Blogmagazine 2 / Moana Pozzi e la generazione pop-porno

C’è grande “buzz” nell’edicola virtuale della blogosfera per il secondo numero di BlogMagazine, la rivista ideata, diretta e impaginata da Giuliano “Julius” Ambrosio e scritta da blogger accuratamente selezionati dopo un impegnativo screening. In un’epoca in cui la stampa tradizionale è in crisi e pure i freepress arrancano, soppiantati dall’informazione istantanea user-generated in rete, l’idea di trasportare quei contenuti prodotti dai cittadini di internet in forma cartacea (il mensile verrà presentato ufficialmente il mese prossimo al Salone del Libro di Torino) per renderli fruibili ad un pubblico meno di nicchia e meno avvezzo alla tecnologia, è quantomeno encomiabile.

Oltre ad una comprensibile curiosità sul progetto, BlogMagazine ha scatenato molti consensi (da chi [eccomi!] ne intravede il potenziale), ma anche un po’ di diffidenza (da chi probabilmente non è ancora “così avanti” da intravederne il potenziale), qualche sterile critica (da parte di informatici puristi devoti alla McGrawHill che si sono chiesti come possano trovare spazio su uno stesso giornale articoli dedicati alla riformattazione dell’hard disk e al Dottor House), paragoni azzardati (nella fattispecie con il mensile Wired, che – magari – sarebbe necessario ricordare essere un prodotto editoriale che esce in edicola, scritto da giornalisti professionisti, che ha alle spalle editori pronti ad investimenti cospicui e last-but-not-least che è a pagamento) e condivisibili osservazioni (una eccessiva facilità di consumo, peccato veniale, considerato che il progetto è ancora un work-in-progress). Insomma, la “G arancione” ha fatto – e non poco – parlare di sé in un periodo in cui la blogosfera sembra particolarmente assopita, forse frenata dalla migrazione in massa degli utenti su Facebook.

Questo mese, il contributo del sottoscritto è sintetizzato nel titolo di questo post: lo sapete che Moana Pozzi è scomparsa quindici anni fa (sticavoli, di già!) e che Sky le sta dedicando una fiction agiografica? Un vero proprio mito che ha il merito di aver reso pop il mondo del porno. Mondo che quando ero giovane io rappresentava un’affascinante chimera; oggi, invece, è noiosa quotidianità.

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Buona lettura!

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