscitato l’interesse dei musicofili più appassionati e degli addetti ai lavori. Il talent show con la musica che batte sul due – e che stasera viene meritatamente (e rischiosamente) promosso sull’ammiraglia Rai Uno – potrebbe essere foriero di un’inversione di tendenza anche per il concorrente defilippiano di casa Mediaset che, mai come nelle ultime stagioni, ha conosciuto un degrado totale dal quale non può far altro che risollevarsi.

Riascoltando a freddo gli inediti dei tre finalisti, è difficile azzardare un pronostico su chi vincerà:

Se i The Bastard Sons of Dioniso erano dati per favoriti su Rai Due ed hanno all’attivo un singolo decisamente “di rottura”, probabilmente risulteranno fuori fuoco, rispetto al target anzianotto di Rai Uno (però potrebbero essere votati in massa dagli ultraottantenni a cui esplode l’amplifon). Gli amanti di Al Bano e Iva Zanicchi troveranno sicuramente gradevole il brano di Matteo Becucci, banalità totale – ma ben eseguita – dal tipico italian style da Canzonissima, destinato a scomparire al più presto. Jury resta un’incognita: unisce una certa immatura freschezza compositiva (alquanto ruffiana, però moderna) ad un viso da cane bastonato acchiappatelevoti. Considerato che Rai Uno ha premiato a Sanremo Marco Carta (che del Magliolo è la nemesi), non mi sento di escludere un suo exploit finale.

Termina la puntata di Affari Tuoi con protagonista la sorella illegittima di Pamela Prati (ma non sono riuscito a vedere se e quanto ha vinto poiché impegnato in uno zapping frenetico tra Paperissima e la Littizzetto), parte – dopo quei tre quarti d’ora di pubblicità necessaria affinché terminati i programmi della concorrenza, il pubblico cambi canale – la finalissima di X-Factor. Facchinetti, smokingato per l’occasione, è pettinato con il grasso di foca; la Ventura indossa la maschera da deejay-SuperX, Morgan si è fatto la piastra e Mara Maionchi si è fatta una flebo di Gerovital per passare la nottata. Sono curioso di sapere come faranno a riempire le tre ore abbondanti di programma con nove canzoni di un minuto e mezzo l’una.

Breve riassunto – con filmato dal taglio giovanilistico – delle puntate precedenti per il pubblico dell’ammiraglia che se le è perse e collegamento con le tre localita d’origine dei finalisti: da Livorno, sfugge ad una gangbang la miss Italia in carica Miriam Leone (urla come un’ossessa, vi prego destituitela!); Claudia Andreatti dalla Valsugana sembra strafatta ma forse è solo l’entusiasmo di ricomparire in tv dato che dopo il aver vinto il titolo di bellezza era stata ampiamente dimenticata; Luisa Corna da Brescia è la supporter di Jury (poveretto, non poteva cascare peggio). Bella l’idea dei collegamenti dalle città, fa molto “Linea Verde”, manca solo che ci presentino le ricette regionali e le previsioni del tempo e siamo a posto.

Matteo Becucci con Riccardo Cocciante
Cocciante non è nuovo al “supporteraggio” di artisti emergenti: all’ultimo Sanremo è stato il padrino di Filippo Perbellini, non portandogli particolar fortuna a dire il vero. I due sono vestiti uguali, cantano il classicone “Margherita” terminando il pezzo in teatralità, a cappella. E sembrano padre e figlio (cioè Cocciante sembra il figlio). Voto 7+

Jury Magliolo con Gianluca Grignani
Dai, non potete dirmi che Jury non ha un suo perché. Finché canta da solo va tutto bene, da otto e lode. Quando ne “La mia storia tra le dita” entra il legittimo proprietario, il duetto è un po’ incerto. Jury ha gli occhi rossi che sembra appena uscito dalla piscina. Voto 7- (ma è tutta colpa di Grignani!)

The Bastard Sons of Dioniso con Elio e Le Storie Tese
“Uomini col borsello”: vabbè, questo è un colpo basso, anche se volessi stroncare i Bastardi in questa occasione non ce la farei. Complimenti per il coraggio di proporre un tale duetto nonsense (mezzo cantato in dialetto trentino, con gli Elii che tengono i cartelloni con le traduzioni a mo’ di Povia) di domenica in prima serata su Rai Uno. Mara ha la ridarola. Anche io. Elio dice “Sono i vincitori annunciati, è quasi inutile fare il televoto”, tra i fischi del pubblico: grandissimo. Voto 9, di cui 8 per la simpatia e l’originalità.

Momento “sala stampa” coi giornalisti schierati e tanta voglia di polemica (per ora tenuta a freno) tra MammaRai-Ventura e uno pseudogiornalista di Mediaset-Tgcom. Renato Zero è l’ospite della serata, assolutamente trascurabile e – soprattutto – poco coerente. Un mese fa disse in un’intervista “se fossi un concorrente di X-Factor o Amici scapperei a gambe levate”. Fare l’ospite markettaro, invece, è consentito? Zero dice “rompicogli*ni” ed è la prima parolaccia della serata. Il cantante siede in giuria (pure!!!!) dicendo “ah ecco finaRmente vedo Zimona… penZavo che fosse un effetto pZichedelico di una televiZione molto OSE’ e invece è tanta ed è qui” (cioè, fatemi capire, le ha dato velatamente della zoccolona?)

Seconda manche (anche se Facchinetti dice che è la prima).

The Bastard Sons of Dioniso: “hanno iniziato con i Beatles e finiscono con i Beatles”, dice Mara. Beh, credo che i Beatles debbano essere eliminati dal loro repertorio. Voto: 6+ sempre più per simpatia che per altro.

Jury: “A chi” di Fausto Leali (che la Ventura non dimentica di salutare) non c’entra niente con il diamante grezzo bresciano, ma ancora una volta Jury dimostra di riuscire a fare suo un pezzo non semplicissimo e che siamo abituati a sentire da un cantante dalla vocalità completamente differente dalla sua. Sta riacquistando tutti i punti persi la scorsa settimana: voto 7 e 1/2

Matteo: credo che questa “Somebody to love” sia una delle cover migliori che abbia mai eseguito in tutta l’esperienza X-Factoriana. A Livorno c’è il tripudio, Miss Italia è stata sopraffatta dalla folla. Bravo e con un po’ più di personalità rispetto al solito. Peccato che non renda in egual misura con il suo fiacco inedito. Voto 8

Facchinetti conferma la notiziona che già circolava da settimane: X-Factor 3 parte il 14 settembre prossimo, allucinante sotto un certo punto di vista (quello musicale, che conferma la volontà di creare delle star usa e getta) e interessante da un altro (quello televisivo: non ci sarà la competizione con Amici in prima serata, né, a occhio e croce col Grande Fratello e probabilmente neppure con la Talpa che voci di corridoio danno per rimandata alla primavera 2010 per sopperire al flop paolapereghiano della Fattoria).

Jury: “Mi fai spaccare il mondo”
Si continua a chiamarli “inediti”, anche se ormai i pezzi originali dei cantanti sono già più che editi e diffusi. Meglio della settimana scorsa, a me la canzone piace come potrebbe piacermi – e l’ho detto MILLEMILA volte – un pezzo dei Sonohra. Quello è il target di Jury e nelle vesti di popstar giovanile ci sta benissimo. Secondo Renato Zero, la canzone “Rotola”. Voto 7

The Bastard Sons of Dioniso: “L’amor carnale”
La progressione delle note sul ritornello è piuttosto furba e la cattiveria dell’arrangiamento – non realmente necessaria – è eccessiva per il palcoscenico su cui si trovano ad esibirsi. Il testo, di cui questa settimana ho capito qualche parola, è un po’ pseudocolto fatto apposta per stupire il popolo bue, ma nel complesso funziona. Secondo Zero è una canzone che può competere con i brani rock internazionali perchè è ora che la musica italiana lo faccia, in quanto l’Italia si è fermata su “Io tu e le rose” (cioè, parla lui, parla). Voto 7

Dalla sala stampa, Tv Sorrisi e Canzoni eccepisce (a ragione) che nessuno degli inediti di quest’anno ha il piglio di “Non ti scordar mai di me” della Ferreri. La Ventura si inalbera e dice che aver consentito a Jury di scrivere il suo pezzo è stato un miracolo. Renato Zero bissa la parolaccia dicendo “stron*ate”.

Matteo: “Impossibile”
Mi dispiace stroncarlo, ma questa è la seconda volta che sento il suo inedito e ne ho già abbastanza per quanto risulta uguale a qualsiasi altro pop italiota strappamutanda che verrebbe eliminato anche a Sanremo Giovani. Sembra che il percorso di questi mesi a X-Factor non sia mai esistito, un brano come “Impossibile” sarebbe stato in grado di cantarlo anche senza Morgan, senza Rodini e senza partecipare ad un talent show. Voto 5

Ho scoperto che aveva ragione Facchinetti, infatti si chiude ora la prima manche, che vede l’eliminazione di Jury (come pronosticato in serata dalla Ventura, portando sfiga direi a questo punto). Eliminazione IMMERITATA e non dico altro.

Passaggio obbligato su Raiuno anche per il nuovo singolo degli Aram Quartet, cantato in un pessimo playback, peraltro. Il brano (dal titolo “Il pericolo è il mio mestiere”) è parecchio gigione: molto poco da gruppo vocale, più da boyband di periferia. Sembra un pezzo scartato dalla song-selection per l’ultimo album de “Le Vibrazioni”. Voto 6-

Manche decisiva: i Bastardi cantano “Contessa” (voto 7, fossi in loro mi orienterei su questo tipo di “punk” in futuro) contro Matteo con “Ancora ancora ancora” (voto 7, solo perchè oggettivamente il livello di entrambi è di eccellenza). Seguono esibizioni a cappella e anche qui è difficile decidere chi sia il migliore. Io, comunque, preferirei veder vincere i Bastard.

Sono passate quattordici, anzi quindici, settimane dall’inizio di questo talent show che abbiamo seguito appassionatamente, calorosamente, come mai prima d’ora era accaduto su questo blog (e neppure su Facebook dove abbiamo consumato tutta la banda disponibile e anche stasera abbiamo ampiamente superato i 250 commenti). Quanto ci siamo divertiti? Beh, tanto. Grazie a tutti davvero per la partecipazione: è stato bellissimo. Voglio salutare anche io le sarte, la regia, trucco e parrucco, il mio mouse e la mia tastiera. Si ripeterà mai tutto ciò? Chissà, se siamo ancora tutti qui (mi sto toccando), dal 14 settembre vi aspetto per replicare.

Viene proclamato il vincitore della seconda edizione di X-Factor: così si compie la favola di Matteo Becucci, 38enne padre di famiglia, strappato alla vita d’ufficio per prendere l’ultimo treno, quello della sfuggente fama da cantante neomelodico, destinato a fermarsi presto, a mio avviso. Che si goda il momento (lodi a lui, ha dimostrato di saper cantare ma anche di non brillare in personalità) senza illudersi troppo.

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